giovedì 4 marzo 2010

Agricoltura marginale; che lo sia!

La passione per l'orto accomuna molte persone, in particolare coloro i quali si approssimano alla pensione ed oltre. C'e' anche una frangia minoritaria, in crescita, di giovani che intendono l'orto come "naturalità" e "salubrità" delle verdure che portano a tavola.
Senza ripercorrere le problematiche che l'agricoltura marginale può comportare - derivanti da inquinamento delle acque per innaffiare, uso scriteriato di materiali di scarto, assenza totale dei controlli di salubrità generale - mi volevo soffermare sugli orti comunali, quelli assegnati con regolare bando dall'Amministrazione.
Al di là del fatto che sono un pò più dignitosi (l'orto degenera spesso, infatti, in piccola discarica) hanno un problema: sono troppo estesi. Il Comune assegna appezzamenti da 100 metri quadrati, un piccolo latifondo, considerando che Milano ne da 40 e Lodi 50.
Vista la domanda crescente, ritengo sia giunto il momento di ripensare la dimensione di questi fondi e limitarli ad una dimensione che possa consentire, almeno, la regolarizzazione di tutti gli abusivi ancora esistenti sul territorio e dare uno spazio di socialità (perchè di questo si tratta) alla popolazione richiedente.
Marco Masini

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