martedì 7 febbraio 2012

Facciamo presto a recuperare la villetta ex-mafiosa: il degrado avanza.

A Rozzano la mafia (quella tosta, con armi in pugno e grinta facciale) non ha mai attecchito.
Da noi c'è stato in passato un diffuso malaffare di seconde linee, che vivevano di spaccio, truffe e rapine da borgata, cresciute grazie ad un sottobosco fertile di povertà e ignoranza, figlia di un'emigrazione di massa che ha catapultato in pochi chilometri quadrati "un'umanità in cerca d'autore".
La fase più acuta si ebbe, negli anni recenti, con la strage di Cosco del 2003, condannato a 20 anni, per debiti di droga, ma si è trattato, appunto di un picco isolato.
La città reagì scendendo nelle strade in massa (e venne creato il nome della lista che avrebbe portato Maria Rosa Malinverno a contrapporsi al suo assessore D'Avolio nel 2009: "Io Amo Rozzano", apposto sulle maglie dei partecipanti).

"Poca sicurezza", accusava il sindaco Malinverno, e di lì a poco si ebbe la nuova Tenenza.
Abbiamo avuto sul territorio la visita, ma solo quella, di eccellenze della mafia come Dell'Utri, che in un capannone di Rozzano incontrava compagni di Cosa Nostra per organizzare i loro traffici di droga e contraffazione.
Ma l'unico significativo lascito di mafiosi men che straccioni è la villetta di viale Molise, sequestrata dalla forza pubblica e da allora finita nel patrimonio comunale in attesa di destinazione.
Oggi quella villetta di viale Molise è lasciata all'incuria, e se non ci si sbriga a farla tornare operativa per il territorio, il costo di ristrutturazione potrebbe salire.
L'assessore Pasqui, in una recente commissione consiliare dello scorso dicembre 2011, ha preannunciato l'intenzione della Giunta di proporne la conversione in Centro Anziani. "Si intende sperimentare con Enti a carattere sociale un nuovo approccio di tipo "collettivo", con mini-appartamenti per un target specifico (donne sole con figli, uomini divorziati, ....), con consorzio di imprese a carattere sociale. Il bene verrà assegnato con gara ad evidenza pubblica".
Oggi la villetta è in uno stato di lento degrado. Giardino in fatiscenza, infissi soggetti alle intemperie e struttura complessivamente ancora adeguata ad essere riutilizzata. Ingressi indipendenti potenzialmente possibili, e spazio per l'aggregazione all'aperto.
Speriamo che il progetto sia realizzato quanto prima, per non disperdere un valore oggi noto o doverci mettere più denari del previsto.
Marco Masini


 

















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