domenica 12 dicembre 2010

Passiamo velocemente ai LED e abbandoniamo le lampade compatte fluorescenti

Le cosiddette lampade a basso consumo (dette fluorescenti compatte) devono essere abbandonate al più presto, passando ai Led.
Secondo un'indagine condotta dalla "ItIs Foundation" di Zurigo, una fondazione di ricerca delle tecnologie collegata al Politecnico locale, si è determinato che il campo elettromagnetico generato da tali lampade produce effetti sul corpo umano di intensità tali da rendere necessario tenere le lampade a più di 30 cm di distanza.

A quella distanza si raggiunge quasi il limite stabilito dalla Commissione Internazionale per la Protezione dalle Radiazioni Non Ionizzanti (ICNRP). Infatti, oltre quella distanza, fissata per sicurezza al fine di restare entro il 10% dal limite, si supera la soglia con gravi rischi per la salute umana.
L'ufficio della sanità di Berna, quindi, ha raccomandato di mantenere le lampade ad una distanza maggiore, con particolare riferimento alle applicazioni da scrivania.
La ricerca della fondazione è stata condotta utilizzando quattro manichini rappresentanti un uomo, una donna, una bimba di 6 anni ed un bimbo di 11scandagliati in posizioni diverse ed a varie distanze.
Le lampade a risparmio energetico, dette fluorescenti compatte o CFL, sono alimentate da un trasformatore che emette onde elettromagnetiche di bassa e media frequenza, capaci di indurre nel corpo umano delle correnti che portano, al di sopra di una certa intensità, ad infiammazioni nervose e tendinee.
Le CFL furono sotto accusa per il loro contenuto in mercurio (sino a 5 mg) che, in caso di rottura del bulbo può disperdersi in aria, e per le emissioni di UV che a meno di 5 cm per esposizioni prolungate possono produrre eritemi cutanei.
Il CNR sta valutando la cosa, dopo che si è già espresso positivamente circa le raccomandazioni della fondazione elvetica.
Marco Masini

1 commento:

  1. Lampadine a risparmio energetico: mai nella pattumiera!
    Le lampadine a risparmio energetico sono altrettanto facili da usare di quelle tradizionali ma, una volta esaurite, vanno trattate con attenzione.

    Quando si parla di lampadine ad elevata efficienza energetica si pensa quasi sempre a quelle fluorescenti compatte (CFL). In realtà, le CFL sono solo una delle tante possibilità, anche se sono molto diffuse grazie alle loro ottime prestazioni.
    Le lampadine fluorescenti compatte sono entrate in circolazione negli anni Ottanta e sono note per la loro durata ed efficienza. A parità di emissione luminosa, una lampadina fluorescente compatta consuma fra il 65 e l'80% di energia in meno rispetto alle lampadine a incandescenza tradizionali.

    Le lampadine fluorescenti compatte presentano a volte un involucro esterno che nasconde i tubi riempiti di gas e le fa sembrare ancora più simili alle lampadine a incandescenza. Le CFL possono durare da 6 000 a 15 000 ore, a seconda del tipo e dell'uso che se ne fa, mentre le lampadine a incandescenza hanno una vita utile di sole 1000 ore circa. Grazie alla loro elevata efficienza e alla lunga durata di vita, le CFL fanno spendere meno.

    Come si smaltiscono le lampadine fluorescenti compatte?
    Si tratta di prodotti contenenti un sistema elettronico complesso e non vanno quindi buttati nella spazzatura, come indica anche l'apposito logo con la croce sul bidone (comune a tutti i RAEE: rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche).
    Il modo giusto di disfarsene è riconsegnarle al negoziante o al centro di raccolta comunale più vicino alla propria abitazione.

    Cosa fare se una lampadina fluorescente compatta si rompe?
    Diversamente dalle vecchie lampadine a incandescenza, le lampadine fluorescenti compatte contengono piccole quantità di mercurio.
    Quando la lampadina è integra non ci sono fuoriuscite di mercurio ma, se si rompe, può uscirne una piccola quantità di questa metallo, pari a 5 milligrammi (all'incirca, sono le dimensioni della macchia d'inchiostro sulla punta di una penna a sfera).
    A titolo di confronto, i vecchi termometri contengono circa 500 milligrammi di mercurio.
    Quindi niente panico!

    Ma poichè il mercurio è una sostanza tossica, si consiglia anzitutto di aerare la stanza, e poi di pulire con un vecchio straccio bagnato. È meglio evitare che la pelle venga a contatto coi frammenti, e non bisogna usare l'aspirapolvere.
    * Per evitare le fuoriuscite di mercurio, si possono comprare le lampadine inserite in un involucro infrangibile.
    * Le lampade fluorescenti esauste non vanno gettate nella cassonetto dei rifiuti indifferenziati, nè nei contenitori e campane per il vetro.
    * Se integre è buona pratica ambientale riportarle al punto vendita, quando se ne acquistano di nuove.
    * Nel caso una si sia rotta è cosa responsabile riportare tutti i frammenti attentamente raccolti e richiusi in un sacchetto di plastica resistente presso un centro di raccolta o isola ecologica comunale.

    Ogni informazione sulla corretta gestione delle lampade fluorescenti compatte e dei tubi lineari sul sito: www.ecolamp.it

    Un ambiente più pulito dipende ANCHE dai piccoli comportamenti quotidiani di tutti noi.


    Sei un installatore e produci quantitativi di lampade fluorescenti e tubi lineari?
    Ecolamp di dà una mano. Tutti i servizi sono gratutiti: www.ecolamp.it/extralamp

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