mercoledì 29 dicembre 2010

Indiscrezioni economiche: il 2011 sa da fà!

Grazie al buon risultato della gara per la rete Gas (si è svolta e si è trovato un compratore, entrambe le cose non scontate) e a quello della vendita del diritto di superficie delle case di via Guido Rossa, si potrà sostenere il Bilancio Comunale per il 2011.
I continui tagli ai trasferimenti e l'incerto futuro del federalismo fiscale, minato alla base dalla stabilità del Governo e dalle ansie di protagonismo della Lega, pongono in capo agli enti locali il tema della sostenibilità delle proprie spese e di conseguenza del bilancio.

A causa di questo "colpo di culo" in chiusura 2010, sarà bene che anche Rozzano si interroghi sulle modalità per non dover continuare a vendere (più o meno forzatamente, cioè a causa delle Leggi) il patrimonio. L'unico modo per farlo è continuare nell'attenta valutazione di quelle spese per servizi (soprattutto) realmente necessari e utili non sostenuti od offerti economicamente dal mercato.
Rozzano ha una cittadinanza costituita da un mix sociale complesso, di cui probabilmente il legislatore dovrebbe tener conto. La valutazione di quanto denaro delle pubbliche accise o di quelle locali debba rimanere sul territorio dovrebbe essere anche fatta sulla base della distribuzione del reddito, dell'indice di disoccupazione, della problematicità sociale dovuta a reinserimenti di cittadini con precedenti penali, etc. etc.
In questo Rozzano è stata sinora penalizzata: l'elevata spesa sociale frutto delle condizioni reali della città non ha trovato grande sostegno pubblico, e così si è sempre fatto ricorso alla cassa del mattone. Cooperative note e operatori privati hanno sostenuto i programmi di sviluppo sociale del territorio, ma, come si può rilevare semplicemente con Google Earth scorrendo le mappe dal 1980 ad oggi, il territorio sta diventando asfittico e non ci è più possibile proseguire su questa strada, a meno che non si scelga di diventare assolutamente INSOSTENIBILI ecologicamente (ai voglia a cercare di piantare 35.000 alberi.... non ce ne sarà nemmeno il posto!).
Come costruire un bilancio diverso? Come capire quali sono i reali bisogni? Come valutare le opportunità offerte dal mercato?
Di questo si deve occupare la politica, non di come distribuire privilegi e posti di lavoro a parenti ed affini.
Marco Masini

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