giovedì 28 gennaio 2010

La scuola pubblica funzionerà con i soldi dei genitori!!


Notizia confermata da un dirigente scolastico di Rozzano: una nota del ministro Gelmini comunica che le scuole devono attingere al fondo cassa amministrativo, che include i contributi volontari delle famiglie, per colmare la carenza di finanziamenti relativi alle spese ordinarie per l’erogazione del servizio scolastico di base. In poche ma crude parole se prima i contributi volontari delle famiglie costituivano un surplus per promuovere l’innovazione tecnologica, l’edilizia scolastica e l’ampliamento dell’offerta formativa ora sono come ossigeno vitale per la sopravvivenza stessa.

Il quadro della scuola pubblica è desolante: scuole costrette ad elemosinare la carta igienica e quella per le fotocopie, alunni che restano senza docente per un gran numero di ore perché mancano i fondi per pagare i supplenti, aule chiuse perché inagibili, i servizi di pulizia ridotti per conseguenze sul livello di igiene.
Esiste un debito dello Stato nei confronti degli istituti statali pari a circa un miliardo di euro per spese legittimamente affrontate negli anni passati, ma i finanziamenti per le scuole private, quasi tutte della chiesa cattolica, non mancano di certo. Dov’è finito il diritto allo studio previsto dalla nostra Costituzione?
Il Comune si impegnerà sicuramente per far fronte all'emergenza, ma anche le sue casse saranno sempre più tristemente vuote.
E' un boomerang: i cittadini pagano le tasse, con le tasse bisognerebbe finanziare la scuola, lo Stato spende e spande, ed incrementa il debito pubblico senza tagliare alcuna spesa e i cittadini pagano ancora più tasse per la scuola. E c'è chi dice che non mette le mani nelle tasche degli italiani!!!
Marco Masini

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