martedì 2 marzo 2010

La Svizzera è lontana.

Nonostante la buona volontà dell'Amministrazione di Rozzano, gli EcoPoint - fiore all'occhiello del servizio di raccolta differenziata della città - non ci consentono ancora di azzardare sino in fondo il paragone con le città elvetiche, dove tale soluzione ha preso l'abbrivio.
Durante la mia passeggiata domenicale sul territorio in aree di nuova edificazione, ho potuto constatare che al livello medio-alto dell'area e delle abitazioni lì costruite non corrispondono la cultura ed il decoro che lì ci si aspetterebbe.
Sto parlando del recentissimo agglomerato ai confini con Moirago, dove qualche palazzina e una stecca di villette a schiera lascerebbero pensare ad un quartierino svizzero, ma che cadono miseramente sotto i colpi dell'ignoranza in termini della semplice gestione del conferimento del materiale di scarto alla piazzola. Un ammasso di materiali e sacchetti accumulati al'esterno, che avranno reso più complicate le operazioni di svuotamento dei cassonetti, più costoso il servizio e dimostrato l'impossibilità di un paragone con la Svizzera!
Neanche nel vituperato quartiere Aler le piazzole EcoPOint sono trattate così: magari i vecchi e dismettendi cassonetti, ma per le piazzole c'è il rispetto e la deferenza dovuta ad una infrastruttura che sta rendendo Aler migliore per le attenzioni delle recenti amministrazioni e di cui, probabilmente, qualcuno va fiero.
La scusa potrebbe essere: "il cassonetto era pieno". Bé, non regge. Se è pieno il sacchetto te lo riporti a casa, componi il numero verde gratuito 800.31.32.32 e segnali il problema: sich, civiltà!
E poi le masserizie accumulate erano costituite anche da ingombranti da far ritirare a parte.
"Prenda la tangenziale, direzione Laghi, poi per Varese sino a Gallarate ed alla dogana: lì c'e' la Svizzera!".
Marco Masini

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