giovedì 28 ottobre 2010

Solo i "monopoli naturali"

Nel prossimo Consiglio Comunale (presumibilmente di lunedì 8 Novembre), verrà portata al voto una delibera nella quale si intende consegnare al libero mercato, in particolare, la vendita del gas e le farmacie comunali.
L'Amministrazione intende concentrarsi sulla gestione dei "monopoli naturali", quei servizi, cioè, che un privato non potrebbe gestire efficientemente e realizzandone un profitto, ma che sono un'esigenza della collettività.

In un caso, la RSD Residenza per i Disabili, si intende uscire, invece, dalla gestione (che oggi consiste solo nel fornire un servizio di segretariato alla struttura, nei fatti) per non determinare un gravame economico alla collettività. Infatti, la gestione è retta da una cooperativa, che detiene le competenze che invece AMA non ha. Subiamo quindi, come Comune, un semplice sovracosto per il ricavo della stessa, senza nessuna aggiunta in termini di qualità dei servizi.
Gli altri servizi, in particolare le farmacie, grazie ad una migliore e più efficace gestione delle forniture e dell'effetto scala determinato dalle aggregazioni e dai volumi, hanno già un servizio spesso migliore nel privato che non nelle farmacie comunali. Alcune volte lì - mi hanno anche segnalato - si riescono anche a trovare farmaci ad un prezzo più competitivo e con una maggiore disponibilità.
Il gas, invece, potrebbe nel breve non reggere il confronto competitivo in un regime liberalizzato dominato da colossi come Eni, Eon, et al.
Al Comune restano, e non potrebbe essere altrimenti, quei servizi in cui eccelle per qualità, quelli necessari ma a scarsa redditività o nei quali un privato faticherebbe a trovare tutte le condizioni operative, ad esempio gli asili nido, il teleriscaldamento e la struttura natatoria comunale.
Negli asili nido, è evidente, la qualità dell'offerta travalica qualsiasi competizione con il privato, ed il benessere psicofisico dei nostri piccoli cittadini ne beneficia. Inoltre, il privato, continua a faticare molto per mantenere in essere strutture alternative.
Il teleriscaldamento è una scelta strategica e possibile solo per il Comune: una scelta di efficienza, ambientale e di semplicità di gestione burocratica e progettuale, per le implicazioni che altrimenti un privato si troverebbe ad affrontare per rispettare il flusso di gestione che passa dal privato cittadino o immobiliarista, al Comune ed alla cantierizzazione con realizzazione dei contratti di servizio.
Il Pubblico fa un passo indietro, ma non nel mantenere quel ruolo di controllo che sarà necessario per continuare ad assicurare una buona qualità ed una equa distribuzione dei servizi sul territorio.
Marco Masini

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