mercoledì 9 febbraio 2011

Formigoni: "la Minetti? Lasciatela lavorare!". No Grazie.


A chi sta telefonando Nicolé?
Per chi fissa l'appuntamento?
"Lasciatela lavorare, lasciatela vivere". Cosi' il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, risponde ai giornalisti dopo che in mattinata, in una pausa dell'ultimo Consiglio regionale, dove vi era stato un assalto da parte di cronisti e fotografi al consigliere-maitressé del Pdl, Nicole Minetti, creando momenti di tensione nella bouvette del Pirellone.
Incalzato dai giornalisti, Formigoni sorridendo ha preso le difese del consigliere: "mi sembra che si sia presentata a rispondere", ha aggiunto ricordando l'interrogatorio in Procura della stessa Minetti. "Lasciate quindi -ha concluso Formigoni- che le cose procedano secondo il diritto e secondo la legge". 

Questa è la difesa d'ufficio del Presidente della regione Lombardia, il ciellino e vergine Formigoni, nei riguardi della maitressé PDL-lina.
Ormai suscitano anche interesse (e disgusto culturale) le figure geometriche e le carpiature verbali alle quali si sottopongono i portabandiera del Bunga Leader. "Lasciatela lavorare" sembra effettivamente una minaccia, o un'apertura alle proposte del riformismo più avanzato che pensava di realizzare nel capoluogo meneghino un quartiere a luci rosse.
Formigoni, incalzando i giornalisti, si abbarbica al già sentito e consunto "attendiamo che la giustizia faccia il suo corso" (una nostra correzione, visto che il far procedere le cose secondo il diritto e la legge non è più sufficiente, spesso, per chi ha relazioni affettive con Mr. B.). Qui, proprio qui sta il vero problema: colpevole o non colpevole secondo la legge è assolutamente secondario rispetto a tutto ciò che si è saputo ed è avvenuto. ETICA, un'antica signora che tutti dovrebbero tornare a rispettare, vorrebbe le dimissioni, vorrebbe che non ci fossero "prostitute di Stato" , pagate con i soldi dei contribuenti per aver compiaciuto il "culo flaccido"  del Presidente di tutti quelli che ancora oggi lo sostengono con la sua corte. 
Le dimissioni della Minetti sono semplicemente un obbligo morale.
Chi si strappa le vesti non supportando questa richiesta fa solo un evidente autogol: viva Sara Giudice, consigliera di zona pidiellina di Milano che si è smarcata da questo puttanaio, semplicemente dichiarando a  “La Repubblica”: “Sono stufa di sentir dire che lui aiuta la gente, come ha fatto anche la Gelmini da Vespa, io e tanti miei coetanei non vogliamo essere aiutati con la carità o con qualcosa di peggio, ma con università migliori, un nuovo welfare, opportunità vere per tutti”. 
Dunque, e questo è un buon segno, anche all’interno del Popolo della Libertà c’è chi comincia a capire l’irresponsabilità – morale prima ancora che giuridica – di Silvio Berlusconi
Marco Masini

2 commenti:

  1. Ti credevo persona intelligente mi sbagliavo.
    Con immutata stima Pietro Moro consigliere PDL Rozzano

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  2. Intelligenza è il possedimento di capacità di critica autonoma da posizioni precostituite.
    Io mi sento libero nei riguardi di tutta questa vicenda; anzi, mi sento un tantino offeso come lombard (se non come italiano).
    Quando fu il tempo di Marrazzo (altra sponda) il personaggio ebbe la capacità di dimettersi, per vicende private.
    B. e tutti gli accoliti usano e abusano delle risorse e dei mezzi pubblici.
    Questa è la critica. L'Etica: chi ha questi atteggiamenti si dimetta. Poi viene il problema penale...
    W Moro, consigliere comunale che spero - essendo intelligente - sembre più liberale e meno PDL-lino.

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