martedì 6 dicembre 2011

5 dic. 2011 - Consiglio comunale: adottato il PGT

Il secondo punto all'ordine del giorno di ieri sera è stato quello relativo all'adozione del PGT, il Piano di Governo del Territorio, per la programmazione urbanistica della città.
Riporto qui di seguito il mio intervento in Consiglio Comunale (con video - stile Currò - in attesa della diretta....).


"In qualità di Presidente della Commissione Territorio, devo ringraziare l’Amministrazione, i Tecnici, i Consulenti e soprattutto tutti i Commissari per la partecipazione e la disponibilità manifestata durante questi mesi. Un particolare ringraziamento all'assessore "passione" Gaeta e all'architetto Panzarino.

Il percorso del PGT, iniziato nel Maggio 2010, arriva oggi ad una prima conclusione con la cosiddetta ADOZIONE, la presentazione, cioè, alla cittadinanza di un documento derivato dall’elaborazione e dalle proposte di questa maggioranza.

La prima bozza dei documenti è stata presentata il 18 novembre 2010, e da allora ha subito qualche variazione, ma partiva da una struttura nota e che doveva essere consolidata, ma che già delineava alcune intenzioni e prospettive di sviluppo: il documento di inquadramento territoriale del 2008, che, in anticipo rispetto all’avviamento del procedimento per il PGT, apriva nuove prospettive prescindendo dal vecchio strumento urbanistico che era il PRG. (Continua...)

A febbraio 2011, si è svolta la conferenza dei servizi per la VAS (Valutazione ambientale strategica), documento prodromo alle successive elaborazioni.

Per poter raccogliere ogni contributo dal territorio, si sono tenute riunioni a tema con gli stakeholder, con i portatori di interessi, tra cui le associazioni, gli ordini professionali, gli enti.

Sono stati consegnati in quell'occasione i questionari per raccogliere le osservazioni, giunte numerose, che hanno avuto la scadenza del 23 aprile 2011.

Anche l'Arpa è stata coinvolta, ed un incontro specifico si è tenuto in Aprile, che ha consentito, così, di chiudere la prima fase.

Ulteriori incontri si sono avuti anche con singoli e comitati, ad ottobre 2011, in incontri specifici e ristretti, per affrontare problematiche specifiche sollevate nella fase di redazione della bozza di Documento di Piano.

Nella commissione Territorio del 12 luglio sono stati presentate le prime bozze dei documenti che accompagnano il Documento di Piano e completano il PGT: il Piano delle Regole ed il Piano dei Servizi.

Il PGT dovrà regolare lo sviluppo fisiologico della città. Dovrà contenere gli obiettivi strategici più importanti per il prossimo futuro.

Il DdP è sicuramente un documento politico, ma che ha già ottenuto il contributo della città, e che sarà, come indicato dalla Legge Regionale istitutiva del PGT, un documento vivo, in perenne e costante aggiornamento.

Ogni 5 anni, mantenendo vivo un presidio per il monitoraggio delle trasformazioni territoriali, e dico io, anche sovra comunali, si procederà ad un aggiornamento per consentirne la sempre e costante adesione alle necessità del momento. Esse potranno quindi cambiare in virtù delle condizioni economiche e sociali della città.

Il PGT propone elementi di attenzione ai documenti sovraordinati come il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale) e una nuova relazione con il vicino di casa, il Comune di Milano, in fase di rielaborazione del suo PGT, per farlo diventare molto più simile e sostenibile come quello di Rozzano.

Rozzano è passata da un periodo di contrazione della popolazione, sino al 2005, ad un periodo di espansione (2005-2010, da 28mila a 41mila abitanti).

E’ in aumento il numero delle famiglie, ma la loro composizione si sta riducendo (siamo oggi a 2,4 persone di media).

La popolazione sta velocemente invecchiando; l’indice di vecchiaia – il rapporto tra gli over 65 e i bambini tra 0 e 14 anni – è del 125%.

Gli ultimi Piani Integrati di Intervento approvati (Parco delle Rogge, Valleambrosia Nord e Sud) porteranno ancora cittadini.

I dati sull’occupazione sono scarsi ma non si vedono grandi modifiche. Alcuni grandi insediamenti “produttivi” e di servizio (Fiordaliso, Humanitas, Milano Fiori) hanno contribuito a non penalizzare il territorio.

Il precedente PRG ed il Governo, l’Amministrazione, del territorio hanno sempre reso disponibile alla città una qualità urbana e della vita molto elevata, e maggiore di ogni comune del circondario, al punto tale che esso continua a rappresentare un polo attrattivo per molte delle iniziative locali.

L’attenzione è sempre stata a destinare una rilevante quota degli oneri derivanti dalla rendita immobiliare all’interesse pubblico.

Oggi dobbiamo attenderci processi di sviluppo più lenti, legati alle dinamiche globali di recessione.

I problemi dell’edilizia sociale sono stati rilevati con i dati delle richieste di residenza alle case Aler.

Ogni anno sono presenti circa 1000 domande, le quali presentano un tasso di turn over (rotazione) di circa 200, tipicamente la “cima” della lista. Ciò implica la valutazione del bisogno di residenza a canone moderato.

Il PGT dovrà creare e creerà le condizioni urbanistiche per realizzare il soddisfacimento di questi bisogni; ad esempio, per i numeri appena citati, un PGT quinquennale deve prevedere almeno 150 alloggi all’anno che soddisfino tale richiesta, portando sul territorio operatori con ambizione sociale.

Le aree che dovranno prevederlo saranno il progetto Centro, l’area D3 ed alcune realizzazioni diffuse.

E’ un PGT che non parte da considerazioni economiche di mercato (comunque necessarie, dico io, per non renderlo inoperoso), ma sulle necessità dei cittadini.

Occorre far sì che i nuovi insediamenti permettano – direttamente o indirettamente – di completare il percorso di radicamento culturale dei rozzanesi.

Questo PGT propone la più grande acquisizione ambientale nella storia della città: gli interi comparti definiti F e G (per un totale di circa 1,2 milioni di metri quadrati), aree private parzialmente parte del Parco Sud. Saranno le aree a verde più vaste dopo quelle contenute nell'area D3 di Cabassi. Queste verranno messe in rete con percorsi ecologici, piste ciclabili e percorsi che ne permetteranno una buona connessione con tutta la città ed il centro.

Le acquisizioni avverranno senza esborso in denaro , ma utilizzando il criterio delle compensazioni urbanistiche ed ecologiche, caro alla Legge di iniziativa popolare di Legambiente del 2009.

L’importante trasformazione territoriale dell’area D3 – se, vista la situazione economica, mai avverrà - determina una alterazione ed una copertura permanente del suolo. La proprietà dovrà dunque farsi carico dell'impatto che questa determina sull’ambiente, di cui viene consumata una quota non irrilevante di risorsa-suolo.

Il processo di valutazione della sostenibilità dell’intervento è cominciato, e la richiesta di un contributo di sostenibilità è già parte di questo PGT.

In questo momento di pianificazione, non potendo mantenere le funzioni che erano previste dal PRG (tutto terziario), si è svolta una attenta valutazione sulla reale necessità di trasformare irreversibilmente il suolo della D3, anziché localizzare la funzione prevista in aree dismesse o sottoutilizzate. Ebbene, di aree di questo tipo con una superficie simile non ce ne sono. Si è puntato quindi a valorizzare al massimo il possibile intervento.

Siccome l’occupazione è inevitabile, il Comune di Rozzano interviene anticipando e facendo proprie alcune indicazioni del progetto di legge del 2009, con l’obbligo a carico del trasformatore di controbilanciare tale impatto, cedendo alla collettività - in altri lotti, in un intorno territoriale limitato al Comune - un credito ecologico (le aree che verranno immesse nel Parco Sud e la riduzione della superficie complessiva dell’intervento).

Questo credito ha la funzione di compensare quella sottrazione di valori ambientali e paesaggistici connessi all'esistenza di quella porzione di suolo che, pur con tutte le soluzioni mitigative poste in essere in fase progettuale, rimane da risarcire.

In altre aree si è trattato, in buona sostanza, di trasferire le volumetrie in zone “care” della città in altre zone meno pregiate dando un premio volumetrico. I trasferimenti saranno su aree comunali con indice di edificazione ben al di sotto di quello dato, ad esempio, dal comune di Milano con il nuovo PGT.

Questo sarà possibile perchè il trasferimento avverrà su aree pubbliche, del Comune, che intende preservare la qualità della città e non massimizzare il profitto. Infatti Milano ha un indice volumetrico premiale maggiore perchè il trasferimento avverrà su aree private!

Il valore dell'indice è stato calcolato per non appesantire la città ma nel contempo rendere possibile e conveniente lo spostamento, al fine di avere certezze per le acquisizioni ambientali.

Nelle aree di trasformazione si cercherà di rendere più facili le convivenze tra attività industriali e residenza.

Per fare ciò, nel PGT sarà previsto un indice che consenta l'omogeneizzazione , premiando le aziende che, in esercizio, manterranno la loro attività sul territorio. D'altronde, costruire industriale a Rozzano è molto più costoso (e quindi anti-economico) che in aree più periferiche, e dunque è necessario incentivare per una sorta di compensazione economica. Questo consentirà di attrarre aziende e lavoro.

Alcuni cenni sono stati fatti per ciò che concerne viale Lombardia, dove verranno eliminati tre distributori (di cui uno è già stato dismesso ed entrato nel patrimonio pubblico) e ristabilito un insieme più gradevole, al fine di rappresentare adeguatamente uno dei portali di accesso alla città.

Per l'area D3, o area Cabassi, dalle previsioni del PRG che indicavano il 100% di funzione terziaria, si passerà ad una suddivisione 50/50, sì da mantenere viva quella parte di città anche alla sera.

Lo sviluppo di Assago dimostra che è necessario, anzi obbligatorio, migliorare e ridistribuire questi grandi impianti. Si tratta ancora di circa 1M di metri cubi, ma con un indice molto modesto, che ha consentito di pensare ad una importante acquisizione a patrimonio pubblico di aree a verde per funzioni di tipo naturalistico, ricostituzione del paesaggio lombardo (a filari) e gestione di agricoltura non intensiva al servizio della città.

Per il trasporto, il PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia) prevede il prolungamento della MM non più a raso autostrada, dove verranno mantenute delle aree umide di elevato pregio, ma all'interno stesso del comparto, a miglior servizio della nuova città.

Del totale dell'area D3, si tratterà di circa 310mila metri quadrato destinati a costruzione e 805mila destinati a verde.

Tutto il nuovo verde cittadino sarà gestito in maniera innovativa, cercando di lasciare molte aree ad alta naturalizzazione o per produzioni agricole a km zero, per evitare di aggravare i bilanci comunali e per ottenere una buona adduzione di ossigeno e abbattimento polveri, oltrechè continuare a incrementare la mobilità faunistica con i corridoi verdi ed i percorsi ecologici.

Vi sono poi una serie di aree cittadine destinate alla trasformazione in funzione delle acquisizioni. Alcune di queste sono oggi aree con dotazione di servizi come campi sportivi, ed in questo caso è previsto lo spostamento prima della edificazione. Comunque, la superficie sarà imposto essere gestita con il 70% delle aree a servizi (verde attrezzato o altro) e solo il 30% a residenza.

Per la realizzazione del progetto centro, i volumi previsti in zona piazza G. Foglia saranno riallocati in via del volontariato RZ6, così da saldare il quartiere Aler con quella zona, e lasciare il centro a destinazione prevalentemente pubblica, terziaria e commerciale.

Si fa strada un'idea per cui la trasformazione (ed il conseguente indice volumetrico) non è fissato , ma è figlio della funzione di sviluppo. Infatti i valori sono molto diversi in funzione della volontà di attuazione.

Una ulteriore attività della quale si terrà conto, è l'ampliamento dell'Istituto Clinico Humanitas. Hanno manifestato interesse nel continuare a presidiare il centro e l'importante rilevanza dell'ospedale cittadino merita attenzione.

Nuovi e potenti strumenti ordinari di realizzazione degli standard saranno messi in campo.

Si tratta di standard di "sostenibilità ambientale", che, allo stato della proposta, potrebbero riguardare un contributo per il fotovoltaico sugli edifici pubblici, per la diffusione di tecnologie per il controllo del flusso luminoso per l'illuminazione stradale, per la realizzazione di interventi volti al risparmio energetico, l’interramento dell’elettrodotto e per l'ampliamento degli Ecopoint.

Una nota importante: in deroga al già stringente Regolamento Edilizio, ogni edificio di nuova costruzione dovrà essere progettato e realizzato in classe A, per un consumo di energia primaria per il riscaldamento invernale tra 14 e 29 kWh/mq/anno. Per rendere possibile questi interventi, anche le norme tecniche verranno modificate a rendere neutro l'impatto dei maggiori spessori delle pareti dovute all'incremento dell'isolamento.

Dalla lettura del Piano dei Servizi si rileva una grande attenzione all'ambiente e alla sua conservazione, in special modo con l'accrescimento delle aree protette e specializzate.

L'intenzione di ricercare una programmazione alla loro durata e manutenzione in termini di funzione pare un buon viatico per la loro persistenza nel lungo periodo. Le aree agricole si intendono far vivere ed il piano si offre alla ricerca di soluzioni reali e non improvvisate. In questo caso ci saranno ben 80 ettari in pieno Parco Sud che necessiteranno di una pianificazione reale per mantenere la loro vocazione senza detrimento per il territorio e con una reale possibilità di imprenditoria agricola.

Il mix di funzioni in area D3 (50% residenziale e 50% terziario) e la volontà di inserimento di un quota importante di Housing sociale permetteranno di evitare questo effetto, valorizzando, anzi, i benefici possibili a tutta la città per tramite anche delle nuove opportunità viabilistiche.

Per ciò che concerne il Piano dele Regole, si tratta di riordini in ambiti limitati che non hanno una portata così ampia da essere oggetto di trasformazioni territoriali in porzioni significative del territorio. E' un percorso in divenire che trova costante attenzione da parte dell'Amministrazione rendendo possibile ogni singolo intervento per la riqualificazione di ambiti ristretti ma importanti ad esempio nelle frazioni come Quinto e Valleambrosia.

Un importante tema trattato nel percorso commissariale è stato quello della dotazione di servizi. Su questo l'Amministrazione ha più volte ribadito la garanzia che si continueranno a mantenere elevati standard.

La cooperazione con gli operatori che vorranno recuperare le aree dismesse o coloro che intendono sviluppare sarà un elemento centrale per l'azione: infatti una "progettazione partecipata" che mescoli l'interesse pubblico alla conservazione del territorio ed alla fornitura dei servizi e l'interesse privato a realizzare un lecito profitto è la chiave di volta per non lasciare lettera morta ad un qualsiasi intervento per la città futura.

La compensazione, si è detto, è stato un elemento centrale. Costruire a Rozzano (come in qualsiasi zona del territorio italiano, ormai asfittico) ha degli impatti notevoli, perciò la valorizzazione e l'impreziosimento delle aree che vengono cedute al pubblico e il connubio di servizi pubblici in aree private deve portare a un saldo positivo per la città, con l'ottica di una sostenibilità sociale, ambientale ed economica di lungo periodo.

Su alcuni temi "caldi", come le attrezzature sportive, si è ribadito che l'Amministrazione non intende rinunciare ai miglioramenti, e, se del caso, gli spostamenti previsti saranno a rendere ogni struttura più accogliente.

Sul fronte del progetto Centro, si vuole dotare questa nostra collocazione atipica nel panorama nazionale di servizi di valore, tra cui un auditorium polifunzionale, che, solo quando disponibile, renderà "ex" il cine-teatro Fellini. In quell'ambito il Parco 1 è sicuramente un area di pregio per la città da preservare.

Alcuni temi collaterali ma centrali per la qualità della vita hanno riguardato il piano di azzonamento acustico, dove, ad esempio nell'area della centrale del quartiere Alboreto, si è proceduto a garantire il più alto livello di protezione con una classe III. Permangono delle questioni da risolvere nel brevissimo per le emissioni inquinanti che devono essere riportate sotto controllo.

Complessivamente un piano equilibrato, con un'attento controllo della valorizzazione ambientale, con aree di nuova concezione per un'agricoltura sostenibile a partecipazione dei cittadini, con corridoi ecologici e rinaturalizzazione di molte aree.

Molte delle intenzioni indicate sul PGT per una costruzione sempre più sostenibile verranno recepite nel regolamento Edilizio, spostando ancora più in avanti la sostenibilità complessiva di ogni intervento.

Il PGT, con la proposta di approvazione della VAS (Valutazione Ambientale Strategica) è approdato nelle commissioni congiunte Territorio e Ambiente e stasera, con un sovrannumero di incontri nella Commissione territorio rispetto al programmato per espressa richiesta del sottoscritto, se ne consentirà l'adozione.

Dopo l'adozione vi sarà ancora tempo per - finalmente - ragionare su un documento compiuto ed apportare le ultime correzioni o aggiustamenti.

Oltre ad aver avuto un incontro "privato" con l'assessore Gaeta ed il Sindaco, i rappresentanti del comitato O.A. hanno anche partecipato ad un incontro delle associazioni dove hanno potuto apprezzare che non tutti la pensano come loro: infatti genitori di figli "calciatori" hanno detto chiaramente che non vedono l'ora di avere delle strutture degne, e che un nuovo auditorium per una migliore e più rica fruizione potrebbe tranquillamente soppiantare il "monumento" Fellini (fu-Felix).

Come a dire, che ogni opinione è benvenuta, ma gli interessi dellà città da considerare sono quelli della maggior parte degli abitanti, che include per la gran parte coloro i quali hanno avuto il piacere di fruire di servizi di qualità in questi anni, molti dei quali ereditati dalle passate amministrazioni e che vanno manutenuti, ergo spesati.

Infine un invito alle opposizioni, che da punti di vista diversi hanno partecipato e contribuito fattivamente a stimolare l’Amministrazione nella redazione del PGT.

Mi rivolgo, in particolare a quelle che si sono dimostrate più attive in Commissione, e che hanno inteso partecipare fornendo indicazioni costruttive.

Il “consumo di suolo” deve essere misurato localmente ed in un’ottica di carattere metropolitano. Se a Milano si vuole uno sviluppo nullo, questo deve avere caratteristiche “periferiche”. L’area D3 è tale da oltre 20 anni ed è stata più volte riconfermata. In questo senso non è possibile pensare di “azzerarla” perché occorrerebbe eliminarla anche nella pianificazione sovra-ordinata che l’ha assorbita.

Si tratta di un’area con carattere metropolitano, non solo specifica di Rozzano. Occorre verificare, e lo si sta facendo, una mutualità di funzioni con il Comune di Milano.

Quale interesse per i cittadini “attuali”?

Ebbene:

1) la futura Metropolitana

2) il Parco GAricolo Sud (per i 2/3 della superficie dell’area)

3) il Parco del Naviglio

4) il recupero del Castello

5) le connessioni fisiche previste a scavalco della ex SS Giovi

6) i posti di lavoro nel terziario residuo

7) la compensazione ambientale

8) le piste per la mobilità dolce…

L’Amministrazione ha bisogno di risorse per rendere più efficiente il patrimonio pubblico e consentire una riduzione delle spese correnti.

Oggi c’è uno scarso rapporto dei cittadini con il Parco Sud in termini di fruibilità, conoscenza e utilizzo dell’agricoltura e tempo libero. Occorre incrementare gli interessi culturali, che farebbero accrescere la “rozzanesità” in modo virtuoso, recuperando l’ancestrale vocazione rurale.

Un ultimo richiamo al problema dell’edilizia popolare.

I 7000 alloggi Aler sono un grave onere in termini di spesa sociale. Non ci sono più soldi per l’edilizia pubblica, e tutti i denari del Welfare vengono spesi in “pensioni”, protezione sociale e sanità, con tutta la loro inefficienza.

Ecco il valore dell’operazione Centro Cittadino, che sposta la quota Aler in via del Volontariato, miscelando l’impatto sociale e alla ricerca di una nuova relazione con l’Istituto.

Tutto il PGT è un lavoro di articolazione sul territorio urbanizzato, e solo la D3 è “consumo di suolo libero”, ma non è istituzionale, ma privato.

Si tratta di un “consumo di suolo” con una sua razionale di tipo urbanistico di ambito metropolitano, nella quale si applicheranno tutti gli interventi di compensazione ecologica preventiva a saldare il delta mancante.

Se nel passato vi è stata necessità di condizionare il permesso di costruire alla fornitura di beni sociali (infrastrutture e servizi) necessari per l’abitare, oggi – in un periodo di evidente deficit ambientale ed ecologico e di risorse territoriali in genere - è indispensabile attribuire ad ogni trasformazione di suolo libero una responsabilità ambientale che si traduca in una sorta di onere ecologico, attraverso il quale si possa generare nuova natura, altrove rispetto alla trasformazione, concorrendo a generare una dotazione ambientale.

In questo PGT sono previsti interventi di compensazione ecologica preventiva, consistenti nella realizzazione di nuovi sistemi naturali permanenti quali siepi, filari, prati permanenti, boschi, aree umide. A completamento di tali opere ecologiche sono state immesse opere per la fruizione ecologico-ambientale delle aree quali percorsi pedonali, percorsi ciclabili, piccole opere di consolidamento del suolo, ridisegno e ripristino di canali e rogge.

In ultimo sulla Partecipazione.

La partecipazione non è un fenomeno ordinato, quanto piuttosto una manifestazione entropica che aumenta con il procedere del tempo; come il disordine termodinamico, il numero degli eventi osservati aumenta al passare dei giorni, determinando un caos che se non controllato riducendo la "temperatura" non determina trasformazioni utili.

Vengo da un'esperienza giovanile di anarchia e movimentismo, e l'insegnamento che ne ho tratto è che se non si "guidano" i processi di partecipazione non se ne ricava nulla di buono.

Quale approccio per realizzare una guida moderata, positiva e non impositiva prescindendo da manifestazioni ieratiche e rivelazioni?

Produrre documenti sui quali riflettere, azioni da condividere e strumenti di consultazione da porre all'attenzione dei "partecipanti", che finalmente troveranno una linea sulla quale dibattere e offrire spunti e consulenze...

Ecco perchè ritengo che la scelta dell'Amministrazione di arrivare a realizzare un documento di cui aveva ed ha - a prescindere - l'onore e l'onere, sia quella giusta.

E’ da tener presente che il PGT non nasce dal nulla: c'è stato un processo di costruzione partito nel 2005 e che ha trovato una prima forma nel documento "di inquadramento delle politiche urbanistiche" realizzato dalla scorsa amministrazione D'Avolio, che conteneva, in nuce, la gran parte delle considerazioni esplicitate in questo PGT, salvo le correzioni dei nuovi partecipanti alla vita pubblica e di chi entrava con una nuova funzione a contribuire alla stessa.

Fuori dalla "metafora": condivido la scelta. Oggi la città potrà riflettere su qualcosa di concreto, non generare un documento che altrimenti avrebbe richiesto anni o un decennio....

"Libertà è partecipazione" se con le caratteristiche di cui sopra: anche i referendum (consultivi o propositivi, indicati come massima espressione popolare e democratica) si realizzano su proposte concrete!!"

Adesso si, la parola ai cittadini…"

Marco Masini

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