domenica 7 marzo 2010

…la Protezione Civile che piace alla città.

Rozzano, il COM3 e la Protezione Civile quella vera, che serve e che la gente conosce più da vicino, è invece quella che al Fellini, in occasione della raccolta fondi dell’Unicef per Haiti, si è mostrata alla città. Sette nuovi volontari accompagnati dal responsabile dell’associazione locale Renato Porciello hanno ricevuto dalle mani dell’assessore Apuzzo (in missione per conto del Sindaco, indisposto) il “decreto” che li certifica angeli custodi del nostro territorio e del circondario, insieme agli anziani dell’associazione rozzanese e delle associazioni del circondario.
Il volontariato, che non deve essere tradito, è quello che ha contribuito a creare la fiducia della gente nella gente, a legare le “classiche” forze di intervento come i Vigili del Fuoco, la Croce Rossa e le forze dell’ordine alla società intera, saldando un coordinamento che altrimenti sarebbe mancato dell’elemento più interessante ed originale dell’esperienze della Protezione Civile italiana: il collante sociale.
Mi piace riportare un passo della Legge 24 febbraio 1992, n. 225, istitutiva del servizio nazionale della Protezione Civile: “Il Servizio nazionale della protezione civile assicura la più ampia partecipazione dei cittadini, delle organizzazioni di volontariato di protezione civile all'attività di previsione, prevenzione e soccorso, in vista o in occasione di calamità naturali, catastrofi o eventi di cui alla presente legge”.
La possibilità di avere, anche a Rozzano, un corpo della Protezione Civile partecipato ed attivo, mette la città in condizioni di privilegio, capace di affrontare con la volontà dei cittadini stessi, ogni emergenza. Quando mancò l’acqua al quartiere Aler per tre giorni a causa di un guasto sulla rete idrica, le nostre tute gialle erano in campo, per dare una mano e sostenere i “colleghi” cittadini in difficoltà.
Il mutuo sostegno organizzato si esplica anche nel semplice gesto di distribuzione di acqua in bottiglia. Il nostro comandante della Polizia Municipale, responsabile del COM3, conta sui volontari, e la sua fiducia è riposta nella loro disponibilità. Le forze della Protezione Civile sono capaci di un coordinamento nazionale grazie al fatto che affrontano – anche i volontari – un corso di preparazione impegnativo, che anche solo al primo livello dura 40 ore e si conclude con un esame.
Mettersi in gioco per gli altri in una organizzazione così complessa, ramificata e nazionale non è cosa da poco, ma purtroppo le emergenze (quelle vere) abbisognano di un coordinamento che è basato sulla consapevolezza del ruolo e della propria posizione nell’organizzazione generale.
Ecco i nuovi volontari rozzanesi: Luana Bertuzzi, Anna Rita Gargiulo, Simona Campregher, Luigi Schiavone, Anna Rotondaro, Alessandro Ferrari, Emanuela DeMaria.
Marco Masini

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