martedì 27 aprile 2010

Dal Consiglio: sul Piano Finanziario della gestione smaltimento rifiuti

La raccolta differenziata è aumentata negli ultimi tre anni di oltre il 10%, arrivando oggi, finalmente, al 41%. Anche i numeri ufficiali finalmente lo ufficializzano. Non è abbastanza; abbiamo accumulato ritardo.Anche la Legge Ronchi (Decreto Legislativo 5 febbraio 1997 n. 22 indicava l'obiettivo del 35% al sesto anno di entrata in vigore del DL (per noi il 2004 quando eravamo ancora al 25%!). Oggi abbiamo finalmente il giusto abbrivio.
Con gli EcoPoint sono stati fatti passi avanti, ma la metodologia non è diffusa ancora a tutta la città. La distribuzione di incentivi per far meglio può essere, semplicemente, la dotazione di sacchetti ecologici e cassonetti in forma gratuita, e comuqnue occorre una maggiore sensibilizzazione e comunicazione: si fa ancora poco.

Con la recente modifica del regolamento di igiene si cercherà di dare un ulteriore aiuto al suo incremento. Come dicemmo, sarà nostra cura seguire il destino della raccolta differenziata, per evitare che gli sforzi vengano vanificati con la generazione di CDR invece che di materie prime seconde.
C’è un piano finanziario e abbiamo gli strumenti per analizzare queste indicazioni in relazione agli obiettivi. I costi associati alla gestione e allo smaltimento determinano la tariffa.
L'analisi dei costi che vengono rappresentati mostrano che circa il 55% sono costi relativi al mantenimento del decoro cittadino, con attività quali lo spazzamento stradale meccanico e manuale. La raccolta differenziata di per sè, in termini di costo, non è un grande problema e i costi sono aumentati, rappresentando solo il 12% circa. La figura complessiva che ci dice che paghiamo il decoro della città e che, dunque, per far diminuire questi bisogna incrementare la sensibilità del cittadino. Mantenere il decoro costa.
I costi oggi sono sopportati per il 60% dall'utenza con P.Iva e il resto dai cittadini. Siccome il costo di gestione della differenziata (e, purtroppo, il relativo ricavo) pesano poco, la diminuzione della tariffa in relazione ai costi di un suo miglioramento sembra non poter portare grandi benefici. Le vere azioni devono essere da parte del legislatore nazionale: ridurre i rifiuti alla fonte e obbligo di pagare per la quantità di essi introdotta sul mercato.
La tariffa, così come ben descritta dall’assessore Rossi indica una corretta progressività in relazione ai mq ed ai componenti familiari che ha mantenuto e mantiene una equità sociale.
Oggi il Parlamento sta affrontando il tema della TIA, che da tariffa - corrispettivo per un servizio e frutto di strategie che portano a guardare nel detaglio ala gestione del ciclo dei rifiuti - tornerà tributo, riaccorpando l'IVA e nascondendo la natura della gestione.
Per conoscere il destino possibile del riciclato, si è ipotizzato la creazione di un punto informativo presso la piattaforma di via dell'Ecologia, dove toccare con mano i processi e i prodotti ottenibili con una buona gestione.
Inoltre, durante il Consiglio, ho proposto la riattivazione di una società quiescente alla quale partecipiamo ad oggi inutilmente - Publicompost - per pensare di realizzare una filiera completa che comprenda, dopo la raccolta ed il trasporto, la vagliatura e la valorizzazione della raccolta differenziata, per creare lavoro, cultura e responsabilizzazione (si vada all'autocrazia dei rifiuti!!!!).
Marco Masini

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