mercoledì 30 giugno 2010

IL bilancio di API

Il Comune di Rozzano, sulla base delle leggi nazionali che prevedevamo la creazione di società separate per la gestione dei servizi e per la gestione del patrimonio, creò la società AMA, e, successivamente, API, al fine di gestire e manutenere le proprietà pubbliche. 
A partire dal 1995, infatti, le aziende municipalizzate preposte a fornire servizi di pubblica utilità sono state sottoposte a radicali cambiamenti dettati dal processo di liberalizzazione. Si è trattato, per certi versi, di una vera e propria rivoluzione culturale rispetto a quella incorporata nelle aziende lente ed inefficienti di qualche anno fa, con la separazione amministrativa e "di mercato" tra distribuzione e vendita, la trasformazione delle aziende ex-monopoliste e dei loro rapporti con le imprese locali,
i processi di privatizzazione e quotazione (che hanno riguardato le più grandi, come A2A, ACEA, ...), la crescita della competitività locale e l’ingresso di nuovi concorrenti nazionali e stranieri. Tutti questi fenomeni hanno costretto le aziende ex-municipalizzate a ristrutturare i propri assetti organizzativi, a stringere nuove allenze, a ricercare nuove opportunità di business e di conquista e fidelizzazione della clientela. 
Nel nostro piccolo, per andare incontro a queste esigenze e prepararsi ai temi proposti dal legislatore, tra cui l'apertura a soci privati entro il 2012, si prevede e si sta lavorando per la fusione tra AMA ed API.
Ma quali sono i valori e la ricchezza che una società come API porterà in dote a questa operazione e che sta portando ai cittadini di Rozzano?
Ciò si intravede nel Bilancio, appena pubblicato, dell'anno 2009 appena trascorso di API.
Una patrimoniale ha un indice di prestazione importante che deve essere considerato: le immobilizzazioni materiali. Queste, gli immobili gestiti ed il loro valore a seguito dei lavori che quotidianamente vengono realizzati, sono cresciute nell'ultimo anno di quasi 4 milioni di euro (da 39,3M a 44,2M). Si tratta di vera e propria ricchezza per la comunità.
Un altro aspetto, paradossale - apparentemente - ma particolarmente importante, è l'indebitamento. API, da ormai 4 anni, sta realizzando i lavori per l'estensione della rete del teleriscaldamento, e gran parte del suo indebitamento (31M) è stato contratto per mettere sotto terra le tubazioni necessarie per il vettoriamento del calore alle utenze di AMA. Si, perchè la vendita del calore, per le regole di cui alle norme indicate sopra, non poteva che competere ad altra società di servizi. Dunque AMA non avrebbe potuto vendere alcunchè senza i tubi posati da API. L'indebitamento sarà dunque annullato con il completamento della rete e il compenso che le verrà corrisposto da AMA nella realizzazione degli obiettivi del piano industriale.
Ancora una volta, un parametro "negativo" per un'azienda normale è in realtà da traguardare nel consolidato comunale e dentro i parametri di un investimento realizzato per la città.
L'ultima operazione approvata dal Consiglio Comunale, un "prestito" di tre milioni di euro, non fa che rendere disponibile del "circolante" (denaro disponibile a breve) per le operazioni di cassa più a breve, consentendo di ridurre l'esposizione bancaria e risparmiare circa 150mila euro di interessi all'anno alla cittadinanza.
Come dice il nostro assessore Rossi, un'operazione da "buon padre di famiglia"....
Marco Masini





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