giovedì 24 novembre 2011

Rozzano è povera per il 72% della popolazione, lo Stato deve tener conto della singolarità!

Dall'analisi dei redditi imponibili di Rozzano per l'anno di imposta 2009 (Dati Ministero delle Finanze), ho potuto fare una serie di analisi che sottopongo alla Vostra attenzione e che rendono l'idea dei problemi che sono caratteristici della nostra città, e che spiegano come ormai, con l'aumento dell'aliquota Irpef allo 0,08%, si stia cercando di cavare il sangue dalle rape.
Ma prima di arrivare ai dati, è bene ricordare che, per il 2007, l’Istat calcola la soglia della povertà per una famiglia di due componenti sia in Italia pari a 986,35 euro al mese, e che seguendo la metodologia Istat (dati Camera di Commercio di Milano, rapporto "povertà e disuguaglianza" 2009) , per Milano è stata calcolata una soglia di povertà per una famiglia di due componenti pari a 1.398 euro mensili, in relazione alla quale l’incidenza della povertà relativa risulta essere circa il 72% (in termini assoluti si tratterebbe di circa 16.000 contribuenti e di 29.600 individui). (continua)

L'analisi, fatta sui dati del Ministero, mostra che il reddito medio mensile "pesato" sulla numerosità della fascia di reddito è di €1.282, ben €110 al di sotto della soglia di povertà definita per Milano. Questo è l'effetto determinato dal fatto che ben il 77% della popolazione in fasce di imponibile guadagna meno di €40.000 all'anno lordi.
Il totale dell'imponibile di Rozzano è di 526 milioni di euro, ma di questi sono al di sopra della fascia "tassabile" 522milioni di euro. Nella fascia esentasse risiedono 1.196 "persone fisiche".
Questi dati spiegano perchè, se non si applicasse lo 0,08% di addizionale Irpef - o ci si inventasse una progressività diversa, o, ancora, si alzasse la fascia di esenzione - non ci sarebbe alcun modo di arrivare ad ottenere i 4milioni di euro necessari per sostenere la spesa corrente (al netto degli sprechi).
Stante una situazione di questo tipo, DEVE ESSERCI UN IMPEGNO MORALE DA PARTE DELL'AMMINISTRAZIONE DI RITORNARE ALLA CITTADINANZA SERVIZI DI ALTA QUALITA' ED AL MINIMO DEI COSTI, ma questo è ciò che occorre a livello locale. Il tema di Rozzano diventa invece lo spunto per traguarddare una problematica che, nella ricca Lombardia, si configura come un caso che non può più essere guardato come una situazione normale, ma SPECIALE, una singolarità della quale tutta la collettività della Regione deve farsi carico.
A Rozzano, l'Aler scarica tutte le problematiche di cui la Regione sii vanta in termini di protezione sociale, salvo poi, di fatto, disinteressarsene tyrasferendo al Comune briciole di contribuzione, e tutt'altro che strutturale.
Questa è una battaglia da combattere, oltre che mettere in campo tutte le iiziative di efficienza ed etica che possano sollevare i cittadini bisognosi nella vita quotidiana.
Marco Masini 


Note metodologiche (fonte Istat).
La soglia di povertà relativa, nota come International Standard of Poverty Line (ISPL) e che per una famiglia di due componenti è pari alla spesa media procapite del paese, si ottiene sommando tutti i consumi registrati per ogni famiglia e successivamente dividendo questa somma per il numero totale dei componenti complessivi di tutte le famiglie. Il nucleo di riferimento è la famiglia di due componenti; per le famiglie che presentano un numero di componenti diverso si utilizza un insieme di coefficienti di correzione per ricalibrare la soglia, di cui un esempio è la cosiddetta scala di equivalenza Carbonaro. Si ipotizza cioè che l’ammontare monetario necessario al conseguimento di un determinato benessere vari al variare della dimensione familiare, in misura meno che proporzionale rispetto al numero di componenti. Considerando una famiglia formata da un unico componente, la soglia è fissata al 60% della spesa media procapite.

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