lunedì 16 settembre 2013

Apertura della caccia: controlli a tappeto a Rozzano per tutelare le nuove aree protette

Domenica 15 settembre, all’alba, si è inaugurata la stagione venatoria in Lombardia. Nell’hinterland milanese, gli ambientalisti hanno dato la “Caccia ai cacciatori” e a Rozzano, con l’Assessore all’Ambiente, Stefano Apuzzo, che è anche presidente di Amici della Terra Lombardia, ha vigilato anche la Protezione Civile sulle nuove aree protette e interdette alle doppiette.
Le “battute di caccia ai cacciatori” sono state annunciate dal Presidente di Gaia Onlus, Edgar Meyer e da Cristina Donati, Responsabile campagne di Gaia animali & ambiente.
Nel Comune di Rozzano, alle porte sud di Milano, sono state istituite nuove aree protette, per circa 36 ettari, interdette alla caccia. Si tratta di parchi e zone piantumate con piste ciclopedonali e percorsi naturalistici, nelle quali si concentrano, ad ogni stagione venatoria, cacciatori e bracconieri.  Sulla prima giornata di caccia e di vigilanza venatoria, l’Assessore Apuzzo ha dichiarato: “a Rozzano, molte doppiette che vengono da fuori sparano a qualsiasi cosa si muova. Da ambientalista ritengo che la caccia vada abolita anche perché dissemina il terreno di piombo velenoso e inquinante e uccide animali innocenti, ma finchè la legge norma questa attività e bene vigilare per il rispetto delle regole e perché non si cacci in aree interdette”. Purtroppo la Provincia di Milano e la Regione Lombardia, continuano ad essere asservite unicamente agli interessi della lobby dei cacciatori. Tutti gli atti di queste due istituzioni parlano univocamente il verbo di Diana e non certo quello della salvaguardia della natura.
La caccia è una pratica crudele, arcaica e violenta che ogni anno stermina centinaia di migliaia di animali selvatici e di allevamento (immessi nell’ambiente come “selvaggina”) che deve essere abolita”, affermano decisi il Presidente di Gaia, Meyer e Cristina Donati.

Scheda.
Quanto piombo riversano nell’ambiente i cacciatori bresciani e lombardi?
Una cartuccia contiene in media 32 grammi di piombo. I cacciatori della provincia di Brescia con licenza sono 35.000. Nell’ipotesi che ogni cacciatore spari, in una stagione venatoria, 400 cartucce, sarebbero 448.000.000 milioni i grammi di piombo sparsi sul terreno, ovvero 448 tonnellate di piombo, sufficiente ad avvelenare ampie porzioni di territorio, fiumi e laghi. Moltiplicando la quantità di piombo per i cacciatori della Lombardia abbiamo un dato impressionante.

La caccia in numeri.
In Italia i cacciatori sono 700.000. Se questo esercito si dispiegasse tutto insieme sull’ intero territorio nazionale, comprese città, laghi, fiumi e montagne, ogni chilometro quadrato ne ospiterebbe sei. E’ la densità più alta d’Europa. In Olanda e in Belgio ci sono 1,4 cacciatori per chilometro quadrato, in Germania 1,3, in Lussemburgo 1,2 e il valore medio dei paesi dell’Unione Europea (Italia esclusa) è di 2.
Solo gli uccelli migratori uccisi ogni anno dai cacciatori italiani sono 150 milioni (contro 80 milioni in Francia, 50 in Spagna, e un milione in Danimarca). Esclusi gli uccelli migratori, il totale degli animali uccisi ogni anno in Italia raggiunge i 300 milioni.

 

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