lunedì 5 marzo 2012

Sale giochi ed etica pubblica: battaglie da condividere con il supporto dello Stato

In questi giorni e negli ultimi mesi si sono succeduti molti eventi che fanno del tema delle Sale da Gioco uno dei più scottanti (non mi riferisco solo agli incendi degli esercizi di Rozzano!) ed attuali, in relazione ai problemi economici e alle patologie connesse.
In Parlamento giace un disegno di Legge di Daniele Galli (PdL) che prevede, come per le sigare tte, il divieto di pubblicità dei giochi e delle sale giochi. L'iniziatore della discussione che ha riportato il tema all'ordine del giorno è stato il ministro Riccardi, che, preoccupato delle conseguenze sociali della ludopatia, ha rilanciato la necessità di intervento.
Chiaramente il conflitto di interessi è macroscopico: lo Stato ricava da scommesse e giochi varie montagne di soldi, e a questa possibilità hanno attinto tutti, da destra e da sinistra.

Dopo le problematiche sollevatisi a Rozzano a causa del Regolamento sulle Sale Giochi che portò all'arresto di tal Triglione per gli incendi agli esercizi di Cuvello ed Anselmo, anche a Corsico si sta riflettendo sulla questione. Alla domanda di apertura di una sala giochi in via XXIV Maggio l'Amministrazione ha posto un diniego.
A Corsico è già presente un importante sito per le scommesse in via Roma, e l'incremento di questi esercizi preoccupa il Sindaco Maria Ferrucci. Questa posizione "attendista" serve ora per prendere tempo e realizzare uno strumento regolamentare che blocchi la diffusione delle sale da gioco, anche a seguito di un recente studio su minorenni che risultano facilmente inducibili a tali attività.
Le sale scommesse e da gioco sono un esercizio libero e possibile, che però non è stato normato in modo efficace e sicuro: tali attività, quando erano vietate, sono state un lucroso bacino di arricchimento per la malavita. Portate all'emersione in modo un pò troppo semplicistico, hanno consentito al malaffare di continuare la propria attività alla luce del sole. Il Prefetto ha segnalato come non è in suo potere contrastare questo fenomeno, perchè lo strumento legislativo appare debole.
Visto il pregresso, anche a Rozzano dovremmo tornare a riflettere sul tema. Un Regolamento che ha consentito un numero limitato di esercizi ha comunque sconvolto la città...
Marco Masini

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