martedì 19 ottobre 2010

Rozzano: Sculture sulle rotonde. Solo brutte copie

“La Land-Art, ma l’arte nel suo complesso, sono una cosa seria: il contesto e l’originalità devono essere tenute in assoluta considerazione”. Esordisce così Marco Masini,ingegnere ed ambientalista prestato alla politica, consigliere comunale della lista Rozzano per D’Avolio. 
Già dalla loro inaugurazione, Masini ha contestato le sculture installate lungo viale Lombardia, ed in altri luoghi della città, segnalandone la scarsa originalità e l’inefficacia.
“Esse erano il frutto della miope visione di un architetto prestato alla scultura, che, invece di immaginare interventi di arte urbanistica creativa contestualizzata come quelli di Calatrava, Ghery o sculture monumentali come quelle di Xserra, hanno piegato l’acciaio corten semplicemente per copiare opere o spunti creativi altrui”.
Masini ha presentato, infatti, gli originali di almeno due di quelle opere, e mostrato la necessità della monumentalità e dell’estensione per poter realizzare e rendere realmente originali installazioni di scultura urbanistica.
Una delle sculture, delle dimensioni di circa dodici metri di larghezza e otto metri di altezza  è installata nelle campagne di Brufa, borgo umbro nel comune di Torgiano, sulla via del vino e dell’arte. Un paese dove, sin dal 1986, si realizzano ad opera dei più importanti scultori italiani sculture ed installazioni che spaziano dalla Land Art al neo-classico, intercettando il post-modernismo. A Rozzano, la piccola e incerta copia, è installata in una rotonda di Valleambrosia.
L’altra scultura originale, malamente riprodotta nella rozzanese viale Lombardia, si trova nelle marche, a ridosso della Romagna. Una imponente e maestosa mezzaluna a terra a cui manca  solo l’acqua del Naviglio.
“Ritengo che Rozzano avrebbe potuto meritare di meglio”, insiste Masini. “Dopo esserci fatti scappare Pomodoro, per la poca sensibilità di un’Amministrazione del passato, si doveva optare per scelte più coraggiose e, perlomeno, originali” conclude Masini.
Restano in dote al Comune di Rozzano i provini del concorso di idee del 2000, ai quali forse si potrebbe attingere alla ricerca di spunti creativi e dotati di unicità.

Box.
Land Art: termine coniato nel 1969 da Gerry Schum. L'artista esce dagli spazi tradizionali quali gallerie o musei per interviene direttamente sullo spazio macroscopico della natura, tipico della cultura anglosassone e del paesaggio americano. Le tracce ed i segni lasciati dall'artista sono macroscopici ed evidenti. Gli interventi sono realizzati mediante strumenti tecnologici che reggono l'urto con la quantità di spazio da affrontare. Lo scopo principale dell'artista land art è creare un impatto, un'esperienza con uno spazio depurato e libero da qualsiasi condizionamento.


La Redazione

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