lunedì 12 marzo 2012

Protocollo Antimafia: Rozzano aderisce senza escamotage.


Al contrario di quanto fatto a Corsico, il Comune di Rozzano aderirà al protocollo antimafia "senza se e senza ma".
Per quanto lodevole, l'iniziativa del comune sulla vigevanese rinfocola una polemica che lo vede dichiarare guerra al cemento ed al tempo stesso regalare un bonus del 7% di volumetria agli imprenditori che sottoscriveranno il "protocollo di trasparenza".
Nelle parole dell'assessore Emilio Guastamacchia: "Un premio del 7% che si traduce potenzialmente in circa 20.000 metri cubi quindi oltre sessanta alloggi". Nella volontà dell'Amministrazione corsichese gli operatori immobiliari che interverranno nelle aree soggette a trasformazione urbanistica, in cambio del bonus volumetrico, si dovranno impegnare a trasmettere all’ufficio tecnico comunale informazioni sulla composizione societaria, sui contratti per lavori e forniture, sui subcontratti e sulla tracciabilità dei pagamenti, adottando gli adempimenti antimafia in vigore solo per gli appalti pubblici.
"Ritengo che tale prassi sia legata al buon senso ed alle capacità di processo degli uffici comunali"sostiene Marco Masini. "Ritengo infatti che gli imprenditori sono onesti a prescindere, mettendo in gioco i loro personali capitali, ed inoltre, nella peggiore delle ipotesi, si avvalgono di fondi privati, e non pubblici".
Masini, nel solco dei commenti delle opposizioni di Corsico ritiene che questo principio dovrebbe essere esteso a tutti gli altri servizi, ad esempio sopra un certo importo.
"L'assessore Guastamacchia è venuto a predicare a Rozzano contro il PGT in fase di approvazione, ritenendolo cementificatore, mentre adotta escamotage di sapore dubbio per aggirare l’ostacolo dei limiti del proprio documento di programmazione territoriale per permettere, di fatto, di costruire di più del consentito nelle aree di trasformazione. Il Comune di Rozzano ha scelto di non concedere bonus volumetrici, di ridurre gli indici di costruzione e di chiedere un contributo di sostenibilità. Queste sono azioni concrete e fatti che permettono di gestire un piano urbanistico".
MM


4 commenti:

  1. gentile Ing. Masini, i conti bisogna saperli fare e non guardare la realtà a pezzi. E' evidente che le sue considerazioni si basano sulla lettura episodica di qualche blog e qualche comunicato stampa. Faccia un atto di correttezza politico-amministrativa e si legga i testi ufficiali.
    Innanzitutto le due cose non vanno confuse. Noi abbiamo già aderito al protocollo legalità della Prefettura di Milano ma quello che stiamo proponendo va al di là dello stesso.
    Come sicuramente saprà la l.r. 12/2005 consente l'attivazione di meccanismi di incentivazione per condizioni che si vogliono premiare. Ovvero nel caso del Pgt del Comune di Corsico, il 7% di premialità volumetrica che abbiamo previsto per solo alcune aree di trasformazione, equipara il cantiere privato al codice dei contratti per le opere pubbliche: una innovazione di estremo interesse anche a dire della Prefettura. Oggi, come lei saprà, negli interventi privati non c'è l'obbligo di comunicare al comune l'elenco degli appalti dei subappalti, i bilanci delle aziende coinvolte, i conti correnti dedicati alle transazioni finanziarie tra privati. Invece se a Corsico si vuole un bonus volumetrico del 7% bisogna fare tutto ciò. In queste settimane stiamo valutando con il Ministero degli Interni anche i relativi compiti: comunicazioni, avvalli e controlli che potremmo attivare di conseguenza. Questo protocollo è una delle evidenti e “concrete” azioni che a Corsico stiamo facendo, consapevoli che la sottoscrizione di un protocollo, di per sé, se non è accompagnato da azioni rimane un libro dei sogni.
    Inoltre, gentile Ingegnere, i numeri restituiscono solo verità bisogna solo saperli leggere. La mia idea, che ho già espresso nella serata di qualche settimana fa, rimane la stessa: Il Pgt di Rozzano è uno dei più cementificatori della Provincia di Milano. Fornisco solo due dati di confronto: a Rozzano si prevedono 14.000 nuovi abitanti; a Corsico ne prevediamo solo 1.080 (13 volte tanto !). A Corsico gli indici medi di edificazione nelle aree di trasformazione sono dello 0,30-0,35 mq/mq; a Rozzano, anche se aree di proprietà comunale, si raggiungono indici di concentrazione volumetrica di 1,00 mq/mq (il triplo). Quindi caro Masini, esperto in numerologia, non tragga conclusioni per il sol gusto di sostenere la “causa”. Come in questi mesi stiamo vedendo le verità, poi, vengono a galla !

    Ringrazio l’amico “speedy” per la segnalazione del suo post.


    Emilio Guastamacchia

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  2. Emilio (possiamo ancora darci del tu, no?),
    sono felice che nella sostanza sostieni ciò che ho riportato, correttamente. Non vedo gran che di diverso se non il fatto che il premio volumetrico è definito un "ulteriore" strumento di contrasto alla criminalità.
    Nel tema specifico.
    1) Gli strumenti di "trasparenza" come l'incentivazione di Corsico, o meglio ancora, il classico Certificato Antimafia, sono considerati strumenti obsoleti anche dalla Commissione Antimafia governativa (http://www.liberoquotidiano.it/news/938382/Mafia-Centaro-Gs-certificato-antimafia-imprese-strumento-obsoleto.html), la quale, e l'attuale ministro Severino (http://qn.quotidiano.net/cronaca/2012/02/18/669958-severino-mafia-antimafia-certificato.shtml), ritengono essere inutili se non vengono potenziati gli organi di controllo. Quanti dipendenti in più avete assunto per fare le verifiche delle prossime incentivazioni?
    2) Tutte le aziende in odore di mafia hanno il certificato Antimafia! Lo strumento dell'autocertificazione non verificato non serve a nulla.
    3) Dalle premesse sembrerebbe evidente che, o si è usato uno strumento improprio per un lodevole intento, o si sono volute regalare volumetrie (anche ai mafiosi che si autocertificheranno)...
    4) Corsico è asfittica: non per colpa dell'attuale Giunta, ma lo è. Il suolo urbanizzato arriva all'80%, il valore più alto dell'intera Provincia di Milano. Convergo dunque con l'intento di riusare solo le aree di trasformazione, ma, per favore, non regaliamo volumi... Nella situazione "vigevanese" 20mila metri cubi o 1.080 abitanti in più sono un danno! Considerando il suolo urbanizzato, anche un incremento del 4% (3,9%) della densità abitativa (6390ab/kmq!!!!) è un valore significativo.
    5) Rozzano, meno asfittica (!) deve giustamente pagare lo scotto del fatto che Corsico si è urbanizzata all'inverosimile, e quindi bloccare il proprio sviluppo. Tenendo conto dei tempi diversi dello stesso, quello rozzanese, secondo i migliori e più attuali criteri individuati (Classe A, progetti di compensazione, cultura all'altezza) sarà sicuramente meno impattante: tra l'altro tale sviluppo (a Corsico di tipo volumetrico, a Rozzano di tipo più estensivo) sarà, in densità incrementale di abitanti, quasi uguale.. . 4,2%! [Analisi condotta sulla base dei dati di territorio urbanizzato, inteso come previsto per pianificato dagli strumenti urbanistici in fase di approvazione].
    Masini non è solo esperto di "numerologia", ma di conti e perequazione metropolitana con un forte background di tipo tecnico ed ambientalista, normalmente un pò più strutturato di un "architetto"... (un pò di classica polemica tra ingegneri e architetti!).
    ...e nulla mi toglie dalla testa che resta un bisogno di far cassa, come è normale in un Comune che voglia dare servizi.
    A bientot.

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  3. Non intervengo sulla questione architetti-ingegneri...perchè per ovvie ragioni dovrei sostenere il partito di questi ultimi.
    Volevo solo segnalare due cose:
    1- Il Comune di Corsico "regala" un bonus del 7% agli imprenditori virtuosi che sottoscrivono il protocollo di trasparenza mentre Rozzano insistintamente lo regala praticamente a tutti i costruttori scomputando, nel conteggio della s.l.p., vano scale e pianerottoli condominiali. Sembra una inezia ma conteggi alla mano forse questo regalo è pure superiore al 7%!
    2 - Se il Comune di Corsico è eccessivamente antropizzato non si capisce perchè Rozzano debba fare altrettanto. Quello che mi stupisce è la cecità con cui si ipotizzi uno sviluppo urbanistico tale da rendere necessaria la realizzazione di alloggi per ulteriori 12.000 persone. Ma chi dobbiamo ospitare a Rozzano? Gli esuli della Libia? Negli ultimi 10 anni a Rozzano (anni di intensissima edificazione) Rozzano è aumentata di non più di 3000 abitanti. Attualmente (basta guardarsi in giro) di gru montate sul territorio rozzanese praticamente non ce ne sono (ad esclusione di 2 a cassino, 1 a valle e 2 a rozzano vecchio).Gli operatori sono alla finestra perchè non c'è domanda...e non è solamente un problema di accesso al credito ma anche e soprattutto un problema demografico. O speriamo che Rozzano diventi una località turistica (e che quindi da altre parti di Italia al gente si compri una casa di villeggiatura) oppure ci arrendiamo all'evidenza che la popolazione non è destinata ad aumentare esponenzialmente per sempre. E in questa situazione il Comune spera di fare cassa facendo costruire 4000 alloggi? Senza considerare che a logica (che dovrebbe essere una prerogativa propria degli ingegneri) il costo dei servizi aumenta all'aumentare dell'estensione del territorio urbanizzato mentre gli oneri di urbanizzazione sono una quota una tantum. Insomma...mi sembra un meccanismo destinato a implodere su se stesso: si fa cassa adesso per trovarsi con dei deficit enormi tra qualche anno.

    Domanda: ma chi sarà il relatore degli incontri sul PGT? Il comunicato è incredibilmente scarno!

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  4. Allora ben venga questo protocollo antimafia. Anche se personalmente pensavo a qualcosa di meno mirato e non esclusivo all'ambito edilizio. Ma tant'è! Piuttosto che niente, meglio piuttosto. Peccato perchè un protocollo o come lo si vorrebbe chiamare, avrebbe potuto potrebbe estendersi a molte altre attività.
    Si perchè, se vogliamo rimanere nel campo edilizio, non c'era bisogno di scomodare il Prefetto Lombardi che, come ben sappiamo, ha scoperto che c'è la mafia solo dopo che tutto il resto del mondo glie lo ha detto in un orecchio perchè lui, Prefetto, non sapeva nulla. Vabbeh! andiamo avanti, almeno si è risvegliato.
    Ho solo il dubbio, ma mi auguro di ricredermi e di avere dei riscontri, che dopo avere stabilito quante e quali carte debbono girare, non ci sia nessuno che le controlli. Posso allegare tutti gli elenchi di ditte e artigiani di un appalto. Ma poi ci deve essere qualcuno che vada a controllare "chi è" quella ditta, visure a banche dati, assetto societario e, soprattutto, osservare "sul campo" chi effettivamente opera su "quel" cantiere, controllare "de visu" la congruità dei piani di scavo, formulari rifiuti di demolizione, coerenza documentale nel trasporto terra. Tutte cose che fra le altre permettono anche di controllare che sul suolo non vengano create discariche di macerie e rifiuti pericolosi che poi vengono ricoperti di prato per farci giocare i bambini.
    Se io ho una ditta pulita sulla carta, è possibile che chi lavori effettivamente non sia molto in regola. Basta vedere quando l'ASL e la polizia intervengono sui cantieri; c'è il fuggi fuggi e rimangono solo i regolari o quelli che hanno clonato le identità di altri lavoratori e che hanno una maggiore possibilità di passarla liscia.
    Per altro, se proprio si volesse fare un controllo "cartaceo", basterebbe mandare polizia locale e Carabinieri e ASL sui cantieri e si riesce ad acquisire una bella vista di insieme. Il POS per ogni singola azienda subappaltante ed il PSC che raccoglie tutti i POS e la fotografia del cantiere a stato di avanzamento.
    Se si volesse. Ma questo comporta comunque il mettersi in gioco, investire in risorse umane ed accettare di effettuare controlli di legalità che non sempre sono bene digeriti. Molto spesso per documentare i controlli effettuati a fini statistici, ci si limita e fossilizza solo sulla presenza del cartello di cantiere.
    Mi auguro che a breve vedremo i primi risultati, magari abbinati a controlli sulla capacità economica delle stesse aziende così come sta facendo Milano in sinergia con l'Agenzia delle Entrate.

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