venerdì 24 febbraio 2012

Parete verde? Al Fiordaliso serviva un pò di "Green washing". L'utilità della soluzione nel contesto rozzanese è nulla!!!

La grandiosa parete verde verticale del Fiordaliso serve solo a bearsi la vista quando ci si reca costì a far la spesa: la sua efficacia per la sostenibilità dell'ambiente della nostra città è vicina allo zero!
L'ampliamento del Fiordaliso ha portato ad un impatto complessivo di generazione sul nostro territorio di almeno 3000 tonnellate l'anno di CO2 e 1500 tonnellate di polveri sottili (PM10), di cui avremmo fatto volentieri a meno.
Per compensare la CO2 avremmo bisogno di quasi 450 ettari di bosco ceduo, e per il PM10 di almeno 150 ettari (ci occorrerebbero 2,5 Rozzano per i PM10 e 7,2 Rozzano per la CO2 a bosco!!).
Invece, grazie alla meravigliosa parete giardino verticale di cui tutti vanno fieri, la rimozione degli inquinanti che il MOLOCH del commercio genera sul territorio è di solo lo 0,3% del totale!!!!!
L’idea dei giardini verticali, nata dall’intuizione dell’architetto francese Le Corbusier, è stata sviluppata di recente dal botanico Patrick Blanc (su GreenMe), ma era intesa a dare nuova linfa vitale e piacere di vivere all'interno degli ambienti antropizzati, e ne sta nascendo una versione italiana con molti concetti innovativi per l’ecologia del futuro.
A Rozzano, invece di venire applicata a qualche "brutto" edificio che necessiterebbe di nuova vita o ad una zona congestionata (come quella che corre ai lati della ex statale dei Giovi), è stata applicata alle pareti del centro commerciale Fiordaliso, per consentirgli un'operazione smaccatamente promozionale e far sì che si sciacquasse la coscienza di verde (il "green washing", giustappunto).

Daniele Vincenzi, ex direttore Fiordaliso (il video), glorificava l'operazione che ha portato da circa 16 mila a 34 mila mq la galleria, mantenendo i circa 18mila mq dell'ipermercato (un totale di almeno 74mila mq coperti).
Se mi parlate di giardino verticale inteso come "sostenibilità estetica", a digerire e ridurre l'impatto dell'edificio è un conto (link descrittivo), ma non si tratta di eco-sostenibilità. 
Le parole devono continuare ad avere un valore, anche perchè, per fortuna, alcuni personaggi che hanno prodotto assurdi e impronunciabili ossimori ("guerra umanitaria") sono quasi spariti....
Recupero pareti di edifici esistenti: il piacere del verde verticale
Fiordaliso ha fatto un importante investimento per l'uscita della tangenziale "per decongestionare il traffico della zona".... No! Per portare più clienti al centro commerciale, e questo ha generato un impatto sul nostro territorio di cui possiamo godere i frutti.
Infatti, l'obiettivo dichiarato era il raddoppio del fatturato. Tra l'altro, siccome la spesa media sta calando vuol dire portare più del doppio di clienti, più del doppio di auto....
Per chi intende apprezzare la soluzione adottata - buona, come dicevo, per un utilizzo a (questo sì) decongestionare - ecco la descrizione tecnica (link).
L'imponenza dell'opera è innegabile: 44mila le piantine trapiantate, 200 le specie diverse presenti, tra cui lo sfagno, un muschio a fibra lunga proveniente dal Cile (!), montate a gruppi di 4 contenitori in un green box da 11mila cassette metalliche.
La trappolona è nella descrizione dei benefici, indicati come "...quelli che solo un’opera eco-sostenibile di queste dimensioni può apportare nel territorio dove inserita, ovvero un miglioramento generale della qualità della vita per i residenti nella zona e una ottimizzazione dei consumi energetici della struttura che lo “ospita”".
Tra poco indicherò alcuni conti che danno la ragion d'essere della critica, molto significativi e che spiegano come, se si fosse realmente voluto perseguire la eco-sostenibilità, si sarebbe dovuto procedere.
Per il Fiordaliso il giardino verticale ricoprendo l’edificio, lo ripara dai raggi solari d’estate ed evita dispersioni di calore d’inverno, con un impatto positivo sul bilanciamento termico ed una diminuzione sensibile del consumo energetico: risparmio per il Fiordaliso, ma poco benessere per il Cliente, sempre soggetto a temperature da serra in estate ed in inverno, a causa di un flusso luminoso legato alla luce artificiale di portata assolutamente esagerata.
Non dobbiamo bere le dichiarazioni come questa: "Sul territorio è un importante alleato nel contrastare l’inquinamento atmosferico perchè le piante hanno un importante ruolo di trattenimento delle polveri sottili e di assorbimento di CO2 per fotosintesi".... Sarebbe stato un importante "alleato" se si fosse realizzata sulla vecchia struttura, non successivamente all'ampliamento. L'impatto che già ne derivava era notevole, ora la situazione è notevolmente peggiorata....
Altra chicca: "La parete verde ha un’ulteriore funzione protettiva di barriera al rumore, grazie alla densità del fogliame e al principio di massa-energia-massa non trasmette le onde sonore e aiuta ad attenuare l’intensità dei rumori ambientali". Forse si riferiscono a quei tre minuti che passano dal momento del parcheggio (al piano strada, dove presumibilmente si dovrebbe "sentire" il beneficio) all'ingresso del centro commerciale, dove, invece, per ragioni commerciali, sei esposto ad un rumore che è normalmente sopra i 65dB.
Oltre 550,000 clienti ad ottobre 2011....
Premi ricevuti da questa parete verde, la più grande d’Italia (ad esempio alla rassegna internazionale dedicata al verde tecnologico svoltasi a Padova il16 settembre 2011) debbono solo essere considerati come un placebo per un impatto che essa non riesce a moderare.
Il giardino verticale è stato ideato e progettato dall'architetto Francesco Bollani, in collaborazione con uno studio di architettura di Montpellier e con la ditta Peverelli. "Il progetto - spiega l'architetto Francesco Bollani - nasce da una riflessione sulla possibilità di integrare il centro commerciale con le aree verdi del Parco Agricolo Sud Milano, ma al sistema francese abbiamo apportato sostanziali modifiche, facendo attenzione alla selezione delle piante da utilizzare e soprattutto al clima milanese".
Ma quali sono i reali vantaggi di un giardino verticale se fosse stato costruito su un edificio esistente? Facile vederne l’impatto sulla fotografia urbana: una superficie interamente verde immersa in un ambiente insolito come quello cittadino è come avere la sensazione di essere improvvisamente altrove. L’effetto di stupore e spiazzamento percepito dagli astanti è complementare al beneficio ambientaledi cui godono sia gli abitanti sia coloro che lavorano negli spazi interni ricoperti dalle superfici verdi.
La presenza di erba sulla parete di un grande edificio consente all’atmosfera di alleggerirsi di anidride carbonica e al sistema di riscaldamento e raffreddamento di consumare di meno. La vegetazione (e l’antica tradizione delle piante rampicanti ne è testimonianza) fa da isolante termico e fonico. Inoltre consente di rimettere in circolo l’acqua piovana e le acque grigie dei palazzi. 
L'idea si doveva rifare allo strumento della Solar Envelope, studiato dal prof. Ralph Knowles presso la University of Southern California tra gli anni ’70-’80: un’architettura urbana che potesse inserirsi nel contesto milanese sfruttando a pieno le risorse energetiche gratuite a sua disposizione, senza ledere gli interessi delle proprietà confinanti di diritto al sole. Un’architettura basata sui principi del risparmio energetico che adotta una facciata verde come sistema di schermatura solare, ha indicato Roberto Busselli, architetto, laurea specialistica in progettazione architettonica e urbana presso il Politecnico di Milano, una prestigiosa collaborazione con lo Studio De Ponte partita nel 2010 e una tesi dal titolo “Schermature verdi in ambiente urbano”.
Valutando la caratteristica stagionale del verde rampicante, per essere realmente efficaci, le pareti verdi devono essere realizzate con la scelta delle specie a foglia caduca con l’obiettivo di garantire un buon isolamento nei mesi estivi senza privare dell’accesso solare quelli invernali. Un adeguato sistema di ventilazione naturale interna all’edificio, garantito da aperture sull’ambiente serra e sulla facciata a nord, consente in estate di controllare il surriscaldamento eccessivo.
Il fotovoltaico lo si può anche integrare
nel tetto con trasparenze per ridurre i consumi
dell'illuminazione....
Non ci mettiamo a fare i conti dell'inquinamento indotto dal maggiore carico frigorifero ed elettrico determinato dall'ampliamento, perchè altrimenti sarebbe deprimente, ma, se vogliamo parlare di COMPENSAZIONE, una strada ci sarebbe stata.
Ne parlarono durante la fase progettuale, e, al nostro Ufficio Tecnico la fecero "bere" in parte: coprire tutto il tetto, per almeno 55mila metri quadrati con pannelli fotovoltaici e termici....
Grazie a questo intervento, e alle mancate emissioni derivanti dalla generazione elettrica rinnovabile, si sarebbero almeno eliminate (compensate) le tonnellate di CO2 addizionali del suo ampliamento....
Su una superficie di quella dimensione era installabile una potenza di picco di almeno 7,5MW, ma invece nulla.... La riprogettazione degli impianti (magari anch'essi un pò più sostenibili, con una centralizzazione e la rinuncia a gas climalteranti tipo HFC) per far posto ai pannelli non è stata considerata.
Unico aspetto positivo derivato dall'ampliamento del Centro commerciale è l'agganciamento alla rete di teleriscaldamento (Co-generazione equiparata alle fonti energetiche “rinnovabili”), rete e progetto sul quale tanto ha investito e sta investendo l'Amministrazione comunale.
Insomma: a Rozzano ed ai suoi cittadini la mazzata ambientale, ai clienti che raggiungono il Fiordaliso dal bacino di percorrenza media calcolato dagli esperti del geo-marketing la caduca felicità di far la spesa in un centro commerciale col giardino verticale più grande d'Europa, e ai gestori il fatturato...
Marco Masini


Link di approfondimento:
Intervista a PEVERELLI (l'esperto - link)
Giardini verticali TuttoGreen

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