sabato 5 marzo 2011

Tetti verdi

Come sempre le buone pratiche si vedono all'estero. Di ritorno da circa dodici giorni di trasferta in Germania (Dusseldorf), ho potuto apprezzare come i "tetti verdi", le coperture di edifici ricoperte da piante a lenta crescita su un substrato di terra, siano lì una costante.
Questa modalità costruttiva consente di abbattere la calura estiva, di drenare le piogge, di generare ossigeno (rimuovendo la CO2 e le polveri nelle città) e isolare dal freddo durante l'inverno.

Questa proposta fu parte delle indicazioni di buona pratica che avevo inserito nelle schede da allegare al Regolamento edilizio realizzato nella scorsa consiliatura nella fase di preparazione. Queste schede - insieme a tutte le altre proposte tecnico-costruttive - furono cassate perchè, si disse, la tecnica evolve troppo rapidamente per avere delle schede che devono poi essere aggiornate di frequente.
A parte il fatto che il loro aggiornamento avrebbe consentito di mantenere un livello di conoscenza della materia costantemente presidiato, la pratica quotidiana consente di dire che, se fossero state accolte allora (ormai circa tre anni fa) avremmo un esempio di buona pratica ancora assolutamente attuale e aggiornato!
In Germania si costruisce con riferimenti sicuramente più moderni, eco-sostenibili ed aggiornati che in Italia, e dunque approfittare delle eccellenze sarebbe servito a spingere oltre i limiti verso i quali poco ci si confronta.
Porterò all'attenzione dell'assessorato e della commissione ua revisione del Regolamento che vada ad includere un pò di esterofilia: non potrà che farci bene.
Marco Masini

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