lunedì 25 gennaio 2010

Dove va il PD? Riflessioni del dopo-primarie in Puglia.


Certo, se qualcuno si stesse chiedendo "dove va il PD?", cioè quale linea politica e delle alleanze intende adottare, oggi la questione si è - se possibile - ingarbugliata ancor di più.
Con la vittoria a maggioranza bulgara di Nichi Vendola per le primarie, opposto a Boccia, candidato forte della segreteria PD, salta il "laboratorio Puglia",
il tentativo cioè di imporre localmente una linea che la segreteria nazionale intendeva sperimentare in vista di una applicazione su larga scala a livello nazionale.
Se poi vi si aggiunge la condanna a sette anni in secondo grado per padrino Cuffaro, uomo chiave in senato per l'UDC di Casini, la formazione di centro intesa ad allargare le alleanze del PD, la frittata è fatta. Bersani deve rimboccarsi subito le maniche e valutare i seguenti punti:
1) E' utile spostarsi al centro evitando come la peste le formazioni di sinistra, che, invece, hanno storicamente rappresentato il disagio sociale delle fasce deboli dela popolazione?
2) Spostarsi al centro con cotanto alleato (quantomeno in odore di mafia) ha senso? Perchè invece non valorizzare quella componente centrista esistente nel partito valorizzando figure nuove, forti e rappresentative come Debora Serracchiani, Franzi, etc.?
3) E' utile formulare le alleanze e le rappresentanze locali secondo logiche romanocentriche? Questo approccio ha mostrato anche a destra le sue crepe (vedi il caso Zaia vs. Galan in Veneto).
Bersani e la direzione del PD hanno bisogno di riflettere in fretta, il Paese non può attendere esperimenti para-riformisti D'Alemiani per la verifica dei prossimi inciuci.
Marco Masini

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