sabato 3 dicembre 2011

PGT Rozzano: ulteriore commissione Territorio all'insegna del confronto



Ieri sera, 1 dicembre, si è tenuta una ulteriore seduta di approfondimento del PGT in Commissione Territorio. Il tema trattato, in particolare, è stato quello dell'Housing Sociale, una nuova formula per fronteggiare il problema dell'emergenza casa a costi contenuti e con l'obiettivo del miglioramento del cosiddetto mix sociale.
A questo scopo, è stata invitata dal Presidente e dall'assessore Gaeta, l'assessore alle politiche sociali Miriam Pasqui.
La discussione si è protratta a lungo su sollecitazione dei consiglieri Gabriele e Valli, che hanno anche presentato proposte operative per la gestione delle problematiche sollevate e per l'area Cabassi, vero centro del volano per i futuri sviluppi strategici di Rozzano.
In modo del tutto atipico, il Presidente, prima della conclusione, ha dato parola ad una cittadina (Adriana Andò) per porre delle domande ai commissari. Ma, invece di domande, ha sostanzialmente voluto affermare che il PGT, a suo dire (amici al TAR?), non potrà essere valido perchè non si è fatta un'assemblea pubblica preventiva nella fase di preparazione. Inoltre che a lei e ai suoi 2000 amici su FB non piace...
Il tono e i modi tutt'altro che costruttivi non hanno trovato grande accoglienza da parte di nessuno dei commissari.
Nel seguito invece nel dettaglio i principali contenuti degli interventi.
Pasqui: "Supporto alle famiglie normali; con il nuovo regolamento ERP entrano solo i disperati"
Valli: "che il Comune guidi lo sviluppo formando entità a maggioranza pubblica"
Gabriele: "i dati sono incompleti, i bisogni altri o comunque va meglio chiarito come Cabassi realizzerà il mix"
Gaeta: "Dal mix enormi vantaggi ambientali e di qualità per la città esistente!"

Marco Masini





Pasqui: "Supporto alle famiglie normali; con il nuovo regolamento ERP entrano solo i disperati"
"Sono stati realizzati molti incontri con gli Stakeholders, inclusi i sindacati degli inquilini, i costruttori, che mai vengono consultati per la preparazione del PGT. Questo ha portato a raffinare ed inquadrare al meglio le reali problematiche della casa sul territorio.
La conclusione alla quale siamo giunti è che la grande quantità di richieste di alloggi in edilizia residenziale pubblica sono figlie della grande offerta che si sviluppa sul territorio per la grande presenza di alloggi ERP. Chi vive nelle case popolari, richiede la casa popolare. Il tema del bisogno di canoni molto modici esiste, è figlio del grande disagio derivante dalla situazione di crisi economica attuale, ma in realtà, a Rozzano, è un bisogno "gonfiato". 
I bandi ERP sono ormai inaccessibili per le persone che non hanno comunque una possibilità di accesso ai canoni privati; non possono entrare nell'Aler perchè bisogna essere realmente al di sotto della soglia di povertà.
A Rozzano, negli alloggi Erp acceddono spesso persone appartenenti a quegli stessi nuclei familiari che già vi abitano, che si frammentano e che, comunque, sono fortemente compromessi dal punto di vista sociale. Spesso le loro entrate sono in "nero", e sfuggono ai controlli, e che gli consentono quindi di rientrare nei parametri per l'accesso.
Nelle case popolari non accedono più le famiglie "normali".
Abbiamo quindi individuato la soluzione nell'Housing sociale, con canone moderato e patto di futura vendita. Queste tematiche hanno consentito un approfondimento nel PGT del tema del bisogno. 
A Rozzano si fanno circa 120 assegnazioni all'anno, c'è molta attenzione al recupero degli alloggi per decesso, occupazione, ... e le assegnazioni vengono fatte (caso quasi unico in Lombardia) nelle condizioni dello "stato di fatto", con i miglioramenti apportati riconosciuti nel canone. Questo consente di evitare le occupazioni, ed al tempo stesso di permettere almeno le manutenzioni degli appartamenti. Aler non ha più le risorse per la sistemazione degli alloggi, ed in questo modo, una parte del problema lo si affronta cogliendo due opportunità.
Queste valutazioni ci hanno consentito di individuare il modello per la realizzazione dell'Housing Sociale.
Lo sviluppo di uno strumento di questo tipo consente la formazione di un mix sociale di più elevato livello. 
Esempi a Milano sono rappresentati, ad esempio, alla Barona, con l'iniziativa della Fondazione Cassoni.
Come si realizza questo progetto? L'ipotesi di lavoro è vincolare il privato alla realizzazione di edifici i cui canoni saranno realmente sostenibili, e con il patto di futura vendita. 
Rozzano ha 7000 alloggi Aler, una gran quantità di edilizia convenzionata (L. 167), ed il vero privato è pochissimo.
Preannuncio che nella casetta sequestrata alla mafia di via Molise non verrà realizzato un Centro Anziani. Si intende sperimentare con Enti a carattere sociale un nuovo approccio di tipo "collettivo", con mini-appartamenti per un target specifico (donne sole con figli, uomini divorziati, ....), con consorzio di imprese a carattere sociale. Il bene verrà assegnato con gara ad evidenza pubblica. L'idea è quella di un villaggio solidale i cui servizi si sostengono con il canone, che per trovare un equilibrio economico richiede unn numero minimo di appartamenti.
Nel villaggio solidale della Barona, la Fondazione Cassoni versa centinaia di migliaia di euro, ed anche in via Molise sarà necessario cercare un contributo.
La definizione delle caratteristiche del bando per l'accesso sarà complessa, ma in tutto questo, come nel progetto di Housing Sociale complessivo anche in area D3 il tentativo è realmente quello di governare il processo del privato con un'influenza virtuosa basata sul bisogno".



Valli: "che il Comune guidi lo sviluppo formando entità a maggioranza pubblica"
"Questo piano non potrà trovare attuazione perchè oggi si vive, anzi non si vive con €1000 al mese. A queste cifre si può pensare solo ad una casa popolare. Il comune di Rozzano gestisce da più di 20 anni una situazione insostenibile.
Negli anni '60, Quel Sindaco disse si ad Aler per la costruzione del più grande agglomerato di case popolari nella provincia, e da allora sosteniamo i bisogni di alloggi popolari per tutta la provincia. Ecco da dove sorge il bisogno di Housing Sociale!
Nel passato sono state fatte anche assegnazioni senza requisiti! Già nel 1997 segnalai di realizzare nelle nuove costruzioni appartamenti da concedere ad affitto calmierato...
In Viale Lazio le case, l'Housing Sociale, è stato fatto per poi vendere le case a Sindaci e Vice Sindaci con procedure chiaramente di favore. Si sono oltrepassate le prerogative.
Quando si parla di mix sociale bisogna fare attenzione, e guardare a ciò che è stato fatto nel passato: tutte le costruzioni di Rozzano sono state realizzate da COOPERATIVE, e ce ne siamo ben guardati dal richiedere (e si sarebbe potuto) di costruire o assegnare appartamenti con "scopi sociali".
Se la D3 non viene "messa in sicurezza", ci sarà il gioco delle tre carte, con assegnazioni facilitate.
C'è un problema sociale da affrontare? Si porta Cabassi a Rozzano e gli si fa una proposta: la formazione di società ad hoc con il 51% del Comune per governare realmente il processo. La realizzazione dell'Housing Sociale lo si potrà portare a termine in quel modo!
Basta con gli oneri a scomputo...
A tal proposito, bisogna mettere "in sicurezza" anche le partecipate".
L'Aler è sempre stata gestita "da schifo", e tutti i problemi sono ricaduti sui Comuni. Problemi di manutenzione, occupazione, contenzioso, ... e tutto ciò dipende da chi fai entrare, e questo, nella sua forma generale, non dipende dal Comune. Quaranta o cinquanta anni fa entravano nell'ERP dignitosi lavooratori che alla casa ci tenevano. La casa, anche popolare, è il luogo dove si forma la cultura popolare, dove crescono i figli, l'Abitazione. Chi ci vive ci dovrebbe tenere, ma non lo fa.
Oggi si vuole governare l'interesse privato, ma perchè non lo si è fatto con le cooperative che hanno costruito sul nostro territorio? Esse hanno agito in un regime di monopolio, ed hanno contribuito a fare del territorio rozzanese un mercato unico, che ha fatto e disfatto il prezzo delle case. Il prezzo di mercato dovrebbe essere quello che permette di accedere alla fascia di popolazione alla quale si guarda...".



Gabriele: "i dati sono incompleti, i bisogni altri o comunque va meglio chiarito come Cabassi realizzerà il mix"
"Nei Forum di confronto sul PGT si sono esclusi i Partiti. Questa sera restiamo per consentire lo svolgimento della Commissione, ma ancora una volta una parte della maggioranza non supporta/sopporta il dibattito.
L'impegno e gli sforzi per rispondere al bisogno di casa è riconosciuto. Ma alziamo la testa e volgiamo lo sguardo all'area metropolitana. Qual'è il bisogno da questo punto di vista sull'aspetto abitativo?
Mancano dei dati: il numero di abitanti nelle case popolari, le condizioni reddituali, ... Se il bisogno segnalato è per le case popolari, perchè costruire abitazioni non popolari?
In questo modo si facilita una migrazione per la costituzione di un polo di attrazione altro rispetto al bisogno locale.
Nel 1978 votai, come segretario del PCI, contro alla realizzazione dell'RZ6, per fare, invece, un'area di risposta all'insediamento Aler, che ha sempre avuto al suo interno "problemi strutturali". Avremmo voluto coinvolgere università, fondazioni, ... Il "meticciato" sociale rischia di portarci al problema conclamato tipo banlieau parigine.
Mi sarebbe piaciuto avere anche un dato: quello sulla provenienza dei nuovi cittadini negli anni, rozzanesi o foresti.
Negli anni '80 i genitori diedero una mano per l'acquisto della casa dei figli, oggi non è più così. Oggi un giovane è giovane sino a 40 anni. E con meno di €1000 al mese non possono più abbandonare i genitori. Non potrebbero comunque pagare il canone Aler...
La serietà del tema è estrema, ma mancano dati per una riflessione adeguata, gli elementi conoscitivi. Sembra tutto troppo superficiale. Non si conosce abbastanza bene la realtà nella quale viviamo.
Ad esempio, perchè 2400 alloggi residenziali nella D3? Si parla di realizzarli di alta qualità, quindi i prezzi saranno conseguenti: chi avrà accesso a quelle abitazioni?
Sul territorio di Rozzano c'è un grave problema, quello dell'invenduto del già costruito. Si parla di una quota del 40%!
Alcune domande bisogna porsele. Come concorrono al prezzo finale i costi di costruzione? Quali sono i prezzi dei terreni e come questi influiscono sul costruito? Ci sono delle condizioni di monopolio che elevano artificialmente i prezzi?
Un buon esempio, visto che il passato ha fallito, sarebbe stato gestire le trattative con il Privato invece che con le Cooperative, con il quale si avrebbe un maggiore margine di trattativa.
I 2400 appartamenti come si conformano nel progetto del Villaggio Solidale?
La forma della città esercita un'influenza sui cittadini del futuro.
Le entrate di quel progetto dove finiscono? Come queste si riverseranno sull'esistente? Quali sono i progetti concreti?
Se si perdono in mille rivoli, per ripianare debiti di partecipate e altro, si perdono dei vantaggi.
Infine, il PGT è sempre stato all'ordine del giorno del Consiglio Comunale, quindi non c'era la volontà di riaprire realmente una discussione.
Ci sono diritti acquisiti sul terziario. Ma oggi si presenta un MIX, e con questa definizione i Cabassi hanno già raggiunto un buon risultato in termini di "urbanistica contrattata". "
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Gaeta: "Dal mix enormi vantaggi ambientali e di qualità per la città esistente!"
"Nell'area D3 c'è il dato di fatto del vigente PRG. Un PRG del 1989. La costruzione del mix terziario/residenziale ci interessa, ed interessa al privato. L'incontro dei bisogni ha determinato la possibilità di governo del processo.
L'Amministrazione non voleva replicare un'area alla Milano Fiori, che vive di giorno e muore di notte.
Si sono fatti importanti passi in avanti dalla prima bozza di piano: oggi le costruzioni limiteranno il loro impatto perchè saranno tutte in Classe energetica A, non per un costruendo di elité, ma per creare agio abitativo ed un ridotto impatto ambientale. Questo potrà portare a risparmi energetici notevoli e minori costi di gestione.
Il PGT è ormai in discussione da un anno e mezzo. Il coinvolgimento delle associazioni e dei privati è  stato fatto volutamente senza il cappello della politica. Si è ascoltato anche chi normalmente non ha diritto di parola e non enntra nei processi e nei meccanismi della politica.
Dopo l'adozione non si partirà da zero, e si parlerà alla città a livello centrale e nelle frazioni.
Ci sarà ancora spazio per le osservazioni.
A gennaio ci sarà una commissione specifica per parlare dei centri anziani, e l'assessore Pasqui ha fatto bene ad anticipare il tema della casa di via Molise.
Cosa viene lasciato alla città esistente?
I "contributi di sostenibilità", derivanti dalla trasformazione del terziario in residenziale. Verrà interrato l'elettrodotto, un nuovo scavalco sul naviglio dal parco 1 per unire le due parti della città, operazioni di efficientamento del patrimonio pubblico (per realizzare una riduzione dei costi gestionali), fotovoltaico, e molto altro, tutto sull'esistente.
Con il terziario non ci sarebbe stato alcun contributo, se non quello destinato per gli oneri.
Come ogni operazione verrà realizzata sarà definito dai Piani Attuativi.
Inoltre, ci si aspetta che i proprietari della D3 ristrutturino il Castello, al fine di ottenerne un utilizzo parzialmente pubblico."

2 commenti:

  1. Marco, scusa, io spesso non condivido i toni della sig.a Andò, ma la perplessità relative al fatto che del PGT la popolazione non sa nulla sono indubbiamente legittime!
    Cosa è stato fatto per informare i cittadini?

    Il sito internet e la documentazione contenuta all'interno è un insulto all'intelligenza umana: la documentazione è incompleta (il piano delle regole ad esempio è pieno di punti di domanda o spazi in bianco) o imprecisa (tavole contenenti numeri senza che questi abbiano dei richiami in nessuna legenda). E voglio tralasciare il fatto che la visibilità che in maniera predeterminata il sito internet ha dato al percorso del PGT è inferiore (e di molto) a quella data alle chiusure aziendali dell'AMA o alle mostre dei funghi).

    Ho letto poi la frase riportata dall'assesore GAETA "Il coinvolgimento delle associazioni e dei privati è stato fatto volutamente senza il cappello della politica" e mi sono fatto una grassissima risata: io sono un privato e nessuno mi ha mai coinvolto. Se coinvogere un privato vuol dire per il sig. (o dott?...abbiamo assessori laureati?) Gaeta chiamare l'amico e raccontargli tra una birra e un pop corn quali sono le intenzioni dell'amministrazione forse ha una visione un po' distorta del metodo partecipativo che sta alla base del PGT.

    L'informazione l'ha fatta forse il VIVIROZZANO? Solo a scrivere una cosa del genere non riesco a trattenere le risate!

    Insisto...io non critico i contenuti, per il semplice fatto che è impossibile giudicarli in assenza di informazioni. Critico il metodo visto che di partecipativo non c'è stato poco ma nulla!

    In ogni caso mi appunto la frase "Dopo l'adozione non si partirà da zero, e si parlerà alla città a livello centrale e nelle frazioni."...io la interpreto, da subito, come la volontà e l'impegno di venire a raccontare qualcosa in assemblee pubbliche (e non in incontri priovati tra birra e pop corn)nelle varie frazioni...ma so che probabilmente verrò smentito dai fatti!

    Federico Lesmo

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  2. Federico, la partecipazione non è un fenomeno ordinato, quanto piuttosto una manifestazione entropica che aumenta con il procedere del tempo; come il disordine termodinamico, il numero degli eventi osservati aumenta al passare del tempo, determinando un caos che se non controllato riducendo la "temperatura" non determina trasformazioni utili.
    Vengo da un'esperienza giovanile di anarchia e movimentismo, e l'insegnamento che ne ho tratto è che se non si "guidano" i processi di partecipazione non se ne ricava nulla di buono. Quale approccio per realizzare una guida moderata, positiva e non impositiva prescindendo da manifestazioni ieratiche e rivelazioni? produrre documenti sui quali riflettere, azioni da condividere e strumenti di consultazione da porre all'attenzione dei "partecipanti", che finalmente troveranno una linea sulla quale dibattere e offrire spunti e consulenze...
    Ecco perchè ritengo che la scelta dell'Amministrazione di arrivare a realizzare un documento di cui aveva ed ha - a prescindere - l'onore e l'onere, sia quella giusta.
    Tieni presente che il PGT non nasce dal nulla: c'è stato un processo di costruzione partito nel 2005 e che ha trovato una prima forma nel documento "di inquadramento delle politiche urbanistiche" realizzato dalla scorsa amministrazione D'Avolio, che conteneva, in nuce, la gran parte delle considerazioni esplicitate in questo PGT, salvo le correzioni dei nuovi partecipanti alla vita pubblica e di chi entrava con una nuova funzione a contribuire alla stessa.
    Fuori dalla "metafora": condivido la scelta. Oggi la città potrà riflettere su qualcosa di concreto, non generare un documento che altrimenti avrebbe richiesto anni o un decennio....
    "Libertà è partecipazione" se con le caratteristiche di cui sopra: anche i referendum (consultivi o propositivi, indicati come massima espressione popolare e democratica) si realizzano su proposte concrete!!
    Ciao
    Marco

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