martedì 18 dicembre 2012

API vende pezzi delle proprietà comunali. Ed il Consiglio non ne sa nulla....

Si comincia a vendere pezzi di proprietà pubblica. Dopo la vendita farlocca del Fellini da parte di API ad AMA per 2,1 milioni di euro, con una base d'asta di 2 milioni di euro, l'edificio che ospita ARCO, la società "guidata" dall'ottimo presidente Pietro Forello - noto manager pubblico (sich!) - sarà messo all'asta il 28 dicembre p.v. alle 9.30.
Con una procedura al massimo rialzo, potrà venire assegnato anche con la presenza di una sola offerta.
Quella struttura era già un magazzino per API, dove vi depositava parti dell'impianto per il teleriscaldamento (prevalentemente tubazioni), ed aveva tutte le caratteristiche per ospitare i mezzi movimento terra ed i camion oggi ancora in rimessaggio quotidiano nell'edificio di CRC, società di proprietà dei famigli del dirigente di API Gianotti, a cui la società pubblica continua a pagare un canone di oltre 150mila euro.
Vari sono i problemi di questa operazione, soprattutto di carattere politico oltre che gestionale.

API, ed il suo Amministratore Delegato Bellini,prima di vendere immobili pubblici, dovrebbe rendere edotto il Consiglio Comunale delle ragioni che vi sono alla base. Sebbene l'immobile rientri nella sua disponibilità, esso lo è in forza di una delibera del Consiglio Comunale che gliel'ha data.
Quali sono le ragioni per la vendita? E' chiaro che si tratta di ragioni di "cassetta". Sebbene notoria la situazione disgraziata in cui versa API, i 2 milioni  potrebbero essere ossigeno per le sue esangui casse, ma l'assessore al Bilancio, tal Aristide Rossi, non relaziona in merito?
Come si pone il Sindaco di fronte alla città ed ai suoi rappresentanti a tal proposito?
Per nascondere bene le cose, poi, si fa sì che l'operazione avvenga durante le ferie....
RF

1 commento:

  1. commenti ?

    http://www.ilgiorno.it/sudmilano/cronaca/2013/06/12/903052-sudmilano-rozzano-bufera-bilancio-api-municipalizzata-rissa.shtml

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