domenica 18 marzo 2012

Diritti di cittadinanza: Rozzano aderisce alla campagna ANCI

Anche Rozzano aderisce alla campagna “18 ANNI IN…COMUNE" per i diritti di cittadinanza delle seconde generazioni, sponsorizzata dall'ANCI e promossa dall’Associazione con Save the Children e Rete G2 - Seconde Generazioni .
Con questa iniziativa vogliamo dare un’opportunità in più alle seconde generazioni che al compimento del diciottesimo anno di età possono, già nell’attuale sistema normativo, diventare a tutti gli effetti cittadini italiani”. Lo ha affermato il presidente dell’Anci Graziano Delrio presentando la campagna , per sollecitare il maggior numero di Sindaci ad informare tempestivamente i minori nati in Italia da genitori stranieri sulle modalità di acquisizione della cittadinanza al compimento della maggiore età.
Tra i comuni che hanno aderito, vi è la nostra Città, su stimolo dll'assessore Ciro Piscelli e del Sindaco Massimo DAvolio.

Con questa iniziativa rafforziamo l'ascolto dei ragazzi che al compimento dei 18 anni di età hanno dimenticato di presentare la domanda di cittadinanza e si sono poi trovati alle prese con una vera e propria ‘odissea’ burocratica per diventare italiani”, ha spiegato Piscelli.
Delrio ha poi indicato che “...come associazione siamo favorevoli ad una diversa fruizione dei diritti di cittadinanza per le seconde generazioni, come avviene in molti Paesi europei”, ha aggiunto accennando alle due proposte di legge appoggiate dall’Anci per la riforma della legge sulla cittadinanza e sul diritto di voto agli immigrati.
Per questo “crediamo che l’acquisto della cittadinanza, e con essa della completa titolarità di diritti e doveri, costituisca un passaggio chiave nel percorso verso la piena integrazione”, ha concluso il presidente Anci.
‘’I ragazzi nati da genitori stranieri che vivono la loro infanzia e adolescenza in Italia, contribuiranno in maniera significativa a definire il livello e la qualità futuri del capitale umano della nostra comunità nazionale’’, ha detto Flavio Zanonato, sindaco di Padova, vicepresidente ANCI. “Intanto però questi ragazzi, quando compiono 18 anni, vivono una sorta di paradosso: sono cresciuti in una comunità che non li riconosce di diritto e hanno nel frattempo perso i contatti con la loro comunità di provenienza”, ha osservato il delegato Anci. Tutto questo per Zanonato crea una situazione “potenzialmente ingiusta e dalle forti implicazioni sociali”. 
Per questo serve una campagna informativa che aiuti le amministrazioni locali a capire che “con i ragazzi nati in Italia conviene avere un rapporto costruttivo che favorisca la vera integrazione, non solo di fatto, ma anche di diritto”, ha detto il vicepresidente ANCI.
Secondo Save The Children sono circa 15.000 i ragazzi e le ragazze tra i 17 e i 18 anni, nati in Italia e di origine straniera, che secondo l’attuale normativa, possono diventare italiani se, oltre a essere stati registrati all’anagrafe, hanno risieduto legalmente in Italia fino alla maggiore età e senza interruzioni. Ma per farlo devono presentare una richiesta al Comune di residenza entro il diciannovesimo anno di età. Tuttavia gran parte di loro non è a conoscenza del fatto che per fare domanda hanno solo un anno di tempo a partire dalla maggiore età.
Da qui la necessità di una campagna informativa che si rivolge ai giovani di origine straniera prossimi alla maggiore età, per informarli, attraverso una lettera inviata dai sindaci, della possibilità di esercitare il loro diritto a diventare cittadini. Inoltre grazie alla guida online "18 anni....in Comune!", realizzata da ANCI, Save the Children e Rete G2 – Seconde Generazioni e scaricabile sul sito dell’ANCI, i ragazzi e le ragazze potranno accedere alle informazioni relative al significato della cittadinanza e alle modalità per acquisirla, rivolgendosi direttamente al loro Comune di residenza.
Altri comuni in provincia di Milano hanno aderito all'iniziativa, e si tratta di San Donato, Cesano Boscone, Rosate e Motta Visconti.
MM

1 commento:

  1. ciao masin invece di preoccoparti solo per gli stranieri pittosto preoccupatevi di noi italiani che qui e la nostra terra e qui che abbiamo trapiantato le nostre radici. pulttroppo la maggiorparte di stranieri sono qui solo per portare via i nostri soldi nel loro paese per costruire li la loro casa di fatti ai loro figli prima imparano la loro lingua per non perdere le loro tradizione perche dell'italia non le interessa piu di tanto distinti saluti marco

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