giovedì 10 marzo 2011

La politica non locale lascia l'aula

Con una interpretazione stringente e pedissequa del Regolamento, il Presidente del Consiglio Giovanni D'Errico ha impedito di portare nell'aula del consesso rozzanese il tema della tragedia umanitaria libica.
Il timore di allungare sin oltre il lecito (come è successo in qualche occasione) la fase di apertura del consiglio, lo ha portato a forzare l'interpretazione del Regolamento acchè i consiglieri non potessero esprimersi su temi di rilevanza primaria in questa fase storica come la crisi del regime di Gheddafi, che anche il sottoscritto intendeva affrontare con una comunicazione all'aula, in quella fase che, unica sino a lunedì scorso, ha consentito normalmente l'apertura su temi di rilevanza nazionale ed internazionale.

L'intransigenza può però sconfinare in un atteggiamento ambiguo: si è inteso, infatti, nonostante non di pertinenza locale, rendere onore con un minuto di silenzio all'alpino morto in Afghanistan. Ci mancherebbe altro, ma qual'è allora il criterio ed il peso che deve avere una questione non locale per trovare spazio? Migliaia di libici valgono meno di un alpino??
Credo che la semplice e corretta tenuta dei tempi regolamentari nella fase di comunicazione (gli statutari 3 minuti)  possa essere la sola buona regola sulla quale non transigere al fine di limitare i tempi degli interventi non esclusivamente di natura locale, ma che devono trovare lo spazio necessario nell'ambito istituzionale per rendere anche quel luogo degno della rappresentatività che dovrebbe interpretare.
Spero che il Presidente scenda a più miti consigli in occasione del prossimo incontro....
Marco Masini

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