giovedì 14 giugno 2012

TELERISCALDAMENTO: Corsico fattura a D'Avolio. I cittadini di Rozzano pagano...

Si è chiusa la RETE (srl): un buco nero per i cittadini di Rozzano, aperto e chiuso nel giro di 5 anni, ma lascia ancora strascichi male-odoranti...
Assorbita per incorporazione (da qui il processo digestivo con i miasmi) da AMA dopo aver dilapidato un patrimonio, sta per ricevere dal Comune di Corsico una fattura salata per aver gonfiato i costi del teleriscaldamento dei cittadini del quartiere Burgo.
A causa delle anomalie tariffarie del periodo di gestione del 2008-2010, certificate da un collegio di periti, il Comune di Corsico "intende sollecitare la cooperativa Degradi - costruttore - e la ex società di gestione Rete srl di Rozzano a restituire quanto previsto, eseguendo i calcoli richiesti per ciascun utente".
La storia racconta che, "nel processo di costituzione di società di gestione dei servizi pubblici  controllate da AMA spa", con il Cda del 24 gennaio 2006, si da autorizzazione all'allora Presidente di AMA, rag. Carlo Carrara, di intervenire alla sottoscrizione dell'atto costitutivo di una nuova società, RETE srl, sottoscrivendone l'intero capitale sociale.
Rete Srl si era intesa farla nascere per occuparsi degli sviluppi "energetici" sul territorio di Rozzano e del Sud Milano più in generale. Poco prima, infatti, era stato presentato un Piano Energetico per la città di Rozzano, che includeva, ovviamente, il Teleriscaldamento, e, per dare sostenibilità economica, si ipotizzava l'apertura ad altri comuni del Sud Milano.
A tal scopo (??) venne nominato un Procuratore Speciale (il Sindaco), che provvedette a costituire la società.
Rete comincia ad operare distribuendo gettoni da Consigliere di amministrazione sin dal 2006 (€39,928), ma di fatto, solo nel 2007 "muove le penne".... ma chiude nel 2011!
La storia è poca cosa. Dalla gestione del nascente teleriscaldamento di Rozzano (partendo dalla realizzazione dell'accordo per il nuovo quartiere "Romagnoli" della CMB e della costruzione della relativa centrale e dalla proprietà della costituenda rete del teleriscaldamento) grazie ad una serie di sinergie possibili a livello del Sud Milano, si arriverà a gestire anche la fatturazione dei servizi legati al teleriscaldamento di Corsico, nel quartiere delle ex-cartiere Burgo della Cooperativa Edificatrice Ferruccio Degradi, per un fatturato (2010) di 1milione e 623mila euro.
Nel 2008 e 2009, a Rozzano, ci si stava preparando alle elezioni, e le tariffe (inizialmente molto alte, si veda a questo proposito il rimando storico nel post scrittum di Marco Parma) dovevano essere abbassate. Era compatibile economicamente per Rete/AMA?
Forse no, perchè per recuperare si alzarono a Corsico. Ma ora se ne sono accorti, e ci chiedono i soldi con gli interessi!!
La "macchina perfetta" di Rete srl nel frattempo avrà distribuito (sorgente dati: bilanci depositati):
- compensi agli Amministratori per ben 242.000 euro;
- consulenze legali per 138mila euro;
- consulenze tecniche per 332mila euro;
e portato in dote ai cittadini di Rozzano 319mila euro di perdite, ripianate da 518mila euro di versamenti da parte del Socio Unico!
Interno della centrale "Alboreto"
Un bel "buco" da 1,25 milioni di euro....
A seguito della delibera del Consiglio Comunale dell'8 novembre 2010 citata nel post sul consiglio e delle delibere dei rispettivi Cda di RETE e AMA, si è proceduti - mestamente - alla fusione di Rete in AMA, con la nota (all'interno del "progetto di fusione") che l'operazione "consente [...] di ridurre la catena di controllo societaria, di sfruttare le possibili sinergie derivanti dalla comune gestione delle attività che attualmente svolgono le società, conseguendo economie di scala e riducendo i costi per spese generali" (sich!!).
Un fallimento su tutta la linea, derivato dalle scelte incoerenti e di vedute limitate e "clientelari" (nel senso campanilistico del termine) frutto dell'ultimo periodo di gestione che ha trasferito la costruzione della rete del teleriscaldamento ad API.
Invece di dare a Rete la possibilità di operare per il suo mandato di sviluppo delle "politiche energetiche" del territorio (ad includere anche altre municipalità così da costituire una "massa critica") si è chiuso tutto per trasferire la competenza in API, dopo aver gestito le tariffe del teleriscaldamento per "scopi elettorali"!!
Oggi si configurano ampi spazi per cercare le verifiche della necessità di consulenze svolte da terzi (chi?) per una società costituitasi con tutte le carte in regola e le professionalità per operare in autonomia (questo speravano i Consiglieri Comunali).
Se un qualunque artigiano (perchè questo è il paragone per un'attività ed un fatturato di questo tipo) si fosse imbarcato nell'impresa, avrebbe certamente operato a limitare le spese, gestirsi in proprio le problematiche, massimizzare le risorse disponibili, cercando di portare a casa qualche quattrino.... nell'interesse del Paese (come amano dire i nostri Amministratori!).
It's simply astonishing!!!
Un Privato avrebbe licenziato ed allontanato dall'azienda tutti i partecipanti a questa "impresa", e non li avrebbe più voluti tra i piedi, o si sarebbe autosospeso!
Invece (otre al Sindaco che insiste ora con il piano di "investimento" per il progetto Aler) il dirigente Rete/AMA Vito Ancora è ancora in sella, e, tra gli altri, l'eccellente dirigente del PD di Rozzano (di cui potrete leggere e ascoltare stralci nel suo intervento all'incontro PD di ieri sera domani su RozzanoPoliticaPietro Forello è presidente (!) di Arco srl (quella che aveva tra i fornitori un'azienda che ha avuto qualche problemino con i NAS...).
Di Vito Ancora abbiamo già parlato abbondantemente (qui e qui), ma di Forello si può dire che fu Vigile Urbano a Rozzano, poi assessore, e successivamente in una serie di consigli di amministrazione delle società locali in qualità di "uomo PDS" o "PD" a seconda del tempo e dei casi. Di lui nessuna traccia nei resoconti dei verbali dei Cda, se non come nome di cui si dice essere presente per racimolare i gettoni da amministratore determinati di volta in volta, correo di scelte come queste.
Ma dov'è l'equità, l'efficienza e l'interesse della collettività di cui il Sindaco si riempie la bocca?
...non basta più "sciacquare i panni in Arno".
Marco Masini


P.s.: Ecco il contributo di Marco Parma (consigliere del Movimento 5 Stelle) del Maggio 2009, che aveva intravisto qualche problema (quando noi - ero "dentro" anche io - consiglieri di maggioranza eravamo rassicurati qualitativamente sull'operazione. "Trasparenza e partecipazione"):

Rozzano - 
I cittadini di Rozzano beneficeranno di due iniziative (prezzi calmierati al mercato e sconti sul teleriscaldamento), ampiamente pubblicizzate attraverso lettere inviate direttamente alle famiglie, ovviamente a spese dei cittadini, attraverso "ViviRozzano" (anch'esso stampato con i soldi dei cittadini, ma usato esclusivamente per propagandare le nobili gesta dell'attuale amministrazione e per pubblicare gigantografie del sindaco e degli assessori, stile Unione Sovietica), nonché con articoli comparsi sul "Giorno" e sulla "Gazzetta del Sud Milano". In questi due casi dovrebbe ttrattarsi di stampa indipendente, e quindi non obbligata a megafonare queste iniziative: ma vedo che recentemente la distanza tra questi giornali e i fogli di propaganda si è un po' accorciata.
Veniamo al merito delle iniziative.
Sugli sconti "fino al 20%" sui prodotti in vendita al mercato, è lecito chiedersi se i prezzi di vendita non fossero, in precedenza, un po' alti; se il sindaco e l'assessore alla partita sono in grado di offrire garanzie in merito alla qualità e alla sicurezza alimentare dei prodotti venduti con sconti così rilevanti; se la polizia locale ha avuto modo di controllare che, come vuole la corretta prassi commerciale, i prodotti calmierati rechino il prezzo precedente allo sconto, la percentuale di ribasso e il prezzo netto.
"Aria Pulita" riferirà in merito ai cittadini.
Nel frattempo è bene che l'assessore al commercio, messo sull'avviso da questa mia nota, si adoperi a sua volta per le opportune verifiche. Visto che l'iniziativa deve proseguire fino a giugno (cioè, guarda caso, fino alle elezioni...) è bene rassicurare i Rozzanesi del fatto che il risparmio è reale, la merce è di qualità e soprattutto che non si tratta dell'ennesima presa in giro: come invece insegna la vicenda del teleriscaldamento.
Su ViviRozzano di novembre compariva infatti un lungo articolo con tabella comparativa dei costi del teleriscaldamento, ritenuti troppo elevati dai cittadini che usufruiscono di tale servizio. L'articolista, dopo essersi rammaricato del fatto che Rozzano non avesse un impianto di termovalorizzazione, e che quindi fosse necessario utilizzare il metano, più costoso dei rifiuti urbani, faceva notare che "coloro che avevano divulgato la notizia falsa, secondo la quale il teleriscaldamento di Rozzano sarebbe stato più caro degli altri, non avevano calcolato la quota fissa ma solo quella variabile (...) per cui, comparando negli stessi termini le varie tariffe, come si può meglio constatare nelle tabelle rappresentate qui a fianco, il paragone con le altre aziende è totalmente diverso dai dati divulgati". Nella tabella 3 del periodico si riportava una stima dei costi presunti per un "appartamento medio", che nel caso di AMA Rozzano erano stimati in Euro 108 di quota fissa, Euro 765 di quota a consumo, totale (IVA esclusa) Euro 873. Per il cittadino: Euro 1.047,60 IVA inclusa. Non è dato sapere a quale cubatura ci si riferisca quando si parla di"appartamento medio". Questo dettaglio sarebbe importante per capire se il servizio è effettivamente caro oppure no, ma ViviRozzano non ce lo fornisce perché il suo compito principale (forse unico) è fare propaganda, e l'informazione è bene che rimanga in secondo piano.
Spero che i miei lettori abbiano avuto la pazienza di seguirmi fin qui, perché il ragionamento che ho svolto consente di comprendere appieno quanto siano fuorvianti - e sostanzialmente bugiardi - i titoli del "Giorno" (Teleriscaldamento con lo sconto del 40% - Parola di sindaco) e della "Gazzetta del Sud Milano" (Teleriscaldamento: riduzioni dei costi fino al 50%).
Infatti, dalla lettura degli articoli si comprende che lo sconto così fragorosamente annunciato riguarda la sola quota fissa, cioè proprio la voce che nel famoso "appartamento medio" incideva per soli 108 Euro! Quindi, spentosi il clamore dell'annuncio, per il cittadino il risparmio sarà - se va bene - di una cinquantina di Euro su più di mille; quindi, se va bene, un modesto 5%. Poco, ma sempre meglio che un pugno in un occhio...
- Marco Parma -

5 commenti:

  1. Ciao Marco...suggrirei di realizzare un link, a margine del tuo blog, in cui inserire nomi, curriculum e stipendi di tutti questi simpatici arraffoni rozzanesi, tanto amici dei vertici PD da riuscire a racimolare consulenze, gettoni di presenza, ruoli nei board aziendali (rigorosamente di aziende municipalizzate) pur in presenza di competenze professionali e tecniche idonee al più per essere assunti come operai generici in qualche azienda metalmeccanica.
    La foto direi che è particolarmente importante: ok che questi personaggi ci hanno fatto dilapidare un matrimonio (pubblico) ma che per lo meno possano essere utilizzati dai cittadini rozzanesi come antistress tramite sfottò e sputazzi vari....

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La "classe politica" di Rozzano, nel bene e nel male, in termini puntuali per tutto ciò di cui disporrò (e per dar seguito ad una normativa a cui non si intende dar conto), sarà listata sul blog dedicato ROZZANO POLITICA.
      Speros serva per una migliore selezione (...non per gli sputi, ma qualche sfottò ci può stare!).
      Cordialità

      Elimina
  2. Viene da chiedersi di quale di queste fattispecie si tratti:
    1 - se si tratti, sia pure in buona fede, di semplice incapacità gestionale ed estraneità alle dinamiche produttive-aziendali e quanto una “VERA” azienda privata gestita in questo potrebbe sopravvivere in un mercato trasparente.
    2 - se si tratta di dinamiche imponderabili di fronte alle quali non si può fare nulla perché così è scritto nel destino.
    3 – se si tratti di “cattiva fede”, anche solo presunta, che porti pochi a guadagnare a scapito di molti.
    4 – colpa dello spread

    Tre ipotesi, ma quale sarà quella giusta?

    RispondiElimina
  3. Una sola definizione per quanto fatto e stanno facendo:
    Associazione per delinquere
    da Wikipedia:
    Struttura della norma incriminatrice [modifica]La norma incriminatrice ripropone la struttura fondamentale del fatto associativo ("Quando tre o più persone si associano allo scopo di commettere più delitti...") prevedendo l'applicazione della pena della reclusione da uno a cinque anni per i membri semplici dell'associazione e con quella della reclusione da tre a sette anni per coloro che promuovono o costituiscono od organizzano l’associazione ovvero per i capi della stessa.

    A puro titolo informativo, è promotore colui il quale prende l’iniziativa per la costituzione dell’associazione, palesando all'esterno l'intenzione di voler dar vita alla stessa; è costitutore colui che crea l’associazione mediante il reclutamento del personale ed il reperimento dei mezzi; è organizzatore colui il quale fornisce una struttura operativa al sodalizio criminoso, agendo con autonomo potere decisionale. L’art. 416 co. 3 c.p. equipara ai promotori i capi cioè i soggetti che dirigono l'associazione o ne detengono il potere.

    La cosa che mi fa davvero arrabbiare e che tutti sanno e nessuno denuncia, io personalmente ho dato il mio contributo ma tutti i politici, che hanno carica istituzionale "DEVONO" denunciare presso la PROCURA tutto questo per mettere fine al gioco di "chi si mette più soldi in tasca" il problema è che questi soldi sono dei contribuenti e dovrebbero essere "SPESI" per il bene comune e non per i propri amici, parenti o altro.

    e ora di dire BASTA!!!!

    RispondiElimina

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.