venerdì 14 ottobre 2011

Dismettiamo l'Ambiente e i Beni Culturali, dopo aver mandato il Turismo in guepieré

Non so come andrà a finire, ma la situazione che si è manifestata ieri è gravissima. Il Tremorti ministro - quello del "so tutto io" anche sul nucleare (sich!!) - nel rendiconto generale dello Stato ha sostanzialmente annullato il Ministero dell'Ambiente, con una riduzione di oltre il 90% dei fondi.
Dopo i gravi tagli alla Cultura, al Turismo che langue tra i lacci della guepiere della Brambilla, anche l'ultima delle vere risorse del Bel Paese verrà finalmente devastata!

Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, di ottima famiglia petroliere in odore di trivellazione a largo delle Egadiavverte: “Ovviamente non potrò votare né in Consiglio dei ministri né in Parlamento una legge di stabilità che di fatto cancella il ministero dell’Ambiente”. 
Salta un'altra tegola del modesto a malposto tetto della fu-Casa delle Libertà oggi PdL. 
Il provvedimento prevedrebbe infatti interventi al suo Dicastero che portano, in quattro anni, a tagli dagli 1,3 miliardi di euro del 2008, previsti per interventi ambientali, a 120 milioni di euro nel 2012. Si dice che considerando che le spese fisse, insopprimibili, per il ministero sono pari a 320 milioni, il bilancio, che per il 2008 era di un miliardo e 620 milioni, passerebbe a 440 milioni di euro nel 2012. 
Il vero rischio è l'eliminazione del piano bonifiche per i 57 siti inquinati di interesse nazionale, azzerare la gestione dei 60 parchi nazionali e riserve marine, eliminare gli interventi per il dissesto idrogeologico, i fondi per la mobilità sostenibile e quelli della lotta alla CO2.
Cos'altro possiamo pretendere da un Ministero dell'Ambiente???
Marco Masini

Nessun commento:

Posta un commento

I commenti non possono contenere oscenità o parolacce. Se poi sono firmati e' meglio. Saranno soggetti a moderazione del blogger.
Grazie.