mercoledì 14 luglio 2010

Orecchie... da mercante!

I giochi di Quinto sono realizzati da Modo, un'azienda che, per queste attrezzature ha vinto l'ADI (Associazione per il Design Industriale) Design Index contest, un premio i cui criteri di selezione sono: "Vengono selezionati i prodotti che si distinguono per originalità e innovazione funzionale e tipologica, per i processi di produzione adottati, per i materiali impiegati, per la sintesi formale raggiunta. Particolare attenzione viene prestata ai prodotti che esprimano rispetto ambientale, valore pubblico e sociale, cura per l’usabilità, l'interazione e il concetto di 'design for all'."
Non si riscontra, e non potrebbe essere altrimenti essendo assegnato a priori, un criterio relativo al successo dello stesso presso il pubblico dei clienti/fruitori. Ma questo crea il vallo di separazione tra un premio e il successo del prodotto.
Per ogni gioco, la descrizione del costruttore è interessante, ma si scontra con la realtà dell'incomprensione all'uso o della difficoltà all'uso di una utente qualunque.
Ad esempio per il "rotore ad asse sbieco" di cui al mio post precedente, chiamato dalla Modo "giroscopio", ha una descrizione che recita "Saliamo sul giroscopio e proviamo l'ebrezza della forza centrifuga. Lavorando sullo spostamento del baricentro è possibile girare su se stessi". Il problema è riuscire a girare...
Oppure la "semipalla", per la quale si tratta di "un attrezzo a forma di guscio concepito per sperimentare personalmente i principi che regolano la forza centrifuga che fa girare il mondo. Comodamente adagiati su questo oggetto, sarà divertente lasciarsi andare ai movimenti rotatori che verranno innescati con una leggera spinta delle nostre gambe".
O anche il "dondolo ruotante", "Uno strano dondolo che ruota su se stesso con movimenti sinuosi e divertenti. Una spinta e via: proveremo il piacere di dondolarci e ruotare in libertà. C'è tuttavia un limitatore di velocità che non ci permette di superare i limiti di sicurezza.", già ampiamente commentato.
Il parchetto giochi, in realtà non è tale. Si tratta di un Parco della Scienza - così chiamato da Modo - che propone grandi giocattoli con i quali interagire, divertirsi e fare piacevoli scoperte. Nelle intenzioni di Modo "Il fruitore non si limita quindi ad osservare in modo passivo ma diventa il diretto protagonista, gioca, vive l'esperienza in prima persona e, quasi senza accorgersene, è indotto ad esplorare, a fare connessioni, ad avvicinarsi a proprietà e leggi scientifiche".
Questo tipo di parchi sono sicuramente interesanti, ma vanno contestualizzati: occorrono dei tutor e degli animatori che seguono e collaborano al  gioco. Lasciati a loro stessi non vengono nè percepiti correttamente nè attrezzati.
Un rimedio possibile è dotare tutte le stazioni gioco di scheda esemplificativa e descrittiva delle possibilità offerte, magari con l'ausilio di schemi e disegni, non solo testo.
Modo è anche l'azienda dalla quale abbiamo acquistato le "orecchie in quota" e "parla nel tubo", due tipologie di attrezzature che prendono polvere centralmente nella piazza.
Le prime, nonostante le buone intenzioni degli autori ("Proviamo ad immaginare quali possono essere i suoni ad un'altezza diversa da quella consueta. Con queste "grandi orecchie", particolarmente adatte a paesaggi alberati, possiamo ascoltare il rumore del vento, il canto degli uccelli sugli alberi., il fruscio delle foglie. Un momento riflessivo e divertente") hanno un problema: non funzionano, non c'è verso di sentire alcunchè.
Le seconde ("Un simpatico gioco per divertirsi e fare amicizie. Una serie di tubi collegati in maniera strana fra loro ci permettono di scoprire quale sarà il compagno che ci risponderà all'altro capo") usate una volta e scoperte le connessioni non vengono più utilizzate: a detta dela figlia il problema è che si sarebbero dovute trovare entro rifugi o anfratti dedicati a giochi di ruolo, e non in una postazione vis-a-vis.
Marco Masini

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