lunedì 5 marzo 2012

La Chiesa, come un Giano bifronte, spaccata sui gay dal vil denaro che se ne ricava?

Dalle cronache del Quotidiano Nazionale apprendiamo di una Curia milanese che rimuove don Mario, un povero parroco di Perego, un piccolo paese in provincia di Lecco, a causa delle sue omelie a favore di coppie omosessuali, unioni di fatto e sacramenti ai divorziati, e della sua comunità che si ribella a questa "prevaricazione" e lo sostiene con fiaccolate e striscioni.
Dall'altra parte, da tutti i mezzi di comunicazione di massa siamo ammessi alle esequie di Lucio Dalla, gay dichiarato, in San Petronio, a Bologna, innanzi alla presenza del suo compagno Marco Alemanno e di una folta schiera di senza Dio e simulacri di innocenza e rettitudine cattolica.
Il Giano bifronte si manifesta: molte le questioni sulle quali interrogarsi.

La prima, la più apparentemente evidente: a Perego girano pochi denari, mentre a Bologna si intuisce il movimento di soldi pesanti? A Perego son quattro gatti mentre a Bologna ci si mostra alla Nazione intera? A Perego il parroco chiede solidarietà su FB mentre a Bologna la Chiesa è acclamata per il sacramento?
Queste sono le pelose questioni per le quali, tra mille altri motivi, si è portati a dubitare della Chiesa, dei suoi rappresentanti e delle scelte sin troppo evidentemente politiche e temporali.
Sarà bene continuare a mantenere sullo Stato del Vaticano una pressione tale da aiutarlo a farlo evolvere verso le persone per bene e il vero amore universale, che deve prescindere - per lo meno - dal genere e dalla vil pecunia, per restituirgli quella parvenza di superiorità etica e morale che dovrebbe appartenergli.
Invito molti di coloro i quali si sentiranno offesi a seguire di più i fratelli delle confraternite minori, come "We Are Church" (ecco il Manifesto) di cui faceva parte Giulio Girardi, o altri importanti teologi che fanno parte del movimento della TdL, "schifata" dalla Chiesa "ufficiale" di Wojtyla e Ratzinger.
In estrema sintesi ritenevano che "nonostante la vicinanza della Chiesa cattolica ai poveri, la tendenza della Teologia della Liberazione ad accettare postulati marxisti e di altre ideologie politiche non era compatibile con la dottrina sociale della Chiesa cattolica, specialmente nell'assunto in cui quella teologia sosteneva che la redenzione fosse ottenibile attraverso un compromesso con le esigenze di riscatto sociale dei poveri".
Peppino avrebbe detto ".....e ho detto tutto!".
Non sono avvezzo alle cose di Chiesa, ma la distanza che Benedetto XVI deve colmare con il comun sentire per tornare a riempire le chiese cattoliche (cioè universali) è ancora grande....
Marco Masini

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