venerdì 7 gennaio 2011

Centrale teleriscaldamento Alboreto: parliamone

Ricevo, e volentieri commento (dopo un incontro di cortesia presso l'ufficio dell'assessore Apuzzo con l'autore e gli altri del Comitato), una mail sul fatto che non ho parlato in questi giorni dei disagi o presunti tali dovuti alla centrale del teleriscaldamento del quartiere Alboreto.
Ecco qualche fatto, per cominciare.
La centrale, dopo essere nata per servire il quartiere omonimo, è entrata a far parte del più complessivo disegno per l'estensione del servizio alla gran parte di Rozzano, includendo il Fiordaliso e, recentemente, il quartiere Aler. Per far questo si è provveduto all'incremento di potenza con l'installazione di un nuovo cogeneratore e di due caldaie a condensazione. Questo incremento (di circa 48MW) ha comportato l'utilizzo dello spazio residuale all'interno dell'edificio.
Il raddoppio della centrale ha comportato, anche a parità di caratteristiche di isolamento sonoro, un incremento complessivo della rumorosità, che, soprattutto di notte, può essere facilmente udito in prossimità della centrale.
Si tratta di un suono dalle molte componenti tonali soprattutto nella bassa frequenza, che determina fenomeni di risonanza acustica nelle strutture delle abitazioni adiacenti. Meno udibile negli uffici di Rete, ma ben percepibile in alcune direzioni privilegiate al di fuori dell'edificio.
Ipotizzando che la nuova installazione abbia le caratteristiche sonore della prima, e che i due rumori siano simili (ma in realtà le nuove installazioni sono molto più rumorose), il loro raddoppio comporta un incremento della pressione sonora di 3dB a prescindere.
Raddoppiare la centrale, avrebbe comportato la verifica delle immissioni acustiche in ambiente, ed un livello di congruità con l'azzonamento e con i limiti differenziali.
La Provincia ha autorizzato l'ampliamento, demandando e correttamente non entrando nel merito di quanto spetta agli enti competenti (Comune ed ARPA) per la verifica della bontà acustica dello stesso.
Questo, però, non ha alcun rilievo con la bontà - o meno - della scelta del teleriscaldamento (che sostengo ancor oggi come positiva), ma con la capacità del progettista di portare a termine il lavoro secondo norma e regola dell'arte.
Credo che lamentarsi sia più che giusto, anzi, opportuno: le norme sull'inquinamento acustico sono la nuova frontiera del benessere umano, sottoposto a sempre maggiori sorgenti anomale ed improprie di inquinamento sonoro, che ha delle gravi ripercussioni sulla nostra concentrazione, riposo, etc. etc.
Per ciò che concerne le emissioni atmosferiche, che tutti siano tranquilli: il "fumo bianco" che si nota all'uscita dei camini è semplicemente vapor acqueo, e la componente inquinante, nel caso del gas metano - il combustibile utilizzato - è costituita da ossidi di zolfo e di azoto, ed in parte molto minore, da polveri.
Nel caso di una centrale come quella di piazza Alboreto, le emissioni sono monitorate in continuo, e vi è un impianto di abbattimento inquinanti piuttosto sofisticato, controllato da personale qualificato.
Le emissioni da gas metano per cogeneratori e caldaie a condensazione a metano, sono indicate a specifica per detto combustibile con un quantitativo da 100 a 350 mg/m3 (limiti emissioni come da DM 16/10/1992), e
non sono previsti limiti - stante l'intrinseca "pulizia" del metano - per il CO, NOx (tipicamente tra 100 e 200mg/m3) e polveri rispetto ai combustibili tradizionali.
La scelta del Comune di Rozzano di adottare il metano ed il teleriscaldamento è volta a ridurre l'inquinamento sul territorio, e ad incrementare l'efficienza complessiva del parco installato, anche grazie al Regolamento Edilizio che ho grandemente contribuito a redarre nella scorsa legislatura, che comporta delle scelte - sul fronte delle abitazioni e degli edifici in genere - volte a contenere grandemente i consumi. La centrale del quartiere Alboreto è una scelta consistente con quanto sopra, ed è giusto richiederne il buon funzionamento sotto tutti i punti di vista.
Marco Masini

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