domenica 22 aprile 2012

Un'altra esperienza fallimentare: il "ristorante" polivalente di Valleambrosia.

La Coccinella versione 2011
Dobbiamo cominciamo a contare "i morti sul campo".
Oggi raccontiamo del ristorante-mensa poi etichettato "Mangos", locale avviato meno di due anni fa dalla cooperativa La Coccinella, di Franco D'Elia, amministratore unico, nella ex sede della Polizia Locale, e finito mestamente in un atto transattivo per una morosità complessiva di oltre 90mila euro!
Negli edifici che furono della scuola elementare di Valleambrosia e della sede della vigilanza urbana, dopo la loro ristrutturazione nel 2008, è stato realizzato - nell'angolo tra via Monte Amiata e Via Vesuvio - a partire dal 1 febbraio 2009 un centro ricreativo diventato poi ristorante a sigla "Mangos".
L'edificio, di proprietà comunale e affidato ad API - in quanto azienda per la gestione e custodia del patrimonio (che l'ha poi ipotecato per le garanzie dell'operazione di finanziamento del teleriscaldamento) - era stato ristrutturato per essere affidato alla cooperativa "La Coccinella".
Dopo poco più di due anni, la struttura è stata tolta a La Coccinella perchè, sostanzialmente, non ha mai pagato l'affitto!
A settembre 2010, infatti, la morosità era già di 70mila euro, e era operativa un'ingiunzione di sfratto.
Il Comune, via API, si è impegnato nella ristrutturazione e l'ha data in gestione per animare il territorio, chiedendo, in cambio, un affitto coerente con l'attività proposta.
In cambiamento: fine 2010...
La capacità imprenditoriale del direttivo de La Coccinella e le loro attese ed aspettative di remunerazione non erano state, evidentemente, verificate, anche perchè API (il Comune) ha consentito a qualcuno di provare a fare impresa con i soldi pubblici.
La ristrutturazione fu indirizzata per le attività che poi la cooperativa avrebbe realizzato; infatti dall'atto di gara apprendiamo che l'immobile era "stato adeguato ad attività di intrattenimento, somministrazione di alimenti e bevande completa di adeguati arredi" (!!!).
L'affidamento era per 6 anni (+6), ad un canone (invero modesto) di 25.400 euro per l'immobile e 12.400euro per le attrezzature. Come a dire, si è usata API anche come società di leasing.
Ad ottobre 2010, dopo decreto ingiuntivo del Tribunale di Milano e ordinanza resa esecutiva per lo sfratto, la prima transazione per sanare i pregressi (i 70mila euro di cui sopra): 40mila euro di cambiali, perdendone 30 mila,da parte della cooperativa La Coccinella sottoscritti per avallo dal titolare del Mangos sulla pavese (ecco da dove veniva il nome), Tito Renzo Boldrini, un simpatico peruviano che anima le notti rozzanesi con musica e balli caraibici.
Tutta quell'operazione avrebbe dovuto sanare il pregresso sino al 30 ottobre 2010.
Siccome il Boldrini teneva per le cosiddette il D'Elia, il locale, da ristorante-mensa diventa Mangos Beach: il Boldrini avrà sicuramente chiesto, a fronte delle garanzie fornite di poter "dirigere le danze"!
Ma la storia non dura a lungo.
Versione 2011/2012: la chiusura...
Per tutto il 2011, hanno accumulato altri 54mila euro di debiti verso API, ed è della metà di marzo un cartello apposto tristemente sul cancello del "locale" che annunciava una riapertura dopo periodo di ferie al 12 marzo..... mai avvenuta.
Tutto è stato smontato: il "pallone aereostatico" luminescente che intendeva richiamare l'attenzione dei passanti si è prima sgonfiato, poi è stato rimosso.
Lodevole l'iniziativa di API per rientrare dei crediti, ma tutta l'operazione costituisce un deciso insuccesso.
Fare un ristorante non poteva essere una missione nè sociale nè amministrativa (c'è già Arco): dunque bene ha fatto API a far pagare un giusto canone per l'affitto, ma non si capisce perchè dotare la struttura delle attrezzature. API non deve far la locatrice per facilitare le fallaci propensioni  imprenditoriali di qualcuno (chi c'è dietro al D'Elia?).
Adesso il Comune si trova con una struttura posizionata, invero, in modo inadeguato per essere un ristorante, ma ristrutturata per quel motivo.
E' già costata centinaia di migliaia di euro di ristrutturazione per farne una mensa, se oggi - come logico - deve essere messa "sul mercato" per altro o per scopi sociali, dovrà essere nuovamente ristrutturata: altri soldi pubblici.??...
Totò lo disse e viene ripreso più e più volte: "...e io pago!!".
Marco Masini

14 commenti:

  1. Dai Masini, faccia il bravo. Adesso nessuno sa chi fossero quelle persone. Che non pagavano nulla. Che il capannone è stato abusivo per quasi un anno. Che la morosità pregressa altrove non esisteva. Che qualcuno era anche sui manifesti elettorali a sostegno di una lista e di un candidato. Si sapeva tutto. Si è lasciato accumulare il debito ed adesso questi signori si ricicleranno con un'altra etichetta. Chi è che ha mancato? Chi pagherà ora? Qualcuno si è personalmente arricchito? Ma come si fa a dare in gestione strutture pubbliche a professionisti senza controllare i loro pregressi di solvibilità dichiarazione di redditi e morosità? Adesso ci si scandalizza. Ma de che?????

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    1. Son felice che Lei (chi?? La firma, grazie) fosse al corrente di tutto. Io prendo atto di una questione di cui ero a conoscenza solo superficialmente.
      Se preferisce che non venga più reso noto alcunchè o addirittura non parlarne, non è un problema: basta rivolgersi a Vivirozzano invece che a RF.
      Cordialità

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  2. Mi scusi Masini, ma le sue denunce - tutte condivisibili per carità - della mala gestione della cosa pubblica a Rozzano che riscontro trovano nella sua azione come capogruppo consiliare ?
    C'è una passaggio, o forse più d'uno che mi sfugge...
    Forse è per questo che mi sono fatto di lei l'opinione di una persona che getta il sasso e poi nasconde la mano.
    Cordialità.

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    1. Guardi, il problema si è posto dal momento in cui, dai principi (che sono quelli di cui parliamo in Consiglio Comunale, dove approviamo documenti di indirizzo sulle questioni di merito) si è passati all'azione pratica.
      In altri commenti e risposte ai post di questo Blog, ho reso noto che un conto è approvare un documento che dice "realizziamo un certo progetto", magari dando mandato alle Società Comunali, un conto è la sua realizzazione e messa in pratica: qualsiasi azione delle partecipate sfugge al controllo del Consiglio, e, a meno che non si chieda esplicitamente tutta la documentazione (che non viene di norma consegnata), nessuno sa come quegli indirizzi vengono messi in pratica.
      A partire da un caso lampante ed esemplare come quello delle vicende giudiziarie legate agli incendi degli esercizi di due consiglieri comunali, sono arrivate al pettine alcune questioni, e da lì ho cominciato una sorta di percorso alla rovescia per la ricostruzione di situazioni che mi erano parse (direttamente o per sentito dire) problematiche sulla gestione operativa di quegli indirizzi "politici" del consiglio comunale.
      Comunque, è dall'inizio della legislatura, ed anche in quella precedente che ho sempre partecipato "criticamente" alla guida della città, segnalando in moltissime occasioni le problematiche, e incitando (con emendamenti ai testi delle delibere, con proposte e realizzazioni di Regolamenti, con indagini sul territorio e molto altro) ad un atteggiamento diverso, e soprattutto trasparente e quanto più partecipato. Spesso queste richieste/suggerimenti sono caduti nel vuoto.
      Se avrà avuto la pazienza di ripercorre il Blog (sin dal 2009!!) troverà molti riscontri al proposito.
      Tutto ciò che ho suggerito e fatto è spesso proposto nel Blog.
      Cordialità

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  3. Non se la prenda a male Masini,
    se lei ha cominciato a prendere le distanze da chi e che cosa, o semplicemente a guardare con occhio critico a ciò che ci sta attorno, vuol dire che non si riconosce e non condivide tutto ciò che gli viene propinato.
    E fa benissimo a dare queste informazioni, a beneficio di chi non ha altre fonti.
    Non le rispondo nemmeno in merito all'ipotesi di riferire a ViviRozzano che, notoriamente, come aveva ben illustrato un ex consigliere comunale, è edito e pagato non a nome dell'amministrazione ma di privati al servizio privato di altri e più che un giornale, così si autocelebra, è solo un inserto pubblicitario di una marca di pasta, detersivi ed assorbenti igienici. Diversamente non ci sarebbe motivo nel sostenere costi "a gratis" per stampare 16 pagine di veline al mese.
    Quello che intendevo dire, magari con non sufficienza chiarezza, evidentemente, è che si arriva ora a "sfrattare", chiedere pagamenti, sfrattare, intentare cause ...... a chi? a che cosa?
    Ma quei signori, dove erano fino a ieri? Le casse sono bucate, vuote, mancano gli sghèi .....e ci si accorge quando la casa è crollata che quelle crepe erano un segnale di qualcosa che non funzionava proprio a dovere?
    A lei non mancheranno certo le possibilità, in quanto consigliere comunale, di conoscere, se non i fatti, gli umori all'origine di certe dinamiche, di certe relazioni fra parti ed attività.
    E se non lo ha già fatto, credo che non ci voglia molto a seminare e poi raccogliere le informazioni richieste.
    C'è gente che non vedrebbe l'ora di raccontare .... se non lo ha già fatto altrove.
    Il tutto cosa produce? Se qualcuno ruba e si arricchisce, qualcun altro si impoverisce ...... io mi impoverisco. Ed io poi devo ripagare.
    Questi signori erano ben conosciuti.
    Ed ora gli fanno anche causa sfrattandogli e magari mettendogli a ruolo.
    Ma se io già avanzo soldi dalla Banda Bassotti, mai e poi mai gli vado ad affittare ed arredare casa mia e poi dargliela in affitto. Tanto varrebbe mettersi i testicoli sul tagliere .... e poi procedere.
    Dunque, ben fa a rendere pubbliche queste cose, a beneficio di chi non conosce.
    In merito all'anonimato, che dire?
    Cerchi di capire che ci possono essere moltissimi e validissimi motivi per esprimere le proprie opinioni sotto la pesante costrizione dell'anonimato, almeno in questa sede.
    E' una condizione che le chiedo di accettare a maggiore ragione quando l'anonimato non è la condizione privilegiata che consente di approfittare di essa per insultare gratuitamente chicchessia o raccontare il falso.

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  4. Ho condiviso il suo articolo sul mio blog Rozzanews, credo che queste cose vanno dette anche con una certa insistenza, faccio parte del comitato occhi aperti, perché non voglio che la mia città diventi una colata di cemento... Le faccio i imiei complimenti per la sua inchiesta sig. Masini. Saluti dal Rozzanonews.


    Rozzanews.blogspot.it

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  5. Certo che Masini pubblica e fa bene delle cose che ci saremmo aspettati di sapere da almeno 2/3 anni dal Movimento 5 Stelle che invece tace (vedere il loro blog)

    https://groups.google.com/forum/?hl=it&fromgroups#!forum/rozzano

    Andrea

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  6. Gentile Masini,
    perchè il Comune di Rozzano affitta locali a "gentaglia" che oltre a quanto da Lei denunciato hanno continuamente disturbato la quiete pubblica nelle ore notturne, nonostante i numerosi esposti?
    Perchè non si utilizzano quegli stessi locali per fornire sacrosanti servizi (esempio Ufficio Postale) alla bistrattata frazione di Valleambrosia?
    Grazie

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    1. I locali in questione sono ora chiusi. C'è una proposta di utilizzare la parte non attrezzata a ristorante per un luogo per attività sociali e di servizio ai cittadini.
      Per gli uffici postali, come saprà, il Comune non può decidere. Fu fatta tempo fa una richiesta a Poste Italiane spa, ma ritennero che non ci fossero le fondamenta economiche per aprire un nuovo ufficio nel comune di Rozzano oltre a quello di viale Lombardia e di Quinto.
      Lo stesso problema per un presidio medico....
      Purtroppo le Società private (come ormai sono le Poste) non rispondono ad esigenze di cittadinanza!

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  7. Perchè alla gentaglia? Evidentemente sono gentaglia per te ..... e per le persone normali. Evidentemente non tutte le persone hanno i medesimi parametri di giudizio in materia di amicizie ed affari.
    Purtroppo finchè nessuno risponderà anche personalmente della cosa pubblica, a meno che qualcuno non si decida a vuotare il sacco, non potremo mai trovare riscontri ad ipotesi per le quali chi gestisce la cosa pubblica in accordo con la gentaglia, manda in passivo determinate attività o contratti non pagando il pubblico, ma dividendo gli utili a ummaumma fra di loro, al buio, ma è una ipotesi ....... potrebbe anche essere che invece sia semplice inettitudine a dirigere alcunchè, o peggio ....... la sfiga ineluttabile che colpisce sempre e solo gli interessi pubblici e mai quelli privati ......... Comunque se siete interessati al Mangos si può sempre andare a vedere se si sono trasferiti ad Opera (MI).

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  8. Caro Masini, dei Sig.ri in questione ( intendo la Banda Bassotti ) tutti o quasi conoscono la loro estrema superficialità e furbesca attività comportamentale, soprattutto del simpatico peruviano come lei lo definisce, io aggiungo di sistematica e indubbia attendibilità. Ora si stanno imponendo o riciclando in quel di Opera, più precisamente uscita Tang Ovest in direzione Val Tidone, dopo 200 mt. circa alla prima rotonda a destra, i capannoni in fase di allestimento son ben visibili dalla strada provinciale e tutto fa presagire che si richiami nuovamente Mangos Beach o Coccinella. Possibile che dopo tutto questo tam tam continuino inesorabili nei loro discutibili progetti? e il Comune di Opera, possibile che non verifichi? E' di dominio pubblico che soprattutto il simpatico peruviano, deve dare soldi a tutti, tasse, autorizzazioni SIAE e quant'altro un locale deve fare per mantenere regolarmente la sua attività. E’ mai possibile che nessun organo competente sia mai intervenuto a controllare? Dopo il suo annuncio, mi sono recato per curiosità, nel locale di Vallambrosia. Ebbene ho riscontrato (in virtù di certe regole imposte ai locali pubblici) che pur essendo frequentato da un rispettoso numero di frequentatori, NON E’ UN LOCALE PUBBLICO ma più comunemente una TOPAIA, con tanto di gatto ( ignaro e incolpevole ) che gironzola per il locale nell’orario di apertura. Bagni indecenti e pulizia in generale molto scadente, per non parlare di quel sgabuzzino che funge da cucina, sì, perché in questo angusto spazio hanno anche il coraggio di preparare una sorta di buffet domenicale, preparato avvalendosi di lavoratori di origine latina, che se tanto mi da tanto non sono regolarizzati. Se tutto questo è stato da me riscontrato in una sola volta, possibile che nessuno sia mai intervenuto prima, anche solo per controllo ? Salvo poi leccarsi le ferite quando si raggiungono certi estremi. Prevenire è meglio che curare caro Masini.
    Alessio C.

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  9. Mi ricordavo bene!!..... Eccolo qua il nostro in classifica nella listra elettorale al n° 21.
    E adesso magari dicono pure che nessuno sapeva nulla. Oramai è di moda dire che tutto avviene a propria insaputa

    http://www.stefanoapuzzo.it/html/argomenti-per-sezione/ambiente/37-letture/73-elezioni-a-rozzano-in-provincia-e-in-europa-una-scelta-per-lambiente-e-i-cittadini

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  10. attendiamo una pacata replica di Apuzzo ...

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  11. Buongiorno. Non entro in merito alle questioni relative all'appalto della pizzeria di Rozzano, ma personalmente non sono d'accordo con il COMMENTO DEL Sig. ALESSIO C. che cita il locale di Valleambrosia, che mi è capitato di frequentare e che quindi conosco. In primis, che il locale sia una TOPAIA è un commento alquanto personale dal momento che, se è pur vero che il locale non sia grandissimo, è ben arredato, pulito e non ci sono problemi alcuni di spazio e di capienza. Le ricordo che è un locale in cui si balla latino-americano, la pista è agevole e non riscontra problemi di nessun tipo. Quanto ai bagni, sono stati ristrutturati e la pulizia è un problema di civiltà degli utenti perchè io l'ho trovato sempre pulito. Inoltre non comprendo lo stupore per aver trovato un piccolo innocuo gatto nel locale, lo cita come se si parlasse di pantegane giganti o scarafaggi. I gatti sono animali domestici, tra l'altro molto puliti (è proprio di questi giorni l'ordinanza sancita dal Comune di Milano che permette agli animali domestici di accedere nei luoghi pubblici, per ora estesa solo agli uffici comunali ma è intenzione del comune lavorare per garantire l'acesso anche in altre strutture) e inoltre, il gatto non è presente durante il buffet domenicale qualora si riferisca ad un ipotetico problema di igiene. Il signore afferma poi che il buffet viene cucinato nella cucina del locale e invece non è cosi. Il cibo non viene cucinato lì, e che ci lavorino italiani o latini che differenza fa? Siamo nel 2012 e dobbiamo avere ancora questi pregiudizi?Per altro è anche un locale di latino-americano.
    Ela.

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