giovedì 20 maggio 2010

I centri storici sono più efficienti!


E' di questi mesi la pubblicazione dei primi decreti che fanno dell'Italia un Paese allineato al resto d'Europa in tema di risparmio energetico. L'Italia tutta, non solo il Trentino, la Lombardia e poche altre...
Si tratta dell'obbligo della classificazione energetica degli edifici.
Questo significa che tutti, al momento della compravendita di un appartamento o altro, troveranno (dovranno trovare) allegato all'atto di compravendita l'Attestato di Certificazione Energetica, che ci dirà quanto consuma la nostra casa e se potrà essere detta in classe A, B, C o, come spesso avviene dalle nostre parti, in classe F o G!!

Il punto però è un'altro. Per realizzare le nuove case, invece che pensare ad un recupero della tradizione architettonica ed urbanistica del nostro Paese, ci stiamo facendo trascinare dai "nordici": la casa è efficiente quanto più è "cappottata"... In realtà, il cappotto o isolamento, si è reso necessario perchè tutti vogliamo avere il nostro pezzetto di giardino, non avere troppi vicini rumorosi, etc. Ci stiamo cioè auto-alienando, rinunciando alla socialità.
Le città ed i paesi di una volta avevano invece ben altre aspirazioni e possibilità di risparmio energetico: un centro storico fatto di case ammassate - che caratterizzano le nostre città d'arte che tutti amiamo e che ci invidiano nel mondo - fa sì che la comunità sia più unita e la casa più... efficiente. Le ombre portate dagli edifici vicini, i corridoi ed i canali d'aria naturali, lo spessore delle mura, possono contribuire efficacemenete alla riduzione dei consumi per il riscaldamento ed il raffrescamento.
I cuccioli, per scaldarsi, si addossano gli uni agli altri, mica si separano e si fanno mettere le mutande!
Anche l'urbanistica era più umana e razionale, usata e apprezzata.
Le piazze di un tempo, per quanto in molte occasioni piuttosto anguste (se rapportate alle "spianate" di aslfalto ed erbetta di oggigiorno), sembrano enormi quando ci si arriva dai vicoletti o dai carruggi delle città antiche. Inoltre quelle piazze sono piene di vita.
Le piazze moderne sono grandi ma svuotate di significato. Ed inoltre non le si riesce a frequentare appieno.
Dopo la lotta ai cancelli, è ora il tempo di introdurre un sano recupero dello stare insieme (lavandosi ed educatamente, of course!).
Marco Masini

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