martedì 22 novembre 2011

Il Comune torna alla CULTURA!

Lunedì prossimo sarà discussa la delibera che assegna i Servizi della Fondazione Rudh ad AMA.
E' un passaggio importante, che, sostanzialmente, decreta la fine di un tipo di esperienza che si è dimostrato - purtroppo - fallimentare a livello nazionale. Moltissime fondazioni culturali sono state chiuse, e tutte navigavano nel profondo rosso dei bilanci.
Mi attendevo delle garanzie dall'assessore per migliorare una situazione nella quale, tramite la cessione della programmazione alla Fondazione Rudh, il Comune aveva abdicato nei riguardi delle scelte di politica culturale, delegandole alla Fondazione stessa. E l'ho avute!Negli anni passati, in Consiglio Comunale, non siamo mai stati in grado di discutere (parola grossa) le scelte di orientamento culturale che normalmente fanno parte del patrimonio dell'Amministrazione. La delega è stata in bianco.

Come mi ha detto correttamente qualcuno, ci veniva semplicemente relazionato, in Consiglio di ciò che la Fondazione aveva fatto. Ritengo che ciò debba cambiare.
Nel passato pre-fondazione era il Comune ad occuparsi in diretta della programmazione e della realizzazione delle inziative, e c'era un ufficio preposto.
Con la fondazione si fornivano alla stessa circa 600mila euro all'anno e ci si "disinteressava" della questione, delegando i responsabili che, se in contrasto, come furono nella precedente "consiliatura", possono anche far naufragare iniziative di pregio (su ambo i fronti). Occorre cambiare.
Quali attese?
Dal mio punto di vista:
(1) che il Comune determini nero su bianco le scelte di indirizzo e programmazione complessivi, con ampio dibattito nelle sedi istituzionali e della società civile (associazioni del teriitorio, ad esempio);
(2) che AMA svolga solo la funzione operativa e di gestione degli eventi stessi.
A tal proposito abbiamo concordato che l'incipit dell'apparato deliberativo includa la seguente affermazione di programma e di principio:

"ferma restando la competenza della Amministrazione Comunale in tema di programmazione culturale, e quindi l'obbligo di adeguamento dei servizi oggetto della presente deliberazione agli indirizzi della predetta programmazione e richiamati altresì gli indirizzi previsti dalle relazioni previsionali programmatiche annuali di accompagnamento al Bilancio Comunale e le successive verifiche ed integrazioni che emergeranno nell'ambito del nascente Tavolo delle Politiche Culturali e che verranno adottate attraverso gli opportuni passaggi consiliari delibera...."

Il Comune si riappropria così delle proprie competenze, peculiarità e "poteri", con il necessario confronto (già in essere, invero) con le associazioni del territorio e con la politica, indirizzando al percipiente del contratto di servizi (AMA) la funzione operativa, salvaguardando i lavoratori della fondazione che verranno assorbiti da AMA, con continuità funzionale e mantenimento delle competenze.

Marco Masini

P.S: Il fotomontaggio è un pò di sana satira sul passaggio ad AMA, società tuttofare del Comune...

4 commenti:

  1. Beh...la domanda sorge spontanea: ma quale garanzia ha il Comune cha AMA sappia gestire operativamente la iniziative culturali? AMA, visto che fagocita una marea di risorse comunali (perchè parliamoci chiaro: quanti piccioli verrero girati ad AMA per gestire la cultura e per pubblicizzare a dovere le iniziative culturali sul Vivirozzano?), o decide di fare un'operazione seria di trasparenza oppure appare sempre più come un buco nero modello Finmeccanica, con l'unica differenza che quanto meno Guarguaglini è ingegnere con tanto di master, mentre a gestire AMA chi c'è????

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  2. Come segnalo nel post, il personale (qualificato) della Fondazione verrà rilocato in AMA. Non ne conosco la modalità.
    Il trasferimento in AMA del contratto servizi sarà a costo "ZERO": i servizi erogati dovranno (direttamente - tariffe e vendita biglietti, o indirettamente - sponsorizzazioni) essere coperti con la gestione.
    Concordo sul fatto che AMA, in quanto Holding, non ha bisogno di essere pubblicizzata; di fatto sembrano pubblicità strumentali alla comunicazione che passa su ViviRozzano (ad esempio).
    Per ciò che concerne il "management", credo che debba essere data una miglior competenza, ma che occorra anche il "lavoro sporco" oggi in corso. Le società comunali hanno alimentato un sistema di "clientele" come in qualsiasi parte d'Italia. I "figli di..." in AMA ed API non si contano, così come i "tesserati da..." e i "militanti d'occasione"...
    Ho sempre segnalato che LA COMPETENZA e LA QUALITA' della dirigenza devono essere un criterio.
    Marco Masini

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  3. Per me vale il principio tale per cui "pago e pretendo": pago un servizio e pretendo che venga fatto per bene e gestito al meglio da gente qualificata. Se devo pagare un servizio un centesimo in più perchè la gestione è fisiologicamente approssimativa dato che devo assumere i "figli di..." o devo mettere come dirigenti i "tesserati da..." allora il sistema non funziona e va necessariamente cambiato.
    Il rischio nel tempo infatti diventerà quello di avere municipalizzate talmente influenti economicamente da fare in modo che "il figlio di..." o il "tessarato da..." scelga il "consigliere di..." o l'"assessore con delega a..." e non più viceversa.

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  4. Le persone di cui sopra sono qualificate.
    Il servizio dovrà essere di qualità e costare il giusto, senza dover giustificare un centesimo in più per quanto sopra.
    L'efficienza è oggi possibile: sono passati i tempi delle "vacche grasse".
    Marco Masini

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