mercoledì 11 luglio 2012

PD, il "partito azienda": loro AMA-no Rozzano!

All'incontro del PD di Rozzano, aperto alla cittadinanza, si è potuto riscontrare quello che si immaginava: la "cittadinanza partecipante" era il PD, ovviamente, nelle sue varie articolazioni di "solo militanti" (invero pochi), amministratori o ex amministratori, figli degli uni e degli altri, dipendenti delle società locali.
Il PD è fondamentalmente un "partito azienda", con buona pace di chi si lamentava di Berlusconi che portò in Parlamento i suoi dipendenti: gli uomini Fininvest.
Buona parte del personale politico locale che lavora per l'azienda e collegate o ha un posto in Comune "a chiamata" è passato per le file del partito (in qualche caso anche con tutti i famigli), e coloro che hanno una tessera del PD hanno ottime probabilità d'essere trovati con i parenti in AMA.
Come a dire: una tessera una garanzia.
AMA nacque con un intento "nobile", e bisogna dire che è stata capace dispensatrice di equilibrio: grazie alle ampie maglie determinate dall'assunzione non vincolata a concorso (anche se ormai la Corte dei Conti sta mettendo vincoli anche in questa direzione), e dalla necessità di avere dei fornitori svincolati da bando pubblico, ha accolto sia dalla maggioranza che dall'opposizione, contribuendo così alla duratura stabilità del Consiglio Comunale. L'opposizione è meglio gestita se... cooperante o vincolata.

Come se ciò non bastasse, è stata usata per la "mancetta" a consiglieri e presidenti di Cda ex-consiglieri o portaborse, ignari delle responsabilità che a ciò attengono (e ignavi delle ricadute di tanta incapacità sulla città ed i suoi abitanti).
Poi, siccome siamo particolarmente legati alla solidarietà ed allo spirito cooperativo (come ha recentemente ricordato il Sindaco), diamo ospitalità anche ai consiglieri e sindaci degli altri comuni, usando la struttura pubblica per la costruzione di "cordate private".
Ma anche le società partecipate non possono e non dovrebbero essere imbottite oltre ogni limite.
Come dicevo, perfino la Corte dei conti, massimo organo della magistratura contabile, ha ammesso che la normativa in tema di società partecipate dagli enti locali è talmente contorta da invocare l'intervento del legislatore.
Dopo anni nei quali ci si è dedicati all'esternalizzazione dei servizi ritenendo che l'utilizzo degli strumenti propri dell'imprenditore privato garantisse la gestione dei servizi più efficiente, efficace ed economica, oggi, alla resa dei conti, tutto sta cambiando.
L'argomento è di quelli scottanti: si possono derogare le norme che impongono la riduzione della spesa di personale, se la reinternalizzazione garantisce, carte alla mano, risultati ancora migliori di quelli conseguiti dalla partecipata, in forza del principio costituzionale del buon andamento della PA?
La Corte dei conti si barrica (giustamente) dietro una interpretazione restrittiva: i lavoratori dele partecipate sono a tutti gli effetti lavoratori della PA e dunque vanno considerati sinanco nel Patto di Stabilità.
Eppure la soluzione del problema potrebbe essere relativamente semplice. Da un lato è la gara la cartina di tornasole delle tre "e" (efficienza, efficacia ed economicità), e dall'altro, per evitare inefficienze, è necessario consolidare le partecipate per tutti i costi inerenti alle esternalizzazioni, applicando i principi elaborati dalla dottrina aziendalistica.
Ma, anche se, per ora, non è importante la migliore gestione dei servizi, è fondamentale non aumentare le spese, in particolare la spesa per il personale, soprattutto se improduttivo o ridondante. Se ne è accorto anche Mario Monti, che con la spending review ha proposto (e verificato) che il taglio del 20% dei dirigenti pubblici e del 10% del personale porterebbe perlomeno un risparmio, senza affliggere i servizi.
Facciamolo anche a Rozzano!!
Al Call Center ex segretari del PD, consiglieri comunali del PD in forza nelle aziende, ex consiglieri del PD nei Cda a scaldare le poltrone, nello staff del Sindaco (dove si può assumere a chiamata") altrettanti funzionari di partito, poi figli, nipoti, cugini di tesserati e dirigenti del PD nei meandri delle partecipate, e se ci sono presenze "estranee" sono spesso di compensazione per la stabilità e la buona gestione.
Non c'è dubbio, loro AMA-no Rozzano!
Marco Masini

2 commenti:

  1. msini mi devi scusare della mia ingnoranza ma non credo propio che in tutti questi anni non ti sei accorto di niente. o percaso non ti bastava piu la tua pagnotella? e adesso vuoi fare lonesto..ricordati che loccasione per dare un taglio a tutto sto shifo lai avuta,e tu ai fatto in modo che lo schifo andasse avanti rispondi a questo se sei veramente onesto....

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  2. Il PD è un partito, l'unico in Italia, presente sul territorio, tra la gente e che ha ancora consensi degni di nota (circa il 25 - 30%). Un Partito che ha una idea di futuro per l'Italia, a differenza dell'infima tattica e della scadente dialettica degli altri.
    Insultare il più grande partito del centro-sinistra italiano è sport comune ma non qualifica granchè i detrattori, per altro senza alcun argomento politico.

    Stefano

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