martedì 2 marzo 2010

Ripensiamo la città: basta ai cancelli.


Provate anche voi: camminate per cinque minuti a Quinto Stampi, o in viale Lombardia, o in qualunque altra parte della città dove le strade sono ricche di abitazioni, esercizi commerciali, aree gioco, parchetti, gente a piedi ed in bicicletta.... e dopo aver fatto un bel respiro (attenzione a non esagerare, siamo in Lombardia!) cambiate scenario, e recatevi nell'RZ6, o nella zona di Rozzano vecchia o a Valleambrosia... Notate nulla? Probabilmente si. Non c'e' vita. Non c'e' contatto tra la gente, luoghi di ritrovo, commercio. I giardini sono privati, e ovunque... CANCELLI!
La demenziale scelta dettata da supposte problematiche di sicurezza (cosa ci vorrà mai a saltare un cancello come quelli) sta spaccando e rendendo autistica la città. In quei luoghi si sta realizzando la città dormitorio, lo stesso modello che venne abiurato da eccellenti urbanisti del secolo scorso che - finchè non ci sbatterono il naso - contribuirono alla sua creazione.
Una città è sicura e vissuta, luogo di incontro, di scambio e di crescita sociale, se la gente si sente vicina, e si protegge grazie alla rete che riesce a creare intorno a se stessa per rompere la solitudine, cercando i suoi simili, lasciandosi trovare dai suoi simili.
Nei casermoni recintati, riproduzioni in piccolo e, al solito, molto sbiadite dei suburb americani (dove ci sono in alcuni casi anche guardie armate - Ooops, ho dato un'idea demenziale che potrebbe essere raccolta!), i bambini crescono pensando che il cortile sia fatto di erba velenosa non calpestabile e che il cane non vi possa fare i bisogni (chissà perchè, vista che concima e che nessuno ci cammina), perchè giocare, fare i cretini e far cagare i cani è bene farlo all'esterno del cancello, nello spazio di tutti, quello pubblico, che, non essendo mio, non mi appartiene direttamente.
Questo è molto europeo-meridionale.
Fateci caso: scendendo dal Nord Europa al Sud Europa, si passa - con drammatica velocità a Sud delle Alpi - da un ambiente pubblico curato ed uno privato più dimesso, ad uno pubblico sempre più indecente ed uno privato sempre più curato! ("Ah, è vero, l'ho notato anche io: vedi per esempio da mia zia Concetta, ci sono i pavimenti in marmo e tutto splende...." dice Pasquale!!).
Ma se le tasse al Nord sono più basse e la corruzione quasi nulla ci sarà bene un motivo!!?! Chissà quale...
Dall'urbanistica discendono i comportamenti pubblici e la costruzione della società. Meditate gente, meditate...
Marco Masini

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