giovedì 16 settembre 2010

Dubitate del km0!

Ach.... anche le iniziative verdi - e non solo Louis Vuitton - vengono taroccate!
Ieri sera, in un ristorante di Belluno, ho trovato all'ingresso l'interessante pre-annuncio "menu km0". La mia particolare sensibilità al tema ha subito prodotto in me un senso di attrazione verso lo stesso quasi irresistibile (salvo poi comporre questo elemento con il fatto che: 1) avevo fame, 2) era l'unico ristorante nel raggio di 400m!).

Il trend del chilometri zero, teso a limitare il trasporto e l'inquinamento derivante dallo spostamento di derrate provenienti da terre lontane e a valorizzare gli alimenti e la cultura locale, è partito e si è affermato in questi ultimi anni grazie al fatto che la sensibilità ambientale e la necessità di personalizzazione e differenziazione delle campagne pubblicitarie non riesce più a fare affidamento su un'opulenza che ha contrastato con lo stato di crisi.
Comunque, al sodo, dopo essermi seduto al tavolo mi hanno portato il menu e.... sorpresa delle sorprese: c'era la scritta "menu km0", accompagnata da un fascinoso "La strada dei formaggi e dei sapori delle dolomiti bellunesi", salvo poi comprendere, scorrendo i piatti, la sòla!
Propinare anatra Tataki, capesante e calamaretti come tipici prodotti montanari fa accapponare la pelle. Si sa infatti che, notoriamente, nei fiumi di montagna in prossimità di Cortina, vengono allevati mitili e calamari in condizione di particolare igiene, conferendogli quel retrogusto montenevoso che ne facilita l'assimilabilità....
Non facciamoci prendere in castagna.
Marco Masini

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