giovedì 1 marzo 2012

Domenica libera dal LAVORO: un impegno sociale europeo...

A marzo del 2010 a Bruxelles, al Parlamento europeo, è stata lanciata la campagna per una «dome­nica libera dal lavoro».
Alla campagna aderiscono i sindacati europei (per l’Italia, tra gli altri, la CISL e la CGIL), numerose Associazioni italiane ed europee e i rappresentanti delle Chiese euro­pee.
L’European Sunday Alliance (www.europeansundayalliance.eu) ha lanciato un’iniziativa di mobilitazione, per il 4 marzo 2012, contro il lavoro domenicale . Lo slogan che si utilizzerà in tutti i Paesi Europei aderenti è “LIBERARE LE DOMENICHE”.
Il 4 marzo in tutta Europa le lavoratrici e i lavoratori si mobiliteranno per protestare contro le aperture no stop dei negozi.
Patrizia Toia, Vice Presidente del gruppo socialista europeo e rappresentate del PD ritiene "che sia importante che venga garantito un giorno di riposo co­mune all’intera società perché questo con­sente alle famiglie di ritrovarsi e ai cittadini di realizzare, secondo le loro inclinazioni e le loro scelte, attività culturali, spirituali e sociali". La flessibilità lavorativa provoca spesso effetti negativi sul­la vita delle persone, delle famiglie e delle comu­nità. Ci devono essere regole certe, che pur venendo incontro alle esigenze di tutti, possano garantire a tutti il legittimo riposo per dedicare del tempo a se, alla famiglia, allo svago o a quello che veramente si vuole.
"Il tema è all’ordine del giorno anche del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà quest’anno a Milano" sottolinea Patrizia Toia, e sottolinea che sia un tema su cui è importante mantenere viva l’attenzione.
Un'interessante manifestazione su un territorio, quello di Rozzano, dove il moloch commerciale ha preso piede e le domeniche, invece che nei parchi, si passano sempre di più nelle gallerie del Fiordaliso, recentemente "liberalizzate" per tutte le aperture domenicali, a garantire loro una adeguata possibilità di concorrenza con il vicino Carrefour ed i siti di via Lorenteggio, tra i quali l'IKEA, che per prima adottò intregralisticamente il principio della "libertà" dello shopping domenicale (ma poca libertà per i lavoratori: riportiamo un link al post di Si&No dello scorso aprile sulle proteste dei lavoratori).
Da Patrizia Toia un invito alla riflessione in questa direzione anche alla Giunta (?!?!?) di Rozzano.
Marco Masini

2 commenti:

  1. i diritti del lavoro sono sacrosanti ma la domenica libera nasce da radici religiose (e il settimo giorno dio si riposo')
    e gli ebrei che riposano di sabato ? e i musulmani col loro ramadan?
    se la domenica i negozi son affollati almeno c'è vita
    piuttosto teniamo aperte le farmacie dalle 12 alle 15 e la sera e senza saracinesca chiusa !

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  2. Mi sembra corretto, ma, come dice l'adagio: "Paese che vai, usanze che trovi". In questo mi sento di sostenere (senza metterle nella Costituzione) i principi delle radici culturali prevalentemente cattoliche alle quali il nostro Paese fa riferimento.
    Anche Peppone andava alle messe di don Camillo...

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