lunedì 16 aprile 2012

Chi l'ha visto? Ecco i volti di due misteriosi personaggi: i presidenti di Ama e di Api, e più di mezzo milione di nuove risorse!

I presidenti Lentati (a sinistra)
e Nervetti (a destra)
Alla commissione Risorse dello scorso giovedì, abbiamo avuto il privilegio di conoscere, per la prima volta dalla loro "elezione" in Cda, i presidenti di Ama e Api: il signor Nervetti Marco e la signora Lentati Emilia.
Chi sono? Quale curriculum hanno per essere in tale posizione?
Alla commissione, nonostante si parlasse di un piano che riguarda fortemente entrambe le aziende non hanno proferito parola, presenze autorevoli e silenti all'esposizione del factotum ing. Ancora Vito, vero deus ex-machina del teleriscaldamento.
Quest'ultimo, dirigente tecnico di Ama, ha anche progettato le centrali e la rete nel suo complesso, è normalmente direttore dei lavori e della sicurezza dei cantieri principali, seleziona i fornitori, interloquisce con le banche (è l'unico che in quelle aziende capisce ciò di cui parla, quindi può "garantire"), e a tal scopo, credo, vista la delicatezza dei passaggi di questi giorni, gli è stata data una procura speciale a scadenza (20 maggio 2012).
Vito Ancora è un amico, ma nella vita bisogna scegliere cosa fare, soprattutto se si è equiparabili ad un dipendente pubblico (le sentenze della Cassazione, già dal 2003, hanno riconosciuto la  giurisdizione della Corte dei conti su dipendenti e amministratori delle società partecipate a maggioranza o totalmente da enti pubblici, assimilati ad essi): o fai il professionista o gestisci uno studio da professionista.
Tornando ai "presidenti", la sensazione che si trattino di prestanome o portatori di interessi altrui è, ahimè, molto forte.

La cartellonistica di cantiere della
costruenda centrale di via Monte Amiata
Di Nervetti non sappiamo nulla. Ho chiesto ad amici di lunga storia rozzanese ma di costui nessuna traccia.
Della signora Lentati si può solo dire che era la principale azionista dell'azienda che è stata, sostanzialmente, acquisita da Api per iniziare la sua attività, Crc, il cui amministratore unico era lo strapagato dirigente Gianotti - il "magutt" rozzanese - e la cui proprietà è ancora saldamente nelle mani delle sue figlie. Alla Crc, Api paga un affitto di 174mila euro circa per ricoverare i suoi mezzi, nonostante spazi a go-go nelle aree di proprietà del Comune.
Dunque, in definitiva, GRANDI OPPORTUNITA' di risparmio:
- liberarsi dei prestanome e dei Cda inutili (almeno 150mila euro) e realizzare la figura di amministratore unico con i reali gestori esistenti;
- disdire il contratto per la "sede secondaria" di via Conca del Naviglio con la Crc (altri 174mila euro);
- realizzare quanto ho già indicato in altro post per il Gianotti (80mila euro);
- dare corso velocemente alla dismissione delle partecipazioni inutili e togliere i relativi Cda.
In sostanza si potrebbero ottenere almeno mezzo milione o più di euro for free per realizzare, ad esempio, iniziative sul fronte della scuola, del supporto alla piccola impresa, alla cooperazione internazionale e tanto altro, che oggi ricevono briciole....
Il Sindaco e l'amministrazione ci stanno pensando, da quando, nel novembre 2011 è stato deliberato il "riordino" delle partecipate, e, insieme alla NewCo per la prosecuzione del teleriscaldamento con l'intervento di un privato, potremo avere gli  effetti desiderati.
Questo è amministrare! La delibera in discussione questa sera potrà portare nuova linfa a queste valutazioni, nella direzione di maggiore trasparenza, capacità e considerazioni professionali in tutti gli aspetti della gestione.
Marco Masini

4 commenti:

  1. vai masini non mollare !

    andrea

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  2. 174 mila euro all'anno per un terreno con sopra delle baracche (tra l'altro è il paradiso dell'abuso edilizio a mio parere)? Con quella cifra ai canoni attuali si affitta un capannone di 3000-35000 mq nuovo o molto recente con anesso terreno di pari misura.
    La baraccopoli presente sulla pavese utilizzata come sede secondaria di API, che evidentemente è la Selex Rozzanese (la Finmeccanica è AMA ovviamente), se fosse messa sul mercato verrebbe locata forse a qualche gruppo di zingari, non certo a un'azienda "normale".

    Ma se la sig.a Lentati era azionista di riferimento della CRC perchè, già che c'era, non ha stabilito un canone di locazione di 1 milione di euro? O di un miliardo di euro?
    Che vergogna...

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  3. Ma com'è che sono tutti bravi, espertissimi in teleriscaldamento .... ma sempre in casa degli altri ... visto che in casa propria a Rozzano più che cazzate sul creare un mostro "Frankensteion" con la centrale "Alboreto" non hanno fatto.
    Al mio paese uno che è bravo questi disastro non li combina ...... e comunque quando li si combina li si riesce a risolvere ....... se veramente abbiamo un "mostro di bravura" in teleriscaldamento, vorrei che ci spiegasse comer hanno fatto a fare un impianto che funziona con i piedi e non riuscire a farlo funzionare con previsto in sede di progettazione ........ Certo che a pensare male si fa peccato ......... ma con la fauna che abbiamo a Rozzano è facile che ci si azzecchi!

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    Risposte
    1. Come ho spiegato nel post sul consiglio del 16, i problemi (se si sta riferendo a quelli acustici della centrale del quartiere Alboreto) sono nati da quando la potenza e' stata moltiplicata per "tenere in piedi" il servizio all'Aler. La loro centrale, a non più di 150 m di distanza, e' stata bloccata dalla Asl, e Ama, dando inevitabilmente disponibilità per non lasciare mezza Rozzano al freddo, ha svolto un servizio di supporto aumentando oltremodo la potenza (non c'erano altre sedi alternative, la centrale in Monte Amiata e' in costruzione).
      I problemi che sono derivati potevano, probabilmente, essere gestiti diversamente, ma, come ho detto in altra parte, l'acustica e' una brutta bestia: spesso si tratta di "stregoneria", in quanto le variabili strutturali e meccaniche che la influenzano in un impianto complesso sono tali e tante che il sistema non e' simulabile agli elementi finiti, e non riproducibile se non in modo approssimato. Per cui si procede per test e approssimazioni successive guidati dall'esperienza e dal buon senso, e mi sembra che sia stato fatto. Sui tempi e la durata degli stessi si può discutere.
      La soluzione, con il possibile contratto con Aler (il servizio fin adesso era "sperimentale") si risolverà diminuendo la potenza installata e spostando due caldaie nella vecchia struttura Aler.

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