lunedì 7 giugno 2010

L'intervento sull'ODG sui "Tagli alla Scuola" - 7 giugno 2010

Classi sovraffollate, personale a tempo determinato senza più lavoro, personale di ruolo in condizione di soprannumero, costretto a vagare da una sede all’altra, contribuiranno alla riduzione generalizzata della qualità della scuola. Ma la cosa più grave è che la manovra finanziaria blocca i contratti, e soprattutto gli scatti di anzianità. Interventi che dispiegheranno i loro iniqui effetti oltre il triennio, con conseguenze sul futuro calcolo della pensione. L’ulteriore contrazione di organici oltre ad acuire la già grave crisi occupazionale avrà ricadute devastanti sull’offerta formativa.

Va bhe, ci sono le scuole private: 7000 euro l’anno…. Ma c’e’ il buono scuola di Formigoni: ben 1000 euro. E gli insegnanti sono sottopagati....

La crisi finanziaria: pretesto per scelte politiche!!

La crisi economica è un alibi per smantellare la scuola pubblica, l'università, la ricerca e gli enti culturali. Le risorse destinate alla cultura, già misere, vengono tagliate del 30% con recuperi minimi: solo 20 milioni di euro con i tagli agli enti.
Discorso analogo per la riduzione del tempo pieno a scuola che a fronte di un risparmio irrisorio andrà a colpire le famiglie meno abbienti e le donne lavoratrici.
In ben altro modo si dovrebbero recuperare le risorse, colpendo finalmente l'evasione fiscale o limitando le grandi opere a quelle davvero indispensabili. Di sicuro non lo è, ad esempio, il costosissimo tunnel tav sotto Firenze che, rispetto al passaggio in superficie, da solo fa lievitare i costi di 1 miliardo di euro.
I dirigenti scolastici sono costretti a dividere gli alunni nelle altre classi.
Molte scuole, è stato sottolineato, si vedranno costrette a utilizzare i contributi volontari delle famiglie, versati per il potenziamento dell'offerta formativa, per sostenere spese ordinarie.
Un'altra difficoltà è quella che si sta determinando per la riduzione delle classi a tempo pieno causata dalla riduzione del numero degli insegnanti: questo, è stato denunciato, sta già producendo le prime inevitabili ripercussioni sui Comuni, investiti dalle famiglie per la ricerca di soluzioni alternative ma che in molti casi, non potendo garantire tali servizi in forma gratuita data la scarsità delle risorse dei bilanci comunali, si vedranno costretti a richiedere contributi alle stesse famiglie.
Marco Masini

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