domenica 11 aprile 2010

Il Risorgimento: monumenti alla civiltà italiana...


Durante una gita in Liguria ho apprezzato il fatto che ancora oggi qualcuno pensa che sia importante avere e valorizzare monumenti antropomorfi di personaggi del Risorgimento italiano, periodo di forti passioni e pulsioni nazionali, di cooperazione e di aspirazione ad un Paese più forte, dal punto di vista, prima di tutto, sociale.
Mazzini e Garibaldi, le due statue qui rappresentate, trovano spazi adeguati e centrali nele città. La diatriba volgar-federalista non li tange, dall'alto della portata storica delle loro azioni.
Oltre che alle sculture di arte moderna, che rendono merito con la loro semplice (perchè altro non c'e') presenza di fatti anche importanti come la Resistenza (vedi il fu bandierone Dax in via della Cooperazione) e di altre che intendono valorizare in qualche modo il territorio (restando in via della Cooperazione, mi riferisco a quella che viene "amabilmente" chiamata il "radiatore"), bisognerebbe ricominciare ad ultilizzare l'arte figurativa con scopo di istruzione culturale di base ed immediata. Gli affreschi di Giotto della basilica di Assisi servivano a questo: a fornire, con un grande "fumettone" gli elementi di conoscenza della dottrina cristiana relativi a San Francesco. E tutti li capivano. Oggi, l'arte moderna, se non spiegata, fornendo tutti gli elementi propedeutici ed i filtri culturali necessari epr la sua interpretazione, è solo ed esclusivamente soggetta ad un giudizio di carattere estetico e che nulla lascia all'astante. Si tratta di sola decorazione del territorio.
Recuperiamo i temi della SCienza, della Resistenza, del Risorgimento, della passione Civile, rendendo merito a fatti e personaggi che, ad una semplice occhiata, possano trasmetterti qualcosa. Anche le targhe aiutano, infatti, se non avessero scritto sotto al nome di Ulisse Dini (per la relativa via in zona piazza Abbietegrasso) "matematico", quanti di noi lo avrebbero saputo? A meno dei fortunati che hanno intrapreso il mestiere del matematico, ovviamente....
Marco Masini

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