giovedì 29 dicembre 2011

Solo il 50% della nostra carta "riciclata" viene riciclata: noi cittadini e amministratori dobbiamo migliorare!


Le operazioni di scarico del "raccolto"
Come San Tommaso, se non vedo non ci credo. Oggi mi sono occupato di riciclaggio della carta!
Armato di voglia e tempo (ci sono le feste), ho seguito uno dei camion di AREA per verificare la sorte della carta raccolta tramite i cassonetti per la differenziata.
Allontanatosi verso Pieve Emanuele, il camion non ha fatto molta strada: si è recato a Fizzonasco, dove c’è un’Azienda dedicata alla raccolta e selezione della carta raccolta in maniera differenziata: Dimo Cart. Per capire bene le operazioni e il trattamento, mi sono presentato al titolare ed ai lavoratori intenti nelle operazioni di accoglimento dei camion di Area, intrattenendomi con loro a capire le operazioni.

Tanto per cominciare, la nostra carta è quasi a “chilometri zero”: da Rozzano a Fizzonasco sono solo due chilometri! Questo comporta un minore quantitativo di inquinanti immessi in ambiente dagli automezzi.
La fila dei camion Area di
fronte a Dimo Cart
La Dimo Cart tratta tutta la carta riciclata del Sud Milano, circa 2mila quintali al giorno (!!!, e dicono d’essere piccoli).
Il ciclo della carta, dal punto di vista economico è per loro abbastanza semplice. Le loro entrate sono costituite dalla vendita della carta in “balle” a peso alle cartiere, e i loro costi, oltre a quelli di struttura, derivano dal pagamento al Comieco (Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica) della materia prima, e cioè la carta loro conferita da Area e dalle altre società per il trasporto e gestione della differenziata. Alla fine la Dimo Cart è un’azienda di commercio.
Le operazioni che si svolgono presso il loro sito sono semplici: ad orari predeterminati, i camion entrano nel loro cortile, vengono pesati (peso lordo = peso netto della carta + la tara del mezzo), e scaricano il loro contenuto. Gli operatori della Dimo Cart, con appositi mezzi a presa laterale, spostano la carta ed il cartone in aree dove verrà effettuata un’operazione grossolano di vaglio. La carta verrà poi indirizzata ad una pressa che realizzerà le balle.
Selezione e spostamento
Il vaglio fine verrà fatto nelle cartiere, ma a vista è possibile valutare la qualità del “raccolto”. Tanto più è uniforme e conforme, maggiore ne è il pregio ed il valore economico.
Entrando nel merito, con i lavoratori abbiamo guardato il conferito dei camion Area di Rozzano. Tenendo conto del fatto che si tratta di un periodo molto particolare e “sfortunato” (in Natale, dove l’attenzione delle persone è molto più bassa e la carta regalo plastificata molta di più), devo dire che i due camion dei quali ho seguito le operazioni non erano malissimo. A dir la verità, uno migliore (da Ponte Sesto) ed uno peggiore (da Viale Lombardia).
Migliore o peggiore è un’indicazione importante, perché può comportare un aggravio dei costi per Dimo Cart dovuto alle operazioni di selezione, e a un maggior costo per Area (che paga Comieco).
Un pessimo carico...
In generale, a Rozzano la qualità del conferito non è buona. Circa il 50% della carta e del cartone sono utilizzabili per il vero e proprio riciclo, il resto finisce in discarica. In un lato del capannone ci sono cumuli di plastica pre-selezionata e mucchi di rifiuti veri e propri. Gli operatori mi segnalano come, in particolare da certe zone di Rozzano, arriva della vera e propria spazzatura, in particolare da Viale Lazio, e, a seguire, dall’Aler. Ciò costituisce un problema, perché se la qualità non migliora complessivamente non ci sono spazi economici per realizzare dei risparmi che consentirebbero di ridurre i costi di gestione per i cittadini.
Area fa una verifica a campione del raccolto su base mensile: inviano una persona che fa più o meno ciò che ho fatto io. Sta di fatto che non c'è, nè sul territorio nè presso il conferimento una valutazione oggettiva della qualità.
L’abilità degli operatori è notevole, ed in pochi minuti selezionano e trasportano il riciclabile nell’apparecchiatura per l’imballaggio e da qui al deposito per il successivo trasporto in cartiera.
La mia osservazione sullo scaricato mi ha permesso di vedere che l’educazione al riciclaggio è ancora molto basa. Nella carta finisce plastica, carta plastificata, tetrapak, nastri e nastrini, ma vi abbiamo trovato anche veri e propri sacchetti della spazzatura e … un albero di Natale!
La riduzione dei costi passa da un miglioramento deciso della raccolta che deve, però, essere incentivato. Su questo fronte non c’è censo o livello sociale che tiene. Ricchi e meno abbienti possono, tutti, fare di più. Se da Viale Lazio arriva un riciclato di pessima qualità, il Comune dovrebbe far pagare a quei condomini molto di più che ai cittadini di Ponte Sesto (riferendomi a quanto visto), o comunque, e meglio ancora, si dovrebbe intervenire a livello di condominio. I mezzi ci sono, e la gestione, dal punto di vista amministrativo ne beneficerebbe complessivamente, a tutto vantaggio dei cittadini, in particolare di quelli virtuosi.
La visita 
Dopo aver ringraziato il signor Di Molfetta mi sono allontanato, e percorrendo questa zona di Fizzonasco particolarmente degradata – sembra d’essere a Bengasi, non in Italia – me ne sono tornato a casa con un nuovo fronte di critica e confronto….

Marco Masini












IL deposito


















Lo scarico nel cortile


















La compattazione in balle

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.