sabato 17 luglio 2010

Ampliare un autolavaggio può causare danni!

Il territorio di rozzano, di soli 12 km²di superficie, è estremamente complesso e fragile. Ogni nuovo intervento rischia di diventare un diamante od una ferita. in questo caso, l'ampliamento di una autolavaggio, rischia di trasformarsi, a causa di troppa approssimazione progettuale e burocratica, in un esempio di criticità.
Questo intervento - si tratta del distributore Q8 di viale Romagna in località Gambarone - dichiarato all'amministrazione comunale con una semplice dichiarazione di inizio attività, ha comportato l'abbattimento di numerose alberature e la cementificazione di una roggia.
A seguito delle pressioni del sottoscritto e di un componente dell'opposizione, gli uffici sono intervenuti per richiedere tutta la documentazione necessaria ad una verifica puntuale del progetto stesso.
Da poco più di un mese l’ATO - ambito territoriale ottimale, che coincide in buona sostanza con il territorio provinciale - hai messo nuovo regolamento per la gestione delle acque superficiali. Questo regolamento demanda all'ente erogatore gestore, nel nostro caso la società Amiacque, la verifica e l'autorizzazione di ogni singola richiesta che comporta l'immissione o il prelievo di acqua nel territorio di competenza, in particolare prescrivendo le caratteristiche in termini qualitativi e quantitativi dell'attività richiesta.
Le caratteristiche fanno riferimento alla normativa nazionale e regionale. Viene dato uno ruolo importante anche al comune, in quanto ente di riferimento per l'attività specifica sul territorio.
Nel nostro caso, richiesta relativa alla dichiarazione di inizio attività doveva essere accompagnata dalla richiesta fatta all'ente erogatore gestore con tutti gli elementi progettuali che ne avessero consentito la valutazione di congruità rispetto alla normativa.
Per il momento il tecnico comunale incaricato di questa verifica non ha potuto sviluppare un giudizio positivo a seguito della mancanza di parte della documentazione.
In attesa di un nuovo incontro dove l'esercente porterà all'attenzione dell'ufficio tecnico tutta la documentazione richiesta, l’unica certezza è il danno già perpetrato che è stato o sarà opportunamente sanzionato da parte dell'autorità locale o provinciale.
Il tema della gestione delle acque superficiali, delle acque piovane dette bianche, e le acque grigie e delle acque nere, è da considerare tra le priorità per lo sviluppo di una nuova regolamentazione che tenga conto di quanto appena introdotto dall’Ato, della recente normativa regionale, e del grande valore che il comune di Rozzano ha riposto nell'acqua pubblica come bene primario in contrasto alla tendenza della normativa nazionale che l’intende ridurre a merce in termini di servizio di fornitura e, chissà mai in futuro, di acqua in quanto tale.
Marco Masini

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