lunedì 4 giugno 2012

Papa, il coraggio della verità: da Milano a Rozzano, passando per la TV.


Stefano Apuzzo a "L'ultima Parola"

Il papa è rimasto uno dei pochi fenomeni e personalità che, nel mondo e in Italia, riesce ad attrarre, con la sola presenza, milioni di persone. La recente visita, appena conclusa, a Milano, ne è ulteriore conferma e dimostrazione. Eppure il papa e il potere vaticano, sempre scarsamente trasparenti e prigionieri di un groviglio di trame oscure (dai recenti scandali, alla pedofilia, dallo IOR alla finanza), perseverano a esternare giudizi che suonano come condanne a morte (sulle coppie di fatto, sui gay, sui diritti civili) e ad impicciarsi degli affari di Stato italiani.
Come tanti soldatini ubbidienti, i politicanti italiani, anche coloro che vantano storie di laicità e battaglie per i diritti civili come Francesco Rutelli, accorrono a baciare le pile e ad amplificare i più retrogradi e conservatori messaggi pontifici (sulla Famiglia prima di tutto!).
Così è stato anche in occasione della visita del papa a Milano, con politici e rappresentanti delle istituzioni trasformati in uno stuolo di chierichetti.

Eppure un rozzanese, venuto a conoscenza del fatto che la Protezione Civile lombardanon è in Emilia ad aiutare i terremotati perché tutta precettata a Milano per la visita papalina, ha avuto il coraggio di denunciarlo nel corso di una trasmissione TV nazionale.
L'oratorio San Biagio
Si tratta dell’Assessore alla Protezione Civile di Rozzano, Stefano Apuzzo, il quale nel corso dell’ultima puntata del programma di Gianluigi Paragone “L’ultima parola”, andato in onda su RAI 2 venerdi scorso alle 23.50, ha affermato – più o meno testualmente – “Si parla giustamente di ricostruzione e di ripresa delle attività, ma in Emilia è ancora emergenza e c’è gente che dorme in auto mentre la Protezione Civile lombarda non può partire perché i nuclei – come quello di Rozzano – sono precettati a Milano per un grande evento (la visita del pontefice).
Questo è un Paese strabico che vede al rovescio le priorità: la crisi la pagano prima i poveri e poi i ricchi e la Protezione Civile, anziché essere in Emilia ad aiutare i terremotati resta a Milano per la visita del santo Padre”. La premessa, che poteva essere evitata, dell’Assessore rozzanese era, come immaginabile “parlo da Cattolico e da credente e con il massimo rispetto per il Pontefice”. Intanto, per una volta, un esponente delle istituzioni (pur da “Baciapile”) ha avuto il coraggio di dire la verità: la politica in Italia è strabica e vede al rovescio le priorità (la parata del 2 giugno con 5 mila bottiglie di spumante prenotate per il galà al Quirinale e un papa che non sospende la visita nel momento in cui ci sono 100.000 sfollati, oppure il laicisssimo Comune di Milano guidato dal nuovo vento di Pisapia che spende 2 o 3 milioni di euro per la visita papalina). 
Ristabiliamo le priorità, quelle vere, non quelle della politica o della caccia al consenso!
Intanto il Comune di Rozzano, in crisi economica nera come tanti altri Comuni, continua a finanziare i “Corsi per fidanzati” (Agogliati o Mallamaci?) presso le parrocchie cittadine. Possibile che in questo paese la laicità sia ancora vista come un tabù duro da infrangere? 
Possibile che il PD è ancorato su posizioni clericali da una minoranza di intransigenti cattolici ultraortodossi (gli stessi che, provenendo dalla Margherita, comandano nel PD rozzanese)?
Marco Masini

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