martedì 19 giugno 2012

A Rozzano non ci facciamo mancare nulla: l'Humanitas al centro delle cronache per negligenza, eccellenza e generosità (degli amici)...

Fa un certo effetto vedere, a pochi giorni di distanza, due notizie che mostrano "la necessità" e "l'indesiderato" per ciò che concerne la scienza medica in Italia, ed in particolare a Rozzano.
"La necessità" è quella dei fondi per la ricerca, che non sono mai abbastanza, e che il pubblico fatica ad erogare, in particolare rispettando il criterio del merito, sganciato da baronie e valutazioni men che obiettive. In questo senso è piacevole vedere come Gerry Scotti ha devoluto a quattro giovani ricercatori dell'Humanitas ben 25mila euro a testa per farli lavorare all'interno della struttura dell'Istituto Clinico, nell'area universitaria e di ricerca.
"L'indesiderato" è la trasformazione della medicina in lavoro a cottimo. E' di ieri la pubblicazione della sentenza che riguarda il cardiochirurgo dell'Humanitas Roberto Gallotti, condannato a quattro anni e cinque mesi perchè considerato colpevole di aver causato la morte di un paziente, e prescritto per le lesioni di altri cinque. Nella sentenza, la prima sezione della Corte d’appello descrive in cosa consistesse quest’approccio esageratamente quantitativo agli interventi. E dimostra in cosa consistesse quel «cottimo chirurgico» di cui hanno parlato il procuratore aggiunto Maurizio Romanelli e il pm Eugenio Fusco e le parte civili nel corso del processo.
Ma a guadagnare era anche l’ospedale, attraverso i rimborsi del sistema sanitario, quel perverso meccanismo adottato dal "celeste" Formigoni, che sta procurando gravi danni alla sanità pubblica e privata (caso San Rafaele, Santa Rita, ,....). Per l'Humanitas Gallotti era una «gallina dalle uova d’oro».
Insomma, sul territorio abbiamo di tutto, non ci facciamo mancare nulla.
Marco Masini

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