lunedì 28 maggio 2012

Rinnovabili ed equiparate: dalla Lombardia altri 4 milioni di euro. A Rozzano solo gas!

L'importante è scaldare l'acqua! 
Da molti anni il sottoscritto, ingegnere nucleare antinuclearista e consigliere comunale, si è battuto per cercare di realizzare sul territorio una coerente ed efficace politica energetica, che avesse permesso la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili o comunque della riduzione del'impatto ambientale. Tutta salute per noi cittadini...
In questo senso ho sempre sostenuto lo sviluppo del teleriscaldamento, inteso come una rete di tubi con un termovettore (acqua) naturale, capace di raccogliere i contributi energetici dalle sorgenti disponibili sul territorio o più "economiche" ed a basso impatto.
In questo senso, il progetto della seconda centrale in costruzione in via Monte Amiata era stato richiesto con una importante caldaia a biomassa (oggi prevista, ma di piccolissima taglia, che avrebbe dovuto funzionare con le potature di un consorzio di comuni facenti riferimento, ad esempio, al territorio servito da Area Sud).
In questo senso si era proposta l'integrazione solare termodinamica a raso tangenziale nel'area D3 e la raccolta dei cosiddetti "cascami energetici" dalle ultime fabbriche del territorio (tra le quali la Becromal, che rovescia in aria e nel Lambro MWh di energia per le proprie produzioni).

Le tecnologie disponibili sono molte, ed oggi, stante il peso sempre più riconosciuto e crescente delle rinnovabili termiche, la Regione Lombardia con il suo assessorato all'Ambiente, Energia e Reti ha rifinanziato con circa 4 milioni di euro il bando sulle energie rinnovabili, che incentiva l'installazione di nuovi impianti alimentati con le pompe di calore, che sfruttano l'energia geotermica.
La Regione finanzia cioè altri 28 progetti di Enti locali che vogliono investire sulle energie rinnovabili e sul risparmio energetico, e cioè le vere linee strategiche per il futuro energetico ed economico del Paese. Il bando infatti era ed è rivolto a quegli Enti Pubblici che volevano realizzare impianti di riscaldamento e/o raffrescamento tramite pompe di calore.
Vediamo ora come si comporterà il Comune, lento ed elefantiaco in questo senso, a causa del fatto che ogni progetto energetico passa per le mani di un furetto tutto fare di nome Vito Ancora al quale l'Amministrazione si rivolge in via esclusiva per progettare, dirigere e realizzare ogni progetto in questo senso. Il contributo geotermico non è nelle loro corde, perchè.... non funziona a gas!
Secondo me perderemo il contributo senza neanche partecipare...
Un altro esempio?
Sono 4 anni (!!!) che il sottoscritto e uno degli assessori più sensibili alla materia (Stefano Apuzzo) hanno richiesto la valutazione e l'installazione di un parco FotoVoltaico sugli edifici pubblici, avvalendosi dei "generosi" (sich!) contributi del conto energia, che stanno - invece, per inerzia e non volontà - andando lentamente ad esaurirsi, rendendo tale investimento sempre meno accattivante. Dove si è fermato il tutto? Da Vito Ancora e negli uffici di AMA/API, che investono tempo e risorse solo sul teleriscaldamento, senza capacità di differenziare e distinguere i vari ambiti dagli interessi dei singoli (Ancora è anche direttore tecnico di AMA oltre che consulente di API).
....avevo anche offerto gratuitamente la realizzazione del progetto preliminare per avviare le pratiche! Ah, già, gratuitamente: questo è il problema....
Marco Masini

2 commenti:

  1. Buongiorno Ing.Masini,
    avrei un quesito da sottoporle: secondo lei chi ha lavorato presso la centrale di teleriscaldamento CT2 in viale Monte Amiata ha speranza di portare a casa i propri crediti.
    Grazie per l'attenzione.
    Cordiali Saluti

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    Risposte
    1. Personalmente non posso che nutrire molti dubbi. La sofferenza di cassa di API è tale per cui già il solo pagare gli stipendi dei dipendenti sarà un problema. Tra l'altro, è cosa nota perchè accennata anche in Consiglio Comunale, sono ormai ben 20 i dipendenti in Cassa Integrazione.
      I fornitori saranno quindi posti in coda ai primari percettori di credito quali sono i dipendenti...
      I problemi (gravi e profondi, derivanti da una pessima gestione della disponibilità liquida a seguito dell'erogazione del famoso mutuo, e del mancato sviluppo commerciale del servizio di fornitura del teleriscaldamento) non si potranno risolvere a meno che non abbia uno sbocco positivo la vicenda Aler.
      Questa comporta la necessità di trovare capitali freschi da privati, ma una volta guardati i conti e lo sviluppo attuale, qualche problema me lo porrei.
      Passi più lunghi della gamba....
      Cordialità
      (P.S: se vuole scrivermi: imanageme@googlemail.com)

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