venerdì 23 marzo 2012

Verbania: Sindaco multato dal TAR di 1,3 milioni per aver cercato di proteggere i giovani dal gioco.

Lo Stato biscazziere che ci prende in giro: prende soldi
per il gioco ma ti dice "gioca senza esagerare"!
I temi da poco riaperti durante gli ultimi consigli comunali sulle Sale da Gioco e relativo regolamento, trovano un interessante sponda nella notizia che il Sindaco di Verbania ha ricevuto una multa da 1,3 milioni di euro per aver vietato con una ordinanza le slot ai ragazzi, limitando l'uso delle slot tra le 15 e le 22.
Le società società-casinò hanno chiesto i danni e il Tar del Piemonte sentenzia: "ordinanza illegittima, multa da 1,3 milioni".
La notizia ha avuto risalto sul Corriere della Sera di oggi, dove lo racconta Gian Antonio Stella, che di queste battaglie è ormai un paladino vero.
II caso di Verbania, dove c'è un apparecchio ogni 78 abitanti, si è generato perchè il primo cittadino voleva impedire che gli studenti bigiassero scuola per andare a giocare.
Un bar e una ditta produttrice di slot, la Euromatic, hanno fatto ricorso al Tar e il giudice torinese ha dato loro ragione, rifacendosi a una legge del periodo fascista, a firma di Alfredo Rocco, che vede il problema delle "bische" come una questione esclusivamente di ordine pubblico.
«Porterò in Parlamento la sentenza del Tar di Torino che ha annullato le giuste e responsabili decisioni dell'Amministrazione Comunale di Verbania sulla tutela dei minori, in età scolastica, dal gioco d'azzardo. Si tratta di uno scandalo politico e sociale, con la conseguente beffa di una condanna per un risarcimento pazzesco, a favore dei gestori delle sale da gioco, sulla base di una legislazione fascista, purtroppo ancora in vigore». Lo ha dichiarato il sen. Raffaele Lauro (Pdl), membro della Commissione antimafia, che da tempo si batte su questo tema.
«L'approvazione di nuove norme non può attendere oltre, altrimenti, dopo questa sentenza, ne seguiranno altre, ancora più scandalose, antisociali e fuori dalla realtà. Il governo - ha concluso - provveda subito con un decreto».
Al di là del bene e del male il comunicato della società Euromatic: "Devolveremo una parte del denaro all'associazione locale che cura le patologie da gioco".
A Rozzano il recente Regolamento norma la quantità ("Il numero delle sale gioco autorizzabili nel territorio è in ragione di 1 ogni 10.000 abitanti") la localizzazione delle sale - ne diaciamo poco oltre, e ne limita l'apertura in termini di orario massimo. 
In uno dei primi articoli, inoltre, dichiara che "si prefigge l’obiettivo di garantire che la diffusione dei locali nei quali si pratica il gioco lecito garantisca i limiti di sostenibilità con l’ambiente circostante, oltre al corretto rapporto con l’utenza, la tutela dei minori e delle fasce più a rischio".
Per quel che riguarda la localizzazione mi rimangono i dubbi leggendo, all'art. 6 il testo: "E' sempre vietata la richiesta di apertura delle sale giochi in locali sovrastanti e/o sottostanti unità residenziali".
Da quel che abbiamo verificato, a meno della sala giochi del Mood Multisala nell'area del Fiordaliso, le altre (di cui abbiamo parlato anche nelò Blog), sono - in vece - proprio in locali sottostanti unità residenziali!!!
Per non incorrere nelle grane del Sindaco di Verbania, Rozzano ha astutamente inserito un comma che recita: "L’accesso alle attività di intrattenimento e svago nelle sale giochi non è consentita ai minori di 16 anni nelle ore antimeridiane dei giorni feriali." 
Ecco il trucco: ci penseranno i proprietari delle sale a preservare i nostri giovani! 
Scherzi a parte, non biasimo il Sindaco di Verbania e capisco lo spirito del normatore locale, ma mi sembra che ci si prenda un pochino per i fondelli. 
Il punto è che lo Stato intermedia miliardi e miliardi di euro grazie ai giochi di azzardo, e chiaramente, anche se ormai è stata riconosciuta la patologia da gioco (la cosiddetta ludopatia) non vuole rinunciarvi, visto il periodo di vacche magre e della propensione alla scommessa in aumento nei periodi di crisi. 
Ma le entrate del gioco sapranno preservare i danni sanitari ed economici di quella parte di popolazione che ne fruisce?
Marco Masini

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