lunedì 6 febbraio 2012

Non voglio pagare per le loro tette più grosse....

Non capisco perchè lo Stato debba farsi carico della sostituzione dei seni delle 4500 pazienti stimate che in Italia hanno effettuato operazioni di chirurgia mastoplastica con le "PIP" (Poly Implant Prothese).
Le PIP sono centro di uno scandalo perché ritenute pericolose. Impiantate in Italia dal 2001, sono state prodotte dall'azienda di Jean-Claude Mas, ora arrestato dalle autorità francesi.
Mas usò un un gel siliconico "low cost", diverso da quello dichiarato, che si è dimostrato pericoloso sia per il maggior rischio di rottura delle protesi, sia per le reazioni infiammatorie. Nessuna evidenza, comunque, di «rischi cancerogeni» come ha ribadito il ministro della Salute, Renato Balduzzi, illustrando alla commissione Sanità del Senato, i dati del "censimento" voluto dal ministero dopo lo scandalo.
Il ministro, così come indicato dal Consiglio superiore di sanità, ha dichiarato che il servizio sanitario nazionale si farà carico delle sostituzioni delle protesi difettose anche quando impiantate per fini estetici, se ci sarà «l'indicazione clinica specialistica».

Personalmente, se non si è trattato di un intervento ricostruttivo di mastoplastica, non credo corretto che i contribuenti debbano pagare per avere più maggiorate in circolazione: che facciano causa all'azienda o ai chirurghi plastici e si facciano restituire il maltolto...
Intanto i chirurghi plastici hanno denunciato sia la società francese che l'ente certificatore, chiamato ad effettuare i controlli, perché, dicono, «siamo parte lesa, come le pazienti», così loro, magari, saranno in grado di guadagnarci due volte, mentre noi contribuenti ci rimetteremo e basta....
Gli interventi con le Pip sono stati effettuati soprattutto nel Nord Italia, 1.695, quasi uno su due di quelli effettivamente dichiarati al momento.
Sembra che l'incidenza delle Pip sul totale degli impianti di protesi mammarie degli ultimi dieci anni è all'incirca del «3%». Per avere il dato definitivo, ha spiegato il ministro Balduzzi, si dovrà aspettare ancora qualche settimana, perché mancano all'appello ancora alcune Regioni (e, al solito, Sicilia e Basilicata in toto, mentre la Campania ha fornito solo numeri parziali).
Un intervento può costare sino a 10mila euro: un totale di ben 45 milioncini che i contribuenti (quelli che pagano le tasse) potrebbero sobbarcarsi...
Ma spenderne molto meno per fare una "cernita" dei casi estetici???
Marco Masini

1 commento:

  1. sono più che d'accordo, il servizio Sanitario Nazionale deve essere presente per curare non per servizio estetico di belleza

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