giovedì 24 maggio 2012

Scempiaggini scomposte: dall'ex maggioranza risposte sarcastiche e improprie

Il passaggio di Marco Masini al di fuori della maggioranza sta creando loro grande apprensione.
Dal commento del Sindaco, che tra l'eventuale ironia ed il sarcasmo - dove il primo è un sosipro ed il secondo un rutto (citazione da Hugo Pratt con Corto Maltese) - sceglie quest'ultimo, al tentativo di "censura" in corso da parte della Presidenza del Consiglio.
Di stamane la "scempiaggine" che fa strame della giurisprudenza e della trasparenza alla quale Masini faceva riferimento nel comunicato stampa.
Il Presidente del Consiglio (credo in piena autonomia dall'ufficio di Presidenza, composto, tra gli altri da Marco Ercoli e Cristina Perazzolo) ha inviato l'ennesima "circolare" che vieterebbe la pubblicazione e la diffusione, sinanco ai consiglieri comunali, dei verbali della conferenza dei capigruppo, richiamandosi a non si capisce bene quali norme e riferimenti.

Il mondo, l'Italia e tutti i paesi avanzati si stanno muovendo, grazie alla disponibilità del web, lungo la strada della trasparenza totale (in Svezia anche tutta la corrispondenza dei Ministri è a disposizione del cittadino), mentre a Rozzano, come nelle più bieche "repubbliche" centro-americane, si affermano principi di "segretezza" che non hanno nessun fondamento.
Per informazione del pubblico tutto (per trasparenza) ecco la mia risposta al Presidente e al Segretario Comunale:

Per il Presidente ed il Segretario comunale un breve “bigino” sulla riservatezza degli atti:

GLI ATTI NON ACCESSIBILI 

(art. 24 legge n. 241/1990 e succ. mod. e integr.) 

Il diritto di accesso è escluso per legge nei seguenti casi: 

documenti coperti dal Segreto di Stato 
documenti riguardanti i collaboratori di giustizia 
documenti per cui la legge stabilisce il segreto o il divieto di divulgazione 
in questa ultima categoria di documenti, rientrano gli atti che coinvolgono il diritto alla riservatezza delle persone. 

LA PRIVACY 

Il codice sulla protezione dei dati personali contenuto nel decreto legislativo 30 giugno 2003, contiene norme sul trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici e privati. 
La privacy da sola non è idonea a incidere negativamente sul diritto di accesso ai documenti amministrativi. 
La riservatezza delle persone può diventare una causa determinante per negare il diritto di accesso nel caso in cui l'atto di cui si chiede la visione o la copia contenga dati sensibili;i dati personali sensibili sono dati personali sensibili quelli idonei a rivelare: 

l'origine razziale ed etnica 
le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere 
le opinioni politiche 
l'adesione a partiti 
sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale. 
In tutti i casi in cui l'atto amministrativo contenga dati sensibili, l'accesso a persone diverse dal diretto interessato, deve di norma essere NEGATO, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60 del codice sulla protezione dei dati personali. 

I DATI GIUDIZIARI 

Sono i dati personali idonei a rivelare provvedimenti di cui iscrivibili al casellario giudiziale, o in materia di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o riguardanti la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale; anche l'accesso da parte dei soggetti non direttamente interessati agli atti amministrativi contenenti dati giudiziari deve, di norma, essere NEGATO. 

Il codice sulla protezione dei dati personali fa salva la normativa sull'accesso ai documenti amministrativi: 

articolo 59 decreto legislativo n. 196/2003 

Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60, i presupposti, le modalità, i limiti per l'esercizio del diritto di accesso a documenti amministrativi contenenti dati personali, e la relativa tutela giurisdizionale, restano disciplinati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni di legge in materia, nonché dai relativi regolamenti di attuazione, anche per ciò che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e le operazioni di trattamento eseguibili in esecuzione di una richiesta di accesso. Le attività finalizzate all'applicazione di tale disciplina si considerano di rilevante interesse pubblico. 

articolo 60 decreto legislativo n. 196/2003 

1. Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato di salute o la vita sessuale, il trattamento è consentito se la situazione giuridicamente rilevante che si intende tutelare con la richiesta di accesso ai documenti amministrativi è di rango almeno pari ai diritti dell'interessato, ovvero consiste in un diritto della personalità o in un altro diritto o libertà fondamentale e inviolabile. 


IL BILANCIAMENTO TRA ACCESSO E RISERVATEZZA 

La legge attribuisce al responsabile di procedimento il delicato compito di bilanciare l'interesse all'accesso agli atti amministrativi, con l'opposto interesse alla riservatezza dei dati personali contenuti nel documento, quando i dati personali riguardino lo stato di salute o la vita sessuale. 

Per poter consentire all'accesso ai documenti amministrativi da parte di persone diverse dal diretto interessato, occorre che l'interesse fatto valere dal richiedente sia di rango pari o superiore a quello protetto dalle norme sulla riservatezza. Quindi non si potrà ottenere l'accesso ad atti contenenti dati inerenti la salute di persone, per tutelare propri interessi patrimoniali, perché il patrimonio, tra i valori costituzionali, è di rango inferiore ai diritti della personalità. 

LA PUBBLICAZIONE DI ATTI ALL'ALBO PRETORIO E LA RISERVATEZZA 

Articolo 65 decreto legislativo n. 196/2003 

1. Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalità di applicazione della disciplina in materia di: 
a) elettorato attivo e passivo e di esercizio di altri diritti politici, nel rispetto della segretezza del voto, nonché di esercizio del mandato degli organi rappresentativi o di tenuta degli elenchi dei giudici popolari; 
b) documentazione dell'attività istituzionale di organi pubblici. 
2. I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le finalità di cui al comma 1 sono consentiti per eseguire specifici compiti previsti da leggi o da regolamenti fra i quali, in particolare, quelli concernenti: 
a) lo svolgimento di consultazioni elettorali e la verifica della relativa regolarità; 
b) le richieste di referendum, le relative consultazioni e la verifica delle relative regolarità; 
c) l'accertamento delle cause di ineleggibilità, incompatibilità o di decadenza, o di rimozione o sospensione da cariche pubbliche, ovvero di sospensione o di scioglimento degli organi; 
d) l'esame di segnalazioni, petizioni, appelli e di proposte di legge di iniziativa popolare, l'attività di commissioni di inchiesta, il rapporto con gruppi politici; 
e) la designazione e la nomina di rappresentanti in commissioni, enti e uffici. 
3. Ai fini del presente articolo, è consentita la diffusione dei dati sensibili e giudiziari per le finalità di cui al comma 1, lettera a), in particolare con riguardo alle sottoscrizioni di liste, alla presentazione delle candidature, agli incarichi in organizzazioni o associazioni politiche, alle cariche istituzionali e agli organi eletti. 
4. Ai fini del presente articolo, in particolare, è consentito il trattamento di dati sensibili e giudiziari indispensabili: 
a) per la redazione di verbali e resoconti dell'attività di assemblee rappresentative, commissioni e di altri organi collegiali o assembleari; 
b) per l'esclusivo svolgimento di una funzione di controllo, di indirizzo politico o di sindacato ispettivo e per l'accesso a documenti riconosciuto dalla legge e dai regolamenti degli organi interessati per esclusive finalità direttamente connesse all'espletamento di un mandato elettivo. 
5. I dati sensibili e giudiziari trattati per le finalità di cui al comma 1 possono essere comunicati e diffusi nelle forme previste dai rispettivi ordinamenti. Non è comunque consentita la divulgazione dei dati sensibili e giudiziari che non risultano indispensabili per assicurare il rispetto del principio di pubblicità dell'attività istituzionale, fermo restando il divieto di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute. 

I VERBALI DELLE RIUNIONI DEGLI ORGANI COLLEGIALI 

Trattamento dati sensibili e giudiziari 

E' consentito il trattamento di dati sensibili e giudiziari nei limiti della indispensabilità per la redazione di verbali di riunione del Consiglio, della Giunta, delle Commissioni consiliari e degli altri organi collegiali: trattamento significa che i componenti dell'organo collegiale possono discutere di questioni riguardanti dati sensibili e giudiziari qualora ciò sia indispensabile per l'adozione di delibere di competenza (ad esempio delibera di convalida degli eletti e verifica dei precedenti penali). Naturalmente nel caso di riunioni pubbliche come sono quelle del Consiglio e delle Commissioni consiliari, sarà cura del Presidente dell'organo valutare l'indispensabilità del trattamento dei dati sensibili e giudiziari rispetto all'oggetto della deliberazione, e disporre per i necessari accorgimenti a tutela della riservatezza. 

La successiva pubblicazione dei verbali 

La legge consente la pubblicazione dei verbali contenenti dati sensibili e giudiziari nei limiti della indispensabilità del trattamento di cui sopra; tuttavia dispone per l'assoluto divieto di pubblicazione di dati inerenti la salute e per la pubblicazione degli altri dati sensibili e giudiziari nei limiti della indispensabilità per il rispetto del principio di pubblicità dell'attività istituzionale. 

IL DIRITTO DI ACCESSO DEI CONSIGLIERI COMUNALI 

I consiglieri comunali hanno un diritto di accesso agli atti, alle notizie e alle informazioni, più ampio rispetto agli altri cittadini. 
Essi infatti ai sensi dell'articolo 43 del decreto legislativo n. 267/2000 (Testo Unico sugli Enti Locali): hanno diritto di ottenere dagli uffici, del comune, nonchè dalle aziende ed enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni in loro possesso , utili all'espletamento del proprio mandato . Essi sono tenuti al segreto nei casi specificamente determinati dalla legge. 
Quindi ai consiglieri comunali non può essere negato l'accesso agli atti motivato dalla riservatezza dei dati in essi contenuti: infatti i consiglieri sono tenuti al segreto, pertanto possono venire a conoscenza anche dei dati sensibili e giudiziari, purchè per ragioni connesse al mandato elettivo, ma non possono divulgare il contenuto di quanto sono venuti a conoscenza. 
L'accesso dei consiglieri comunali deve essere motivato da esclusive finalità direttamente connesse all'espletamento di un mandato elettivo, pertanto è da escludersi un accesso a dati normalmente non accessibili al pubblico, motivato da interessi di tipo personale o professionale. 

La Sua comunicazione è fuori luogo, segno di ignorare con protervia le prerogative del Consiglio e dei Suoi rappresentanti.

Stante tali evidenti e marchiani principi "fuorilegge” rispetto alle Leggi vigenti, considero ed invito tutti i capigruppo a ritenere nulla tale comunicazione se non per ciò che riguarda i doveri di Legge.

La prego di non prestarsi a tatticismi fuori luogo e di attenersi allo svolgimento delle Sue funzioni in modo “terzo” a garanzia del Consiglio tutto.

Cordiali saluti

Marco Masini

2 commenti:

  1. Caro Masini,
    la inviterei a leggere gli scritti del grande Giovannino Guareschi in merito ai trinariciuti suoi ex compagni di strada. Si renderebbe conto che pur essendo passati più di sessant'anni i tratti caratteriali dei figli del "migliore" sono rimasti inalterati.
    Dimenticavo. Anche nel'opposizione vi sono trinariciuti.
    Sono così subdoli da spacciarsi per il "nuovo" solo per il fatto di essersi allontanati da qualche anno dalla stanza dei bottoni.
    Cordialità.

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    1. Rileggerò volentieri. Anche Melville mi sembra adeguato a descrivere la situazione: l'ostinazione del capitano Achab nel voler catturare un aitante Moby Dick che nuota veloce, imponente e lontano dalla sua piccolo e sempre più devastato naviglio.

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