domenica 22 gennaio 2012

Parco Sud, Rosate: riflessioni ed approfondimenti sulla Schattdecor. Confermiamo la CRITICA


Nulla è mai come sembra. Anche per la vicenda dei 55mila metri quadrati di estensione entro il Parco Sud dell'azienda tedesca di Rosate Schattdecor, un necessario approfondimento mostra diverse spigolature che devono essere tenute in conto.
Vediamo qualche retroscena.

Schattdecor è una delle realtà occupazionali più importanti di Rosate. Circa 140 dipendenti, secondo informazioni indirette nel sito di Rosate, e 1300 in tutto il mondo. Si tratta di un'azienda leader nella  stampa rotocalcografica, all‘avanguardia europea. 13 sedi a livello globale, di cui 11 produttive, che spaziano dal Sud America alle zone dell'Asia-Pacifico. In Europa, oltre a Rosate, Germania (Thansau) Svizzera e Polonia.
Il Comune di Rosate, a seguito della localizzazione in loco, ha pure denominato la via dove si trova Schattdecor con il nome della città della sede tedesca. Nel 2011 avrà chiuso i bilanci con un fatturato globale di circa 460 milioni di euro.
Nel 2011 sono state aperte nuove attività produttive in USA, Turchia e Russia e hanno fatto un grande investimento per un nuovo centro ricerca tecnologico nella sede tedesca.
Nata a seguito dell'acquisizione di uno stabilimento delle Cartiere Sottrici Binda nel 1995, trasferisce la sede e gli impianti produttivi a Rosate nel 1997, in uno stabilimento di 33mila metri quadrati diretto da un tedesco,  Dieter Hüttlinge, e coadiuvato dal dott. Lozza.
Schattdecor, con questo investimento, intenderà dar seguito alle richieste provenienti dal mercato del bacino mediterraneo, e nella letteratura aziendale ha un peso importante, sempre rappresentato al terzo posto dopo la sede della casa madre e quella polacca.
Lozza (Schattdecor) al Trofeo Rosate
Schattdecor, come tutte le aziende tedesche e globali, tiene molto agli aspetti di carattere "green", ed infatti ha impostato una politica di "filosofia ambientale" e "politica ambientale" alquanto stringenti ed impegnative, per le quali si misurano e vengono misurati. Quindi è un tasto che interessa.
A Rosate Schattdecor si mostra subito un importante stakeholder (portatore di interessi ed interlocutore del territorio). Sponsorizza e partecipa ad eventi sportivi come il Trofeo Rosate di ciclismo e, con delibera della Giunta comunale, provvede a donare nel marzo 2011 l'importo necessario all'acquisto di un'auto per la locale pattuglia di Carabinieri.
Del Ben - Rosate
Insomma si tratta di un interlocutore importante e privilegiato per il territorio.
Vediamo poi la sequenza degli eventi politici.
La richiesta della Schattdecor è arrivata al Comune di Rosate nel 2009, con una Giunta che ha poi lasciato nel maggio 2011 la "cadrega" per dare spazio ai nuovi amministratori.
Gli atti del nuovo Sindaco Daniele Del Ben in direzione della Schattdecor non sono stati molti, se non supportare un processo già avviato dal suo predecessore Pasi Pierluigi. Ha infatti convocato la Conferenza per la VAS (giugno 2011) ma ogni atto di trattativa con l'Azienda e la predisposizione degli atti è in capo all'Amministrazione precedente.
Ecco la pagina del sito del Comune di Rosate con tutti gli atti del procedimento della variante al PGT.
Un documento interessante, per comprendere la vicenda, è l'informativa sull'accordo di programma al Consiglio Comunale del ex-sindaco Pasi del dicembre 2010.
P. Pasi - Rosate
In questa seduta del consiglio, il futuro sindaco Del Ben arringava la Giunta di allora chiedendo la "compensazione ambientale" con un'area (Le Fornaci) ipotizzata con l'ex assessore provinciale Brembilla per il mantenimento della superficie agricola del Parco Sud. Invece, lamentava, si procederà con un accordo che non prevede compensazione... Da che pulpito!
Oggi, come sindaco, riconferma la scelta di Pasi.
E si arriva al procedimento.
Tutta l'amministrazione pubblica - dal Comune, alla Provincia - ha proceduto sotto lo scacco e la minaccia del mantenimento in essere dello stabilimento, accontentandosi di un leggero incremento (20?) dell'occupazione.
Stante le condizioni su ricordate per lo stabilimento di Rosate della Schattdecor, mi sembra molto improbabile una sua chiusura o riduzione: si tratta di un sito di alto pregio per l'Azienda, che copre un'area vasta del Mediterraneo, con elevata qualità produttiva e abbastanza unico (ha una produzione europea esclusiva del "melanine foil", e di "finish foil"; solo la produzione di "printed decor paper" è diffusa in europa; dati tratti dalla brochure corporate). La consistenza dello stesso già in essere, 33mila mq, non consente ad un interlocutore di pensare che l'Azienda se ne possa andare, quanto, a contrario, che non potrà che cercare accordi che le consentano di valorizzare l'investimento.
Progetto nuovo sito Schattdecor
Quindi, la base politica della trattativa è stata sbagliata da tutti, anche dal precedente Sindaco Pasi, che nella relazione d'altronde, evidenziava come:
1) Schattdecor aveva presentato la richiesta nel 2009;
2) da aprile 2010 aveva ribadito la necessità di ampliamento a seguito dell'introduzione di 3 turni di lavoro sui 7 giorni della settimana e un trend produttivo in crescita....
3) (ed ecco la "favola" a cui non si doveva credere) la Schattdecor avrebbe spostato parte della produzione Italiana all'estero se non fosse stata soddisfatta nella sua richiesta.
Siamo nel 2012, ed i risultati economici - ben per loro - sono stati ottimi anche per il 2011. Lo stabilimento di Rosate è centrale e strategico per l'Azienda. I Clienti del mondo delle finiture per l'arredamento italiani sono tra i più importanti. L'Azienda continua ad investire, e deve continuare a produrre per alimentare il reddito del gruppo guidato da Reiner Schulz, Chief Executive Officer della Schattdecor AG, Thansau.
E. Guastamacchia
Devo, in conclusione, restare sulla posizione che ho espresso in modo meno circostanziato nel post precedente e convenire con Emilio Guastamacchia, assessore rozzanese di Corsico che ha sostenuto - dopo il voto di astensione del suo Comune all'assemblea dei Sindaci del Parco Sud - che "avere un nuovo stabilimento per garantire qualche unità lavorativa in più, [...]" non può essere una ragione per non tenere conto dei vincoli del Parco, che "le modifiche alle norme tecniche di attuazione rappresentano una della prime occasioni di esclusione dei vincoli del Parco" che non dovevano poter essere abbandonate, e che "la compensazione ambientale scelta, cioè la realizzazione di ciclabili, che non rientra certo nella vocazione agricola dell'area protetta”.
Il voto dell'Assemblea dei Sindaci del Parco Sud era, comunque, meramente consultivo, e quindi non vincolante per la provincia ed il Parco, ma sarebbe servito a dare un segnale. Probabilmente convenienze politiche di relazione inter-partitica e geografica hanno suggerito di soprassedere.
Ciò non di meno, sembra ci fossero spazi - non verificati a sufficienza? - di compensazione non sufficientemente esplorati: questo è il vulnus politico.
Marco Masini

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