giovedì 1 luglio 2010

Un ALT al Nucleare dalla Corte Costituzionale

Proprio non ce la fanno a fare Leggi inapellabili!
Ancora una volta, e su una materia sbandierata come priorità da parte di questo Governo, il nucleare, il Legislatore (di centro-destra) non è stato capace di realizzare una norma degna di passare il vaglio della Corte Costituzionale.
E' di tre giorni fa la sentenza che abroga la Legge di inquadramento di quella materia a causa di vizi dettati dal carattere prioritario. La Legge, ritenendo che la materia fosse urgente, si arrogava l'autorità di demandare ai privati le spese e gli imegni di spesa per le nuove centrali. La Corte, stante il carattere di urgenza, riteneva che sarebbe stato necessario un impegno diretto di spesa da parte dello Stato. Non essendo così, la Corte annulla la Legge.

Di questo i TG nazionali ed i giornali non hanno ancora parlato..... Come al solito!
Con questo passaggio, il nucleare si riallontana dal Bel Paese a data da destinarsi, rendendo carta straccia ogni impegno di mister B. - come al solito - ma lasciando aperte le questioni del Piano Energetico Nazionale, fermo al 1984 circa!
Comunque ricorre spesso una domanda: ma come mai, visto che gli italiani si sono espressi negativamente sul nucleare, il Governo propone Disegni di Legge ed il Parlamento approva su temi relativi al rilancio del nucleare?
Ebbene, il punto è che gli italiani si espressero per l'abrogazione di alcuni commi della Legge ..... che indicava come possibili i contributi ai Comuni che avessero accettato sul proprio territorio centrali di potenza (anche nucleari), la ricerca sul nucleare (vedi il reattore sperimentale SuperPhoenix a Grenoble) e la determinazione dei siti da parte delle Regioni.
Era chiaro il messaggio politico: no al nucleare, ma non era scritto in nessuno dei quesiti; ma del resto, lo strumento referendario, essendo di carattere abrogativo, non avrebbe potuto fare altrimenti. Esaurita l'onda lunga di Chernobyl, la Confindustria, con a capo una "cipputi" del metallo come la Marcegaglia, ha cominciato a far pressione per incamerare i contributi che deriveranno dalle migliaia di tonnellate di acciaio che sono necessarie per una centrale nucleare. E Scajola aveva abboccato, ma forse non se n'era accorto....
Marco Masini

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