venerdì 29 gennaio 2010

Dal Giudice di pace: un'esperienza unica!

Una bolgia dantesca! Questa è stata l'impressione degli uffici del tribunale dei Giudici di Pace in via Sforza a Milano, nei pressi dei giardini Guastalla.
Una folla incredibile di fronte ad ogni stanza. Si stanza, perchè l'edificio, su più piani, è diviso in stanze e sezioni, piani e corridoi, civile e penale.... ma ci fosse una mappa per districarsi!

Ma il bello deve ancora arrivare. Ho ricevuto a dicembre un avviso di comparizione per il ricorso che ho presentato per una cartella esattoriale a seguito di una multa del comune di Opera. La convocazione era per un certo giudice, che chiameremo X. Arrivato con una mezz'ora di anticipo e varcato l'ormai familiare varco elettronico con ispezione radiografica della borsa, mi sono subito trovato in difficoltà per individuare un elenco dei Giudici e della relativa stanza.
Non un cartello. Ma a forza di domande si arriva a Roma; chiedendo ad un poliziotto disponibile ed a conoscenza del girone infernale, mi viene indicata una bacheca speciale: il famigerato elenco. Lo scorro velocemente, ma il mio giudice X non c'e'. Che fare? Ricordo che il centro di smistamento dei tribunali è la cancelleria. Girovagando per i piani, ne trovo una al secondo piano, quella della 6a sezione. Naturalmente non c'e' un cartello con scritto cancelleria, ma una opportuna bacheca da qualche parte (trovata a posteriori) ne indicava il numero della stanza. La cancelleria! Un posto incredibile: tonnellate di carta archiviata come nel '700, ordinatamente sugli scaffali migliaia di pratiche, tutte rigorosamente formate da una cartellina (fascicolo) che contiene, disponibili alla consultazione di chiunque e senza nessun metodo per preservarne l'intergrità, alla mercé del pubblico e degli avvocati e relativi "tirapiedi".
La cancelliera capo consulta un archivio informatico: un data base di numeri e nomi (ma non di documenti relativi alle cause) che mi portano a capire che:
1) mi hanno cambiato giudice, mi è stato assegnato il giudice Y;
2) l'udienza è stata spostata a giugno;
3) la mia pratica è nell'archivio disponibile alla consultazione.
Bhè, ovviamente ne approfitto. Cerco la cartellina/fascicolo e scopro che il giudice X, durante la prima udienza alla quale non potei partecipare perchè giunse la convocazione al mio precedente indirizzo durante il cambio di residenza, aveva recepito una memoria della controparte (Esatri) e aveva rinviato l'udienza a dicembre, poi ulteriormente rimandata a gennaio e, da oggi, a giugno. Il tutto vergato di proprio pugno su un bel foglio protocollo a righe come quello del liceo e pieno pieno di timbri.
Non ho mai avuto a che fare molto con la giustizia, ma le poche considerazioni che mi sento di fare è:
- sono disorganizzati e l'automazione è un sogno; sembra d'essere catapultati a due secoli or sono;
- ne sembrano godere coloro i quali sanno come comportarsi: ho chiaramente udito le parole di un giudice o avvocato che si burlavano di noi comuni mortali;
- mi sembra che questo alimenti il sistema degli avvocati e della magistratura italiana, il corpo giudiziario più numeroso d'Europa e forse del mondo.
Tutto questo per concludere che... altro che processo breve, qui occorre una bella iniezione di tecnologia e un consulente di processo per dare ordine al sistema ed impostare un nuovo modo di lavorare. Poi si parlerà di qualità dei servizi e certezza della pena. Ma fino ad allora è inutile attendersi nulla dalla magistratura o dal Parlamento che se ne sta occupando in modo assolutamente stupido, partendo dalla coda, i risultati attesi, invece che dal principio.
E a giugno sarò nuovamente in barricata!
Marco Masini

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